Il cielo del mese

Il cielo del mese: febbraio 2020 e il signore degli anelli

Saturno e i suoi satelliti come appaiono all’interno del programma Celestia

Il cielo notturno di febbraio, come quello del mese scorso, è particolarmente ricco di stelle brillanti ed offre diversi spunti per l’osservazione a occhio nudo.
In queste notti, oltre alle stelle, anche i pianeti fanno bella mostra di sé. Parliamo in particolare di Saturno.
Confrontato con la Terra questo pianeta è dieci volte più distante dal Sole e il suo diametro, rispetto a quello terrestre, è dieci volte maggiore (vedi anche l’infografica sulle distanze e le dimensioni all’interno del Sistema Solare). Saturno è un pianeta gigante gassoso: è costituito al 75% di idrogeno, al 25% di elio e presenta tracce di metano, ammoniaca e altri composti, sempre gassosi.
Saturno è famoso soprattutto per i suoi anelli, composti da milioni di frammenti di ghiaccio e rocce di varie dimensioni disposti su orbite regolari. Il primo a intravederli, nel luglio 1610, fu Galileo Galilei con il suo cannocchiale, allora chiamato perspicillum: uno strumento eccezionale per quei tempi che, tuttavia, non gli permise di capire che gli anelli sono in realtà qualcosa di diverso e staccato dal pianeta.
La scoperta vera e propria degli anelli è, invece, merito dell’astronomo olandese Christiaan Huygens, che nel 1655 suggerì che Saturno fosse circondato a un anello solido. Inoltre, utilizzando un telescopio rifrattore che costruì egli stesso, Huygens scoprì anche la prima delle lune di Saturno, Titano.
Altri quattro satelliti del pianeta, Iapeto (1671), Rea (1672), Tetis e Dione (1684) vennero invece scoperti dall’astronomo italiano Giovanni Domenico Cassini, che nel 1675 scoprì anche una linea di separazione che divide in due anelli principali la materia che si trova a ruotare intorno a Saturno. Questa linea è oggi nota divisione di Cassini.
Proprio in onore di questi due grandi astronomi venne lanciata nel 1997 la sonda Cassini-Huygens, chiamata comunemente solo Cassini, progettata dalla NASA in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea. La missione era strutturata in un satellite, Cassini, realizzato dal Jet Propulsion Laboratory, e da un lander, Huygens, progettato dall’italiana Thales Alenia Space. Mentre quest’ultimo è atterrato su Titano nel gennaio del 2005, Cassini è rimasto in orbita intorno a Saturno fino al Cassini’s Grand Finale del 15 settembre 2017. Per questo evento, preparato dalla NASA come un vero e proprio colossal cinematografico, l’agenzia spaziale statunitense ha ottenuto nel settembre 2018 un Emmy Award.
Ed è proprio grazie a Cassini che abbiamo le migliori immagini di Saturno, come quella qui sotto realizzata nel luglio del 2008.

Immagine di Saturno realizzata dal satellite Cassini. L’immagine è un mosaico di 30 foto scattate dal satellite nel corso di due ore il 23 luglio del 2008 – via commons

Stelle e costellazioni

Osservando il cielo in direzione sud sudovest è molto facile individuare Orione, protagonista delle notti invernali. Questa costellazione, di cui abbiamo già parlato molte volte, è molto facile da individuare ma, soprattutto, serve come punto di riferimento per distinguere costellazioni meno appariscenti. Tre stelle luminose e allineate, infatti, formano la cintura di Orione: basta immaginare una linea che le unisca e prolungarla verso est. Lungo il prolungamento si incontrerà una stella molto brillante, la più luminosa del cielo notturno. Si tratta di Sirio, appartenente alla costellazione del Cane Maggiore. Sempre prolungando la linea immaginaria che unisce le tre stelle della cintura di Orione, ma nella direzione opposta, troviamo un’altra stella “famosa”, Aldebaran. Questa stella, dal colore rossastro, appartiene alla costellazione del Toro che, a questo punto, può essere distinta nella sua interezza con l’aiuto di una mappa stellare. Altre costellazioni presenti nel cielo di questo mese sono: Pegaso, Cefeo, Leone e Gemelli.

Scritto da

Caterina Boccato Caterina Boccato

Responsabile della Didattica e Divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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