Il legame di Superman con il nostro pianeta è diventato particolarmente stretto soprattutto nel corso della cosiddetta modern age. Frank Miller, per esempio, ne Il ritorno del Cavaliere Oscuro descrive in maniera molto intima il rapporto di un Superman emaciato da un’intensa esplosione nucleare con la “natura”, richiamandosi a essa e alla luce del Sole per riprendere le energie.
Questo, però, era solo un aspetto del Superman raccontato in Dark Knight returns, che però diventa centrale cinque anni più tardi, nel 1991, quando venne dato alle stampe Superman for Earth, uno oneshot speciale datato maggio ma effettivamente uscito per l’Earth Day. La storia contenuta nell’albo, To Save a World, Salvare un mondo, scritta da Roger Stern per i disegni di Kerry Gammill, affronta sin dalle prime battute (il dialogo tra Lois e Clark, all’epoca ancora fidanzati) il tema ecologico e ambientale.
L’aspetto che più colpisce e, al tempo stesso, disturba maggiormente dell’albo è quanto sia ancora attuale. I temi trattati dai due autori sono lo smaltimento illegale dei rifiuti cancerogeni, la sporcizia dei fondali marini, la manutenzione degli oleodotti, l’inquinamento delle acque e lo scarso utilizzo delle tecnologie non inquinanti da parte delle fabbriche, giusto per restare agli ambiti più urbani.
Criminalità ambientale

Significative sono alcune scene, come quando Superman affronta un gruppo di criminali che sta smaltendo l’olio esausto: l’FBI arriva solo a cose fatte, ma è comunque significativo questo arrivo, perché permette al lettore di percepire l’importanza del problema. D’altra parte le ecomafie, soprattutto in Italia, prosperano proprio in questi ambiti, come ben raccontato ogni anno dal Rapporto Ecomafia di Legambiente.
Citando dal comunicato stampa del Rapporto 2025, basato su dati 2024:
Altrettanto significativa, poi, è la scena ambientata fuori da Metropolis, in Brasile, nella foresta Amazzonica. In questo caso Superman affronta il problema del disboscamento eccessivo e per lo più illegale di quello che viene considerato come il più grande e importante polmone verde della Terra.

Tra mezzi pesanti, motoseghe e incendi che mettono in fuga gli animali della foresta, Superman ferma i disperati che cercano fortuna sfruttando illegalmente la foresta. Stern, infatti, non vuole chiudere gli occhi di fronte ai problemi che stanno portando alla graduale distruzione della foresta amazzonica. La necessità di legname da un altro e di terreni da pascolo e coltivazione dall’altro sono le principali motivazioni che spingono molte persone ad accettare il rischio di venire arrestati in cambio della possibilità di condizioni di vita migliori.
Colpisce, dunque, la battuta del capo dei disboscatori brasiliani poco prima di venire portato via dall’esercito:
Come raccontato da Emanuela Evangelista in Amazzonia la situazione è un po’ più complessa di così, visto che sono presenti anche gruppi ambientalisti in Brasile, spesso guidati proprio da coloro che nella foresta e con la foresta sopravvivono, come la stessa Evangelista.
Nessun Pianeta B

Il passaggio più significativo della storia, però, è nel finale. Dopo un incubo che in qualche modo collega la fine di Krypton, il pianeta natale di Superman, con un eccessivo sfruttamento delle risorse del pianeta da parte della sua popolazione (concetto che è in parte presente anche in alcune storie di John Byrne, come vedremo in futuri articoli), Superman si reca nel palazzo dove è in svolgimento il World environmental congress per un sentito discorso sullo stato del pianeta e la necessità di cambiare qualcosa nel nostro modo di viverlo.
In un primo singificativo passaggio Superman esprime un concetto che in astronomia è ben noto: non abbiamo un pianeta B, There is no Planet B:
In effetti la scoperta del primo esopianeta confermato risale al 1995 con 51 Pegasi b, ma già nel 1917 l’astronomo statunitense di origine olandese Adriaan van Maanen scoprì una nana bianca, nota oggi come Van Maanen 2, che sembrava avere un pianeta intorno a essa. Soltanto in anni recenti, con il miglioramento tecnologico, nel 2022 per la precisione, si è effettivamente rilevato un candidato pianeta di massa gioviana intorno a questa stella.
Fino alla scoperta, confermata sin da subito, di Michel Mayor e Didier Queloz, ci furono altri annunci di possibili esopianeti, senza però ricevere conferme altrettanto solide da parte di altri gruppi di ricerca.
Nonostante ciò, però, l’idea che la vita nell’universo non fosse limitata alla sola Terra era stata declinata in termini ecologisti e ambientalisti proprio con l’idea che non abbiamo un pianeta di riserva a disposizione, il famoso Planet B di cui sopra.
Insieme per la Terra

Altro passaggio significativo del discorso di Superman, però, è quello in cui invita i politici e gli esperti presenti al congresso, e con essi i lettori, a diventare parte attiva del processo di “salvezza” del pianeta.
C’è la forza del pale blue dot di Carl Sagan dietro le parole scritte da Roger Stern. E la passione di ogni persona che ha a cuore il destino del pianeta e, soprattutto, dei suoi abitanti.
In conclusione vi ricordo l’articolo uscito nel 2025 sull’Earth Day in cui trovate una selezione di attività astronomiche per comprendere meglio il clima e altre caratteristiche del nostro pianeta, concetti essenziali per comprendere l’importanza di avere cura dell’ambiente che ci circonda.
Note
| ↑1 | Mia traduzione. Battuta originale: You level your own forests, and then preach to us to leave ours uncut! Do you expect to starve to protect your world? |
|---|---|
| ↑2 | Mia traduzione. Battuta originale: There are other worlds in the universe which can sustain life as we know it. But those worlds are very few and very far away… and non of theme are quite like our world. |
| ↑3 | Mia traduzione. Battuta originale: We are all citizens of the Earth. We are divided by differences of language and culture, of race and nation, but we all leave upon the Earth. This is our home… we cannot let it die. It is within our power to reverse the destruction of the Earth. It will be not be easy… and it will be not accomplished overnight. But we must start now… everyone of us. I cannot save the world by myself. A thousand supermen could not do all that is necessary to save the world. We are, all of us, part of the problem… we must all be part of the solution. |



Add Comment