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Secondo principio della termodinamica

Un migliaio di galassie di massa superiore a un milione di miliardi di soli: un ammasso di galassie. Il tutto avvolto in una nube di gas che ribolle alla temperatura infernale di circa 10 milioni di gradi Celsius e che, proprio per questo, emette una forte radiazione X. Ricostruire la formazione e lo sviluppo di affascinanti oggetti celesti come quello che vediamo in questa immagine, veri e propri traccianti dell’evoluzione dell’intero universo, è possibile grazie alle leggi della termodinamica: l’entropia, che misura il disordine di un insieme, è una quantità che non può diminuire all’interno di un sistema isolato!

Che cos’è?

L’ammasso di galassie Abell 1689 si trova a circa 2,3 miliardi di anni luce dalla Terra, nella costellazione della Vergine. L’immagine mostrata è un composito, ottenuto dalla sovrapposizione dell’immagine dell’osservatorio spaziale per raggi X Chandra della Nasa, che mostra il gas caldissimo che avvolge le galassie dell’ammasso (in viola), e dell’immagine ottica ottenuta dal telescopio spaziale Hubble della Nasa/Esa che mostra le singole galassie (in giallo).
Gli archi allungati sono galassie, che si trovano molto al di là dell’ammasso: la loro luce viene distorta dal passaggio vicino all’enorme massa dell’ammasso in quel fenomeno noto come lente gravitazionale.
Gli astronomi studiano gli ammassi come Abell 1689 per comprendere la distribuzione di massa visibile ma anche della massa oscura, invisibile, che si pensa pervada il sistema.

\[\frac{\text{d}S}{\text{d}t} \geq 0\]