
Tecnicamente Tintin non è un supereroe, ma per molti lettori, o per coloro che lo hanno conosciuto attraverso uno dei tanti prodotti multimediali (per quel che mi riguarda la serie animata Le avventure di Tintin di fine 1991, arrivata in Italia nel 1992 su Rai1) un po’ supereroe lo è.
Tintin è un giovane giornalista ideato dal fumettista belga Hergé le cui avventure vennero pubblicate tra il 1929 e il 1983 su rivista per poi venire raccolte in 24 volumi. Hergé lo spedì in varie parti del mondo, affrontando sfide degne del miglior James Bond, insieme con il suo cane Milù e il suo migliore amico, il capitano Haddock, un simpatico beone sullo stile del padre di Popeye. In alcune di queste avventure è presente anche il professor Girasole, un geniale scienziato, che abbiamo anche incontrato nell’avventura lunare di Tintin, sordo come una campana, che ha esordito nella 12.ma avventura del giornalista, Il tesoro di Rakam il Rosso.
Questo gruppo di quattro avventurieri sono protagonisti della storia che andremo a raccontare oggi, Il tempio del Sole, la 14.ma avventura della serie.
Un’eclissi per salvarsi

Anticipato da Le sette sfere di cristallo, l’albo racconta di come Tintin e Haddock cercano di ritrovare Girasole, misteriosamente scomparso nell’albo precedente. A rapirlo erano stati i discendenti degli Inca, nascosti da qualche parte nelle Ande.
La rappresentazione di questi Inca risulta abbastanza semplicistica, in qualche modo in linea con il mainstream occidentale dell’epoca. Questa popolazione perduta è infatti descritta quasi come una associazione mafiosa, visto che ricorrono all’omicidio pur di mantenere segreta la loro esistenza. Inoltre praticano riti voodoo, che non sono esattamente tipici della cultura Inca, e decretano la condanna a morte anche per crimini tutto sommato trascurabili come indossare un braccialetto sacro.
Per non farsi mancare nulla, Hergé li descrive poi come un popolo superstizioso e, soprattutto, astronomicamente ignorante, come ben rappresentato dall’episodio che consente a Tintin di impedire che lui e i suoi due amici vengano bruciati sul rogo.

Nella storia i condannati a morte possono scegliere il giorno della loro esecuzione. A un certo punto, mentre sono nella loro cella, Haddock trova un pezzo di giornale nella tasca, ed è proprio questo pezzo di giornale a fornire a Tintin la risposta al loro problema. Tra le righe di quel piccolo foglio di carta il giovane giornalista trova, infatti, l’indicazione di una imminente eclissi di Sole, ed è proprio quello il giorno scelto da Tintin.
La sua idea, come poi verificato nelle pagine successive, è quella di annunciare lo “spegnimento” del Sole e poi la sua “riaccensione”, sfruttando l’irrazionale superstizione dei discendenti degli Inca e la loro ignoranza di cose astronomiche.
Di fatto l’episodio sembra dire che gli Inca sono depositari di una cultura religiosa ignorante, mentre la cultura scientifica e razionale sono dominio dell’Occidente(1)Joseph, Sarah, A Human Rights Reading of Tintin (August 6, 2013). Available at SSRN. doi:10.2139/ssrn.2306477.

Se a ciò aggiungiamo la grande cura con cui Hergé e i suoi collaboratori hanno studiato l’ambientazione naturalistica della vicenda, e più in generale la cura con cui ogni avventura veniva costruita, questo errore di valutazione risuona ancora più forte all’interno della produzione del fumettista belga. E non è semplicemente un errore di ignoranza sulle conoscenze astronomiche degli Inca, ma anche un errore logico: essendo adoratori del Sole, non potevano non conoscere le eclissi di Sole. D’altra parte questo errore, quando scoperto, ha sempre turbato l’autore(2)Scorer, James. “Imitating Incas and becoming llama: Tintin in Latin America—or the Latin American in Tintin?.” International journal of cultural studies 11, no. 2 (2008): 139-156. doi:10.1177/1367877908089261 (3)Tintin: Hergé and His Creation (1991) di Harry Thompson.
Per contro il dettaglio del sacrificio umano lo ritroviamo negli Inca associato anche alle eclissi di Sole. Queste, infatti, erano considerate come un segno della collera del dio del Sole, che provavano a placare con un sacrificio appropriato alla possibile causa di tale collera(4)How Ancient Civilizations Reacted to Eclipses di Dan Falk.
Restando sempre in Sud America, gli Aztechi vedevano nelle eclissi la bocca di un mostro minaccioso, o di un felino delle foreste, pronto a divorarli(5)Eclipses in StarWords di Daniel Kunth ed Elena Terlevich.
Le origini dell’episodio

L’eclissi di Sole temporalmente più vicina visibile dal Perù e dal Brasile è quella del 25 gennaio del 1944, anche se qualcuno suggerisce che l’ispirazione originale sia un’eclissi più vecchia, quella del 29 maggio del 1919, visibile anche questa sempre (tra gli altri) dal Perù(6)Total Eclipses: Science, Observations, Myths and Legends (1999) di Pierre Guillermier e Serge Koutchmy.
Dal punto di vista letterario, invece, una più che probabile fonte è il romanzo del 1912 L’épouse du soleil (La sposa del Sole) di Gaston Leroux, mentre la scoperta di una città perduta potrebbe essere ispirata al romanzo Lei del 1887 di Henry Rider Haggard(7)Wikipedia (en): Prisoners of the Sun.
Esiste anche un episodio storicamente accaduto che potrebbe aver suggerito la descrizione semplicistica dei discendenti degli Inca. Quando infatti Cristoforo Colombo si trovò in Giamaica, il 29 febbraio del 1504, per ridurre l’ostilità delle popolazioni locali contro la sua spedizione, decise di sfruttare l’imminente eclissi lunare. Annunciò, quindi, il fenomeno agli indigeni, che ne risero, ma quando la previsione si rivelò corretta, gli abitanti, terrorizzati, acconsentirono ad aiutare Colombo e il suo equipaggio.(8)Eclipses in StarWords di Daniel Kunth ed Elena Terlevich Proprio come gli Inca di Hergé.
Le avventure del professor Girasole

Nel 1977 lo studio di Hergé realizzò in collaborazione con la Fruit d’Or, un marchio di olio di semi di girasole, una miniserie di quattro albi piuttosto particolare dal titolo significativo, Les Aventures du professeur Tournesol. Il protagonista era il professor Girasole, nelle fattezze ispirato al fisico svizzero Auguste Piccard, ma le avventure raccontate in ciascuno degli albi non erano originali, bensì un rimontaggio di scene già presenti ne Le avventure di Tintin.
Tra questi albi c’è anche L’Éclipse che, appunto, ripropone alcune scene tratte proprio da Il tempio del sole.
Su quest’ultima curiosità, non mi resta che dare un caloroso saluto, nella speranza che in una delle prossime eclissi di Sole, totali o parziali che siano, il pensiero vada a questo particolare episodio di Tintin!
Note
| ↑1 | Joseph, Sarah, A Human Rights Reading of Tintin (August 6, 2013). Available at SSRN. doi:10.2139/ssrn.2306477 |
|---|---|
| ↑2 | Scorer, James. “Imitating Incas and becoming llama: Tintin in Latin America—or the Latin American in Tintin?.” International journal of cultural studies 11, no. 2 (2008): 139-156. doi:10.1177/1367877908089261 |
| ↑3 | Tintin: Hergé and His Creation (1991) di Harry Thompson |
| ↑4 | How Ancient Civilizations Reacted to Eclipses di Dan Falk |
| ↑5, ↑8 | Eclipses in StarWords di Daniel Kunth ed Elena Terlevich |
| ↑6 | Total Eclipses: Science, Observations, Myths and Legends (1999) di Pierre Guillermier e Serge Koutchmy |
| ↑7 | Wikipedia (en): Prisoners of the Sun |



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