Dal 30 maggio al 2 giugno, Etna Comics trasformerà Catania nel cuore pulsante della cultura pop.
Giunta alla sua quattordicesima edizione, la manifestazione ospiterà ancora una volta l’Istituto Nazionale di Astrofisica, presente per il quarto anno consecutivo grazie al lavoro di raccordo e organizzazione di Giovanni Contino. Giovanni è un ricercatore INAF presso lo IASF di Palermo, dove lavora a progetti di astrofisica delle altissime energie e si occupa, tra le altre cose, anche di divulgazione scientifica.
Coltiva infatti da sempre una forte passione per giochi di ruolo, videogiochi, cinema, serie tv, ma anche giochi da tavolo, fumetti e cosplay, un interesse che lo ha portato a fare da ponte tra il mondo della ricerca e quello della cultura pop. Lo abbiamo intervistato.

Giovanni, che cosa rappresentano per te Etna Comics e tutto il suo mondo? E come sei riuscito a portare l’INAF dentro questa manifestazione?
Essendo da sempre appassionato di giochi di ruolo, videogame e di tutto il mondo che Etna Comics raccoglie sotto il segno della cultura pop, e avendo già partecipato in passato al festival come visitatore, mi è sembrata una prosecuzione naturale portare l’INAF in una manifestazione di questo tipo, per fare divulgazione attraverso il gioco e il fumetto.
Circa quattro anni fa ho partecipato all’ennesima edizione di Etna Comics e ho visto che alcune realtà, come l’INFN, avevano cominciato a partecipare. Inoltre l’INAF è da anni presente in altri festival di questo tipo, come Lucca Comics and Games e Play. Tutti questi festival si tengono al Centro Nord, per cui Etna Comics era il modo perfetto per poter portare questa collaborazione anche al Sud.
Perché è così importante che un ente di ricerca come l’INAF sia presente a un festival di questo tipo?
Quando parliamo di didattica e divulgazione, pensiamo spesso ad attività sviluppate per le scuole o rivolte a un pubblico specifico; penso, per esempio, a chi frequenta la Notte Europea dei Ricercatori.
Un festival come Etna Comics ci permette invece di raggiungere una platea diversa, attratta dalla cultura pop ma potenzialmente interessata ai temi dell’astrofisica.
Possiamo coinvolgere non solo chi è già appassionato di scienza e astrofisica, ma anche persone che difficilmente sceglierebbero di recarsi a un evento scientifico. Partecipando a un festival dedicato a fumetti, giochi, cinema e videogame, molti possono scoprire quanto la nostra scienza sia interessante.

Offriamo un’ampia proposta di attività. Il pubblico che si avvicina allo stand può intrattenere una conversazione con i ricercatori presenti e avere un primo contatto con l’astrofisica. Proponiamo anche alcune conferenze studiate specificamente per il pubblico del festival.
Abbiamo poi sviluppato molti altri strumenti: quiz a tema astrofisico, attività in cui i bambini disegnano pianeti o altri elementi legati allo spazio. Utilizziamo inoltre molte risorse sviluppate da INAF e scaricabili dal portale Play INAF, come giochi da tavolo e giochi di carte.
Tra le proposte che riscuotono sempre grande successo ci sono le osservazioni con il telescopio solare, che attirano un pubblico molto curioso ed entusiasta.
In questi anni abbiamo anche distribuito migliaia di copie di fumetti dedicati all’astrofisica: alcuni realizzati da ricercatori INAF con la passione del fumetto, altri commissionati dall’ente a illustratori professionisti, come MatitaElettrica.
Quindi in questi anni sono state scelte attività che usano come mezzo d’espressione soprattutto l’immagine.
Abbiamo scelto questi strumenti proprio per attirare un pubblico che, passando davanti allo stand, forse non si fermerebbe di fronte a una semplice insegna.
La presenza di fumetti, giochi e immagini spettacolari dello spazio stimola la curiosità delle persone e le spinge a chiederci chi siamo, cosa facciamo e cosa abbiamo da offrire.
Come è articolata la vostra proposta 2026? Avete qualche novità rispetto agli anni scorsi?
Ogni anno proponiamo nuove attività.
Oltre le proposte di cui vi ho parlato, quest’anno avremo una Escape Room dedicata all’astronomia dei raggi gamma, creata dal gruppo INDACO di INAF.
Proporremo poi un’immersione nel mondo dei telescopi Cherenkov del CTAO attraverso visori di realtà virtuale, portando il visitatore a esplorare i siti dei telescopi che si trovano in Cile e a La Palma, nelle Isole Canarie.
E ancora, accanto a nuove conferenze, sfideremo il pubblico con attività come il CodyMaze Astrofisico (un labirinto virtuale nel mondo reale) e la Code Hunting Game nel Cielo (una caccia al tesoro virtuale nel mondo dell’astronomia).
Quanti ricercatori INAF sono coinvolti e quale è la risposta del pubblico?
Ogni anno sono coinvolti circa 15 ricercatori che provengono dall’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Palermo, dall’Osservatorio Astronomico di Palermo e, ovviamente, dall’Osservatorio Astrofisico di Catania.
La risposta del pubblico è stata davvero ottima, oltre le nostre aspettative. Tantissime persone si sono avvicinate: alcune erano già interessate alla scienza, ma molte altre le abbiamo intercettate proprio attraverso queste attività. In questi anni abbiamo raggiunto migliaia di persone.

La nostra partecipazione a festival come Etna Comics ci dimostra che una divulgazione diversa è possibile: un approccio che potremmo definire “didattica ludica“, sviluppata attraverso il gioco, il fumetto e la realtà virtuale.
Con questi strumenti possiamo raccontare l’astronomia, la fisica e la scienza in generale e coinvolgere soprattutto i più giovani, parlando anche i linguaggi con cui oggi entrano più spesso in contatto: dai social media ai creator. Infatti oggi cominciano ad essere popolari i content creator a tema scientifico, peraltro presenti ogni anno al festival.
Dall’entusiasmo con cui ci racconti queste cose sembra che la collaborazione continuerà anche nei prossimi anni. Ci puoi parlare dei possibili sviluppi di questa attività?
Continueremo sicuramente a collaborare con Etna Comics e a partecipare come INAF al festival. Stiamo anche espandendo la presenza di INAF in altri festival di questo tipo nel Sud Italia: quest’anno, per esempio, INAF è stata presente per la prima volta al Comicon di Napoli, dove ho partecipato presentando Pixel, il gioco da tavolo firmato INAF.
A Napoli ho potuto lavorare insieme ai colleghi di Capodimonte e sperimentare modalità di divulgazione che potranno essere replicate anche a Etna Comics e in altri festival, così come noi potremo esportare le nostre attività, in un clima di interscambio continuo.
Per gli anni a venire abbiamo già in programma nuove idee: nuove esperienze di realtà virtuale e nuove escape room sono già in lavorazione, così come sono in programma nuovi fumetti. E per il futuro con Etna Comics ho già in mente alcune idee ambiziose: al momento sono ancora difficili da realizzare, ma vedremo. Vi dico solo che riguardano osservazioni notturne con i telescopi, una possibile esperienza con un planetario e convincere l’organizzazione a creare un’Area Science.
Si ringrazia per le foto Giovanni Contino. Le foto dell’articolo si riferiscono alle edizioni precedenti.



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