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Equazione di campo di Einstein

Avete presente le bambole matrioska?
Bene, perché in questa formula enigmatica si nascondono dieci equazioni indipendenti. Dieci frasi fisico-matematiche cui fanno eco gli indici e i pedici che punteggiano la formula.
Ma cosa ci dice? Che a una certa quantità di massa corrisponde una deformazione dello spazio-tempo. Persino la luce viaggiando nello spazio risente della presenza di una grande massa e viene deviata formando una struttura ad arco, una lente gravitazionale. Si tratta di un effetto specifico della relatività generale, la teoria che descrive la forza di gravità e che nel 1915 ha sostituito la teoria di Newton.

Che cos’è?

Abell 2218, un ricco ammasso composto da migliaia di galassie, campeggia in questa immagine. Si trova a circa 2,1 miliardi di anni luce dalla Terra, una distanza apparentemente enorme, ma modesta su scala cosmica, nella costellazione del Dragone. L’ammasso, con la sua grande massa, funziona da lente di ingrandimento: ingrandisce e avvicina le galassie distanti e permette così agli astronomi di studiarle. L’effetto – causato dalla distorsione dello spazio-tempo di Einstein – provoca anche la deformazione delle galassie in sottili archi: per studiarli è indispensabile una risoluzione eccellente come quella fornita dal telescopio spaziale Hubble della Nasa/Esa che ha scattato questa immagine.

\[R_{ij} – \frac{1}{2} R g_{ij} + \Lambda g_{ij}= \frac{8 \pi G}{c^4} T_{ij}\]