Personaggi

Il maestro del paese sbagliato

Aggiornato il 10 Marzo 2022

Nel centenario dalla nascita di Mario Lodi, uno dei ‘maestri che hanno fatto l’Italia’, abbiamo invitato Cesare Sottocorno – maestro di scuola e nostro collaboratore – a scrivere una riflessione su questo pedagogista, insegnante e scrittore che ha profondamente contribuito a innovare la scuola italiana dal secondo dopoguerra a oggi e che – a nostro avviso – merita di essere incontrato. Ecco le sue parole.

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Mario Lodi – via Andersen

Ho conosciuto, poco tempo dopo il mio diploma magistrale, il Movimento di Cooperazione Educativa e condiviso, idealmente e, quando mi è stato possibile, nella pratica quotidiana del mio essere docente, il pensiero pedagogico di quel gruppo innovativo per la scuola degli anni settanta del secolo scorso. Uno dei più attivi esponenti del gruppo, le cui metodologie educative erano ispirate agli insegnamenti di Cèlestin Freinet, era Mario Lodi. Come lui ero maestro di quella che era la scuola elementare. Insegnavamo ai poli opposti della provincia di Cremona, io a Rivolta d’Adda, ai confini del Milanese, e lui al Vho e a Drizzona, frazioni di Piadena, paese poco distante dal Mantovano. La stessa terra, gli scolari figli in gran parte dei contadini che arrivavano a piedi dai cascinali sparsi nella campagna. Non ho vissuto come lui né gli anni del fascismo e della guerra durante la quale venne imprigionato per motivi politici, né quelli del miracolo economico e del neorealismo.
Ma come scolaro mi sono seduto sui banchi di legno con il calamaio e ho scritto con l’inchiostro del pennino. Ho imparato a leggere, scrivere e far di conto quando i programmi seguivano il ritmo delle stagioni e delle feste religiose: l’autunno, san Francesco, una vacanza quattro giorni dopo il suono della prima campanella, l’inverno e di seguito i Morti, Natale…

Quando sono passato dall’altra parte della cattedra e dopo aver letto Il Paese sbagliato. Diario di un’esperienza didattica, ho scoperto che la sua scuola era lontana da quella che avevo frequentato. Nelle sue classi si insegnava la Costituzione repubblicana, si mettevano al centro i valori della libertà, della democrazia e della partecipazione.
Le nozioni hanno lasciato spazio al testo libero, alla ricerca sul campo (quella che oggi viene chiamata ricerca-azione), ad attività espressive quali la pittura e il teatro, alla lettura dei quotidiani, alla scrittura individuale e di gruppo di testi e di libri come Cipì, alla corrispondenza interscolastica, sviluppando naturalmente quelle competenze intorno alle quali, oggi, si definiscono i progetti e il lavoro degli insegnanti.
Tra i destinatari delle lettere dei suoi alunni c’erano i ragazzi della scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani che Mario Lodi aveva incontrato nell’agosto del 1963. Sulle pareti della stanza della canonica del piccolo borgo sperduto tra i boschi dell’Appennino, il priore don Lorenzo aveva esposto gli articoli della Costituzione proprio come aveva fatto il maestro del Vho.

Un maestro di campagna che ogni giorno ha saputo ascoltare le voci dei bambini, fare tesoro delle loro esperienze vissute per crescere e formare cittadini pensanti che hanno saputo prendere coscienza di sé, degli altri e di quanto accade nel mondo. Le sue classi, liberate dalla cattedra, non sono più una somma di singoli individui ma un insieme di idee, di pensieri che si confrontano e dialogano tra di loro. Classi laboratorio nelle quali l’io diventa noi, dove si stampa il giornalino della scuola, si progettano lavori per migliorare l’ambiente, si parla di pace, si costruisce una biblioteca, si recuperano la cultura e le tradizioni del territorio.
Lasciata la scuola, acquista una cascina a Drizzona dove fonda la Casa delle Arti e del Gioco, un laboratorio di linguaggi e metodi pedagogici e un centro studi sulla cultura del bambino.
L’esperienza di Mario Lodi e il suo metodo sono stati adottati, con il tempo, da molte classi interessando un numero sempre maggiore di insegnanti. Il processo di crescita e di rinnovamento, che ha coinvolto alunni e genitori, ha consentito alla scuola elementare italiana, anche grazie al suo insegnamento, di essere una delle istituzioni educative migliori in Europa.

Nel panorama della Scuola Italiana, in particolare di quella che viene chiamata Primaria, l’esperienza di Mario Lodi è stata seguita, non tanto nei programmi o nelle riforme ministeriali, ma nella pratica quotidiana da un molteplice numero di insegnanti (prova ne è, per esempio, la partecipazione al concorso dedicato a Gianni Rodari), la cui creatività è rimasta lontana dalle cronache e dai riflettori dei media. Certamente la scuola di Mario Lodi non ha niente a che vedere con la didattica a distanza che, a causa della pandemia, ha travolto il sistema scolastico e numerose attività educative e culturali. Ma il maestro del paese sbagliato avrebbe trovato una soluzione anche in questa situazione che sta agitando e creando non poche difficoltà agli insegnanti, ai bambini e alle famiglie italiane (e non solo).

Mario Lodi (17 febbraio 1922 – 2 marzo 2014)
Nato a Vho di Piadena il 17 febbraio 1922, si diploma maestro proprio allo scoppiare della Seconda Guerra Mondiale. Subisce il carcere per motivi politici e, al termine della guerra, si adopera per stimolare l’espressione dei giovani: un giornale, il teatro, scuole gestite da volontari. La presa di coscienza dell’esperienza bellica si trasforma in impegno pedagogico per una scuola e una società democratiche. Fulcro della sua attività la collaborazione e la possibilità di esprimersi per arrivare alla conoscenza della libertà attraverso la pratica della libertà.
Si avvicina al Movimento di Cooperazione Educativa per imparare a formare e liberare la cultura del maestro insieme con quella dei bambini. Oltre all’insegnamento, si dedica alla scrittura di libri di fiabe e racconti, alcuni scritti insieme con gli studenti, e di saggi per documentare le proprie esperienze pedagogiche.
Anche dopo la pensione, continua a promuovere i processi educativi centrati su aspetti positivi della socialità come la partecipazione, la collaborazione, il rispetto, la felicità.
Organizza mostre e raccolte di materiale prodotto dai bambini, un giornale (“A&B”, in seguito “Il giornale dei bambini”) interamente scritto e illustrato dai bambini, per mettere in pratica il loro diritto costituzionale di esprimersi e comunicare.
Nel 1989 riceve la Laurea Honoris Causa in Pedagogia dall’Università Statale di Bologna. Nello stesso anno fonda La casa delle Arti e del Gioco con i proventi del premio LEGO: un laboratorio in cui sperimentare tutti i linguaggi umani. L’associazione è tuttora attiva per mantenere viva la conoscenza delle opere e del pensiero di Mario Lodi: Casa delle Arti e del Gioco – Mario Lodi.
Dal 1995 cura la collana Laboratorio Minimo per Editoriale Scienza: testi guida per ragazzi e educatori che vogliano introdurre un atteggiamento scientifico nel quotidiano scolastico. Nel 2001 viene nominato nel consiglio di amministrazione di INDIRE (Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa).
Muore a Drizzona il 2 marzo 2014.

Approfondimenti

Si ringrazia Francesca Brunetti per la consulenza bibliografica

Edizioni recenti dei libri di Mario Lodi
  • Mario Lodi, Il cielo che si muove. 15 storie di natura, Trieste, Editoriale Scienza, 2017
  • Mario Lodi, Il paese sbagliato. Diario di un’esperienza didattica. Prefazione di Franco Lorenzoni, Torino, Einaudi, 2022.
  • Mario Lodi, Cipì, Torino, Einaudi Ragazzi, 2021.
  • Mario Lodi, C’è speranza se questo accade al Vho, Bari, Laterza, 2022.
Opere su Mario Lodi
  • Alessio Surian, Diego Di Masi, Silvio Boselli – Mario Lodi. Pratiche di libertà nel paese sbagliato Padova, Becco Giallo, 2022.
Bibliografia minima
cipi - Mario Lodi e i suoi ragazzi

  • 1961, Cipì, ed. Messaggerie del Gallo
  • 1962, I Quaderni di Piadena, con Giuseppe Morandi, ed. Avanti!
  • 1963, C’è speranza se questo accade al Vho, ed. Avanti!
  • 1968, Il permesso, ed. Giunti Bemporad Marzocco
  • 1970, Il paese sbagliato: diario di un’esperienza didattica, ed. Einaudi (Premio Viareggio, 1971)
  • 1972, Cipì, ed. Einaudi
  • 1978, Dialetto e altre lingue, con Tullio De Mauro, Vol. 86 di Biblioteca di lavoro, ed. Manzuoli
  • 1979, Dall’alfabeto al libro, ed. Manzuoli
  • 1994, La TV a capotavola, ed. A. Mondadori
  • 1997, Cara TV con te non ci sto più, con A. Pellai e V. Slepoj, ed. Franco Angeli
  • 1998, Alberi, ed. Briciole di Neve
  • 2002, Il drago del vulcano e altre storie, ed. Giunti junior
  • 2006, Il cielo che si muove. 15 storie di natura, ed. Editoriale Scienze
  • 2006, Il pensiero di Brio, con illustrazioni di Emanuele Luzzati, ed. Panini ragazzi
  • 2008, Costituzione, La legge degli Italiani, riscritta per i bambini, per i giovani… per tutti, ed. Casa delle Arti e del Gioco.

Per una bibliografia completa: le Opere di Mario Lodi

Principali premi e riconoscimenti
  • 1971 Premio Viareggio (sezione Opera prima saggistica) per Il paese sbagliato.
  • 1989 Premio Internazionale LEGO assegnato a personalità ed enti che abbiano dato un contributo eccezionale al miglioramento della qualità di vita dei bambini.
  • 2003 Insignito del titolo di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
  • 2006 Premio Unicef Dalla parte dei bambini per aver dedicato tutta la sua vita ai diritti dei bambini perché avessero la migliore scuola possibile e per aver realizzato la Casa delle Arti e del Gioco attraverso la quale promuove e valorizza la formazione degli insegnanti e le potenzialità espressive dei bambini.

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Scritto da

Anna Wolter Anna Wolter

Si laurea all’Università degli Studi di Milano. Lavora quindi presso l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, Cambdrige, MA (USA). Ora è Prima Ricercatrice all’INAF-Osservatorio Astronomico di Brera ove si occupa di astronomia extragalattica multibanda, utilizzando di preferenza dati di alta energia. Studia in particolare nuclei attivi di galassie e sorgenti ultraluminose nella banda X in galassie esterne. Ha fatto parte del Comitato Direttivo della Divisione D (Alte Energie) dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU). Dall’inizio di questo secolo dedica una frazione importante del suo tempo all’insegnamento e alle attività divulgative per vari tipi di pubblico. È correlatrice di varie tesi di Laurea presso le Università degli Studi di Milano. Ha tenuto più di 100 conferenze per il pubblico generico e altrettante per le scuole. Responsabile per la Lombardia delle Olimpiadi Italiane di Astronomia. Dal 2010 rappresenta l’Italia nella Rete di Divulgazione Scientifica dell’Osservatorio Europeo Australe (European Southern Observatory, ESO).

Adamantia Paizis Adamantia Paizis

Laureata in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano, dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca in Astrofisica a Ginevra, è tornata a Milano presso l’INAF-IASF dove attualmente è ricercatrice. Dedica una frazione importante del suo tempo ad attività divulgative. Nel tempo libero ama leggere e scrivere.

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