
L’interessante intervista a Roberto Natalini pubblicata in occasione del Comicon 2026 di Napoli, ruotava in particolare intorno al progetto di cui, insieme con Andrea Plazzi, è stato promotore sin dal 2012: Comics&Science.
L’esordio di questo progetto avvenne nel 2012 nel corso di Lucca Comics&Games, la più importante rassegna italiana di fumetti e giochi. In quella primissima edizione, o edizione zero per riprendere le parole di Plazzi, ho avuto l’onore e l’onere di aprire le danze con la tavola rotonda introduttiva e con il primo vero incontro dedicato al racconto della scienza tramite i fumetti. Oltre a Natalini e Plazzi, erano presenti anche l’allora direttore di LC&G, Giovanni Russo, il direttore del museo WOW di Milano (ora, purtroppo, chiuso), Luigi Bona, e la sceneggiatrice Francesca Riccioni.
Per prepararmi a quegli eventi, nei giorni precedenti avevo scritto sul mio blog, DropSea, una serie di articoli di approfondimento sul tema “scienza e fumetti” su cui ho poi basato i miei interventi in quella sede. Con l’occasione dell’esordio dell’INAF al Comicon 2026 e della nuova partecipazione a Etna Comics (la quarta in totale) ho pensato bene di riproporre, opportunamente aggiornato, un articolo dedicato proprio alla didattica attraverso i fumetti, che in qualche modo vuole rispondere a una domanda nata in redazione legata proprio all’utilità dei fumetti in ambito didattico e divulgativo.
L’impatto dei fumetti nella didattica
Nel 2002 F. Javier Perales-Palacios e José M. Vílchez-González hanno cercato di capire quale fosse l’impatto dei fumetti e dell’animazione nello studio della fisica. Sono giunti alle seguenti conclusioni(1)Perales-Palacios, F., & Vílchez-González, J. (2002). Teaching physics by means of cartoons: a qualitative study in secondary education Physics Education, 37 (5), 400-406 doi:10.1088/0031-9120/37/5/306:
- L’insegnamento della fisica con i cartoni animati costituisce un chiaro incentivo per migliorare l’approccio degli studenti alla disciplina.
- Le idee sbagliate degli studenti sulla fisica sono fino a un certo punto dovute ai cartoni. D’altra parte è possibile che i cartoni abbiano rinforzato alcune di queste idee sbagliate sin dalla più tenera età.
- L’uso della TV in classe per presentare immagini reali (come per esempio il comportamento di corpi in orbita intorno alla Terra, i movimenti dei passeggeri in un bus, e altro ancora) e il confronto tra realtà e finzione facilita il cambio concettuale.
- Questo genere di strategie può avvicinare l’insegnamento della fisica alla comunicazione dei media che maggiormente interessano agli studenti, e quindi consente di ridurre la barriera tra la scienza a scuola e le conoscenze quotidiane.
- L’immagine della scienza e degli scienziati presentata nei cartoni esaminati all’epoca risultava(2)Come abbiamo visto con la recensione de La scienza delle supereroine la situazione non è migliorata molto nemmeno oggi. stereotipata. Gli studenti che hanno partecipato all’esperimento hanno mantenuto questa immagine degli scienziati.
- Nel momento in cui si è chiesto al gruppo di studenti e a quello degli insegnanti di identificare alcuni fenomeni, il gruppo degli studenti ha ottenuto risultati migliori.

Chiaramente lo studio di Perales-Palacios e Vílchez-González potrebbe risultare datato, risalendo a qualcosa come 24 anni fa, ma i punti che ho selezionato sono ancora tutto sommato attuali, pur con un cambio di mezzi utilizzati da studenti e adulti per accedere alle informazioni.
I due ricercatori ritornano in particolare sui punti 2 e 5 dell’elenco qui sopra in un articolo di qualche anno più tardi(3)Vílchez-González, J., & Palacios, F. (2006). Image of science in cartoons and its relationship with the image in comics Physics Education, 41 (3), 240-249 doi:10.1088/0031-9120/41/3/006, datato 2006:
In quest’ottica, però, giocano un ruolo chiave i professionisti della comunicazione, intesa a tutto tondo, ovvero sia quella informale sia quella didattica (e dunque gli insegnanti in prima linea). Infatti come ricordato in un altro articolo uscito sempre nel 2006 e sempre su Physics Education(4)Taber, K. (2006). The physics education of superheroes Physics Education, 41 (3), 202-203 doi:10.1088/0031-9120/41/3/F01
E’ così più semplice imparare quando siamo interessati alla materia. L’apprendimento è più efficace quando siamo motivati ad apprendere e coinvolti nel processo di apprendimento.
E come io stesso ho potuto sperimentare prima come insegnante e oggi con le conferenze per le scuole presso l’Osservatorio Astronomico di Brera, i fumetti, in particolare quelli di supereroi, si possono rivelare uno strumento molto utile nel catturare l’attenzione e stimolare la discussione intorno alla fisica, sia quella curriculare sia quella extra-curriculare.
Zio Paperone e il deposito sotterraneo
Un utilizzo abbastanza semplice dei fumetti in classe è quello di utilizzarli per introdurre in maniera non convenzionale esercizi in classe, per esempio con lo scopo di verificare le affermazioni scientifiche presenti nelle storie. Per esempio in un preprint del 2005(5)Bagnoli, F., & Cataliotti, F. S. (2011). Fisica e fumetti: Paperone ed il deposito sotterraneo. arXiv preprint arXiv:1105.3820. si analizza la storia Zio Paperone e il deposito sotterraneo di Giorgio Pezzin (ingegnere di formazione) e Giorgio Cavazzano pubblicata nel 1977 su Topolino n.1122. L’articolo, in particolare, si propone di esaminare l’uso di

Giova, prima di proseguire, riassumere la trama della storia: Paperone, come al solito, cerca delle nuove soluzioni per rispondere agli assalti dei Bassotti, così dopo l’ultimo scontro decide di costruire un deposito sotterraneo raggiungibile con un ascensore. Purtroppo i Bassotti progettano una contromisura: infiltrarsi tra i lavoratori del cantiere e programmare una grande esplosione.
E’ proprio grazie a questa esplosione che Pezzin mette in campo la fisica, facendole giocare un ruolo importante nella storia. Peccato che, come i due ricercatori hanno mostrato, presenta anche quattro errori:
- Durante il volo in caduta libera, dopo l’esplosione, i paperi stanno ritti sul pavimento come se questo fosse in quiete, senza fluttuare in aria, vista la condizione di caduta libera.
- L’ascensore si separa in maniera netta dalla massa dei dollari in virtù del suo peso, cosa che non potrebbe avvenire nemmeno considerando l’attrito dell’atmosfera.
- Si teme che i dollari siano entrati in orbita, cosa che non è possibile, come abbiamo visto nell’astrografica dedicata al presunto tombino nello spazio.
- Il punto di caduta si sposta verso ovest di 80 km a causa della rotazione terrestre, errore che, però, si può apprezzare meglio solo eseguendo i calcoli.

Utilizzando questi errori, un insegnante potrebbe introdurre in classe alcuni concetti come il moto dei corpi, il principio di equivalenza, la rotazione della Terra, i sistemi di riferimento inerziali, e una applicazione dell’attrito a una situazione reale. Il tutto partendo dalla semplice curiosità se la fisica raccontata nel fumetto sia effettivamente corretta o meno.
Superman, Mr. Electron e i supereroi in classe
Nella mia ormai conclusa esperienza di insegnante, in particolare quando avevo la sicurezza di portare delle classi fino alla fine dell’anno scolastico, ho spesso introdotto esercizi in cui supereroi come Superman o Batman devono salvare persone in pericolo. Risultano particolarmente efficaci, come anche raccontato da Mike Follows in Heroes and villains: the science of superheroes, sia perché sono inusuali rispetto alla media di esercizi generalmente proposti in classe, sia perché, proprio per via del testo inusuale, introducono un elemento di sfida nell’esercizio stesso. Sfida da un lato narrativa, perché è in ballo la vita di qualcuno, ma anche reale, per capire se effettivamente l’impresa dell’eroe sarebbe ripetibile.
Di fatto è intorno a queste basi che ruota la conferenza Su su e via! de La scienza con i supereroi dedicata a Superman (e molte altre presenti nel “catalogo”!).

I supereroi possono, però diventare anche un ottimo veicolo per portare in classe la fisica avanzata, come quella delle particelle elementari e la meccanica quantistica(6)Sabin, J., Bandin, M., Prieto, G., Alvarez-Muniz, J., Ruso, J. M., & Sarmiento, F. (2008). Superheroes aid the teaching of physics. Physics Education, 43(6), 569–570. doi:10.1088/0031-9120/43/6/F04 o per introdurre lo spettro elettromagnetico(7)Fitzgerald, B. W., & Plotz, T. (2020). How to Teach the Electromagnetic Spectrum with Superheroes. The Physics Teacher, 58(8), 577–580. doi:10.1119/10.0002381.
In particolare quest’ultima proposta, di Barry Fitzgerald e Thomas Plotz, prevede l’ideazione da parte degli studenti di una coppia di supereroi a partire da alcune carte che descrivono le varie componenti dello spettro elettromagnetico. La lezione ideata dai due ricercatori e proposta in sei classi di scuole superiori di Vienna e dintorni è strutturata in 4 fasi per un totale di due ore.
La prima fase, dopo la visione di alcuni video e una discussione con gli studenti, prevede la distribuzione delle carte relative alla radiazione elettromagnetica ai vari gruppi in cui viene suddivisa la classe. Ciascuna carta presenta sei domande cui gli studenti devono fornire risposta, a partire dalla parte iniziale della lezione e di ulteriori materiali di consultazione messi a disposizione.
Nella seconda fase si chiede agli studenti di completare due carte analoghe relative a due supereroi specifici, anche in questo caso utilizzando o le informazioni a loro note o quelle presenti in una specie di handbook dei supereroi. Queste prime due fasi occupano all’incirca la prima ora della lezione.
Nella terza fase ci si concentra in particolare su Capitan America: dopo aver visto alcuni spezzoni del film, viene distribuito un worksheet in cui sono chiamati ad applicare le loro conoscenze sulla radiazione elettromagnetica, un po’ come degli scienziati dell’universo Marvel.
Nella quarta e ultima fase gli studenti sono invitati a ideare i loro personali supereroi, con il vincolo che le loro origini e i loro superpoteri siano legati all’elettromagnetismo.

Ci sono due aspetti interessanti in questo laboratorio: il primo è che si introduce nella lezione un elemento che nelle scuole superiori si perde spesso, il disegno a mano libera. Questo perché gli studenti sono invitati a disegnare un ritratto del loro supereroe.
Il secondo emerge dai dati raccolti nei test che precedono e seguono il laboratorio. I ricercatori, infatti, riassumono che nei test precedenti al laboratorio, solo il 9% degli studenti aveva fornito la risposta corretta, mentre il 27% non aveva fornito alcuna risposta. Dopo il laboratorio, invece, il 40% aveva fornito la risposta corretta, mentre solo il 6% non aveva fornito alcuna risposta.
Una proposta per il futuro
Forte di questi risultati, che confermano una convinzione che avevo già nel 2012, il prossimo passo per La scienza con i supereroi sarà quello di unirla con le Astrografiche(8)Per completezza di informazione avevo effettivamente proposto un laboratorio simile per il Comicon 2026, ma per problemi di tempo non è stato possibile portarlo al festival di quest’anno., invitando gli studenti a raccontare visivamente la scienza e in particolare la fisica dietro ai supereroi. E perché no provare anche loro a ideare il proprio personale supereroe!
Concludendo: i fumetti possono essere realmente un buon strumento per l’insegnamento della fisica e per trasmettere il nostro interesse e la nostra passione nella scienza, anche se nulla è meglio come rispondere (o provare a rispondere) a una buona domanda!
Note
| ↑1 | Perales-Palacios, F., & Vílchez-González, J. (2002). Teaching physics by means of cartoons: a qualitative study in secondary education Physics Education, 37 (5), 400-406 doi:10.1088/0031-9120/37/5/306 |
|---|---|
| ↑2 | Come abbiamo visto con la recensione de La scienza delle supereroine la situazione non è migliorata molto nemmeno oggi. |
| ↑3 | Vílchez-González, J., & Palacios, F. (2006). Image of science in cartoons and its relationship with the image in comics Physics Education, 41 (3), 240-249 doi:10.1088/0031-9120/41/3/006 |
| ↑4, ↑9 | Taber, K. (2006). The physics education of superheroes Physics Education, 41 (3), 202-203 doi:10.1088/0031-9120/41/3/F01 |
| ↑5 | Bagnoli, F., & Cataliotti, F. S. (2011). Fisica e fumetti: Paperone ed il deposito sotterraneo. arXiv preprint arXiv:1105.3820. |
| ↑6 | Sabin, J., Bandin, M., Prieto, G., Alvarez-Muniz, J., Ruso, J. M., & Sarmiento, F. (2008). Superheroes aid the teaching of physics. Physics Education, 43(6), 569–570. doi:10.1088/0031-9120/43/6/F04 |
| ↑7 | Fitzgerald, B. W., & Plotz, T. (2020). How to Teach the Electromagnetic Spectrum with Superheroes. The Physics Teacher, 58(8), 577–580. doi:10.1119/10.0002381 |
| ↑8 | Per completezza di informazione avevo effettivamente proposto un laboratorio simile per il Comicon 2026, ma per problemi di tempo non è stato possibile portarlo al festival di quest’anno. |



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