
Nato a Cirene, nell’attuale Libia, intorno al 276 a.C., Eratostene aveva studiato in Grecia per poi trasferirsi ad Alessandria d’Egitto, centro nevralgico della cultura dell’epoca, dove fu direttore della celebre biblioteca. È qui che, secondo le fonti, compì il famoso esperimento che porta il suo nome, misurando la differenza dell’ombra di uno gnomone in due luoghi diversi il giorno del solstizio d’estate, da cui determinò la circonferenza del nostro pianeta, assumendo che esso sia sferico – nozione piuttosto comune all’epoca.
Più precisamente, Eratostene avrebbe misurato l’ombra dello gnomone ad Alessandria e l’avrebbe confrontata con quella, assente, riscontrata lo stesso giorno a Siene, l’attuale Assuan: in questa località, che si trova sul tropico del Cancro, in occasione del solstizio d’estate il Sole è infatti allo zenit e non proietta ombre. Conoscendo la distanza tra le due città (circa 5000 stadi), tramite una semplice proporzione geometrica calcolò la la circonferenza del globo: 252.000 stadi, un valore che si discosta solo dell’un percento da quello ottenuto con metodi moderni, pari a 40.075 km.

Oggi, tra satelliti dedicati alla navigazione e alla geolocalizzazione di precisione, non è certo più necessario ricorrere alla misura delle ombre per ponderare la dimensione del mondo. Ma può essere istruttivo, magari anche divertente. E unire le persone, in barba alle distanze geografiche e ai confini nazionali.
È quello che propone da diversi anni la Rete di Eratostene UAI, un progetto di didattica dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), che organizza osservazioni dell’altezza del Sole in occasione di solstizi ed equinozi e, per ogni osservazione, raccoglie i dati, li analizza, calcola gli errori e infine redige una relazione che viene distribuita a tutti gli iscritti. A coordinare il progetto è Paolo Morini, ingegnere, vicepresidente dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta e componente del National Outreach Coordinator team della IAU in Italia. Lo abbiamo intervistato.
Ingegner Morini, ci racconta cos’è questa Rete di Eratostene?
La Rete di Eratostene dell’Unione Astrofili Italiani è nata con l’idea di offrire un servizio a tutti i docenti di scuola (o animatori di gruppi e associazioni) che vogliono ripetere l’esperienza di Eratostene – il cui risultato primario è arrivare alla determinazione dello sviluppo della circonferenza meridiana della Terra e, di conseguenza, al calcolo del suo raggio.
Offrire un servizio vuol dire produrre anzitutto delle istruzioni operative per facilitare la soluzione dei problemi, grandi e piccoli, che si incontrano quando ci si avvicina per la prima volta a una esperienza come questa. Inoltre la dimensione collettiva dell’esperimento è essenziale per produrre risultati di qualità e ricadute scientifiche e culturali che coinvolgono i partecipanti.

Perché ci sembra un percorso estremamente utile per i ragazzi, oggi più che mai sommersi da dati la cui origine è spesso ignota. Capire come Aristarco ed Eratostene sono riusciti a dare una prima dimensione all’universo con mezzi estremamente limitati (se analizzati con occhi moderni) è molto istruttivo.
Ancora più istruttivo è fare in prima persona una di queste misure fondamentali. Abbiamo adottato per le nostre attività una massima attribuita a Confucio: Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco e imparo. È un fare complementare e non alternativo alla formazione scolastica tradizionale.
Quanti partner conta la vostra rete?
Mentre scrivo, la Rete di Eratostene UAI è arrivata a 104 iscritti: due terzi sono docenti di scuole di ogni ordine e grado, soprattutto primaria e secondaria di primo grado, il rimanente terzo è costituito da astrofili, planetaristi, divulgatori.
Può aderire chiunque, compilando un formulario online oppure scrivendomi via email. Non è necessario iscriversi alla UAI e la partecipazione è del tutto gratuita.
Com’è iniziato il tutto?
La spinta è venuta dalla mia partecipazione come docente esterno a un progetto di PCTO, basato sull’astronomia, per una classe IV del Liceo Scientifico Oriani, di Ravenna. Cercavo una modalità per coinvolgere la scuola Raina 6 Vidusskola della città di Liepaja, in Lettonia, gemellata con il Liceo Scientifico e ho cominciato a interessarmi di come realizzare l’Esperienza di Eratostene fra due località lontane e situate a longitudini e latitudini così diverse.
L’esperienza è stata programmata nel mese di febbraio del 2023, tre sabati mattina in successione per avere condizioni meteo favorevoli in entrambe le località: la fortuna ci ha sorriso al secondo appuntamento. La necessità di organizzarsi a distanza, parlando tutti una lingua non nostra (l’inglese), ci ha convinto che il tutto necessitava di una buona organizzazione.
Anche in virtù del fatto che, per quanto ci si sforzasse di svolgere l’esperimento in modo diligente, il numero finale ottenuto è estremamente impietoso quando confrontato alle misure effettive del nostro pianeta. Soprattutto quando si legge della mirabolante precisione (ancora oggetto di dibattito fra gli storici della scienza) di alcune misure di Eratostene.
È stato allora che è nata la rete?
La data di nascita della Rete di Eratostene UAI è il 25 maggio 2024, data in corrispondenza della quale è stata pubblicata una UAI News di presentazione dell’iniziativa e l’invito ad aderire. La news è a firma di Matteo Montemaggi, responsabile nazionale in carica della Commissione Didattica dell’Unione Astrofili Italiani, con il quale è stato condiviso il progetto dalle prime battute.
La Rete di Eratostene UAI è stata preceduta dalla Rete Di Eratostene gestita dal professor Nicola Scarpel, molto attiva negli anni ’10 fino ad una battuta di arresto con la crisi COVID. Ci siamo messi in contatto naturalmente con il prof. Scarpel, nel frattempo ritiratosi dall’insegnamento, che molto simpaticamente ci ha augurato ogni bene e fortuna nel proseguire il cammino di Eratostene.
Come tenete vivo l’interesse per il progetto?
Realizziamo o recensiamo tutti gli strumenti e dispositivi, a portata di scuola, che possono aiutare nella misura – e pubblichiamo reportage e guide per l’utilizzo. Esortiamo tutti gli iscritti a utilizzare la Rete per cercare partner e organizzare osservazioni in date diverse.
Inoltre, ci colleghiamo con network internazionali che compiono le osservazioni e finanche con la Bibliotheca Alexandrina, la stessa diretta da Eratostene, che ad ogni solstizio estivo organizza la Eratosthenes Festivity nei suoi spazi. E poi raccogliamo articoli, pubblicazioni, materiali su Eratostene e la sua misura del mondo.
Qual è la cosa più curiosa che ha scoperto grazie a questa esperienza?
Può sembrare una banalità ma nel clima generale di rassegnazione e disillusione che pervade molte discussioni sulla nostra società e sul suo futuro, ho scoperto un mondo di positività, di docenti entusiasti che realizzano attività e progetti per i loro studenti, di una scuola che mette al centro l’educazione delle ragazze e dei ragazzi e che trasmette i valori della conoscenza e del pensiero critico.



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