Il cielo del mese

Il cielo del mese: marzo e l’arrivo della primavera

Se ci dovessimo limitare a leggere le temperature riportate dai termometri in questi giorni, non sospetteremmo di certo che la Primavera è alle porte! Eppure è arrivato marzo, il mese che segna la fine dell’Inverno.
La data storica del passaggio di testimone fra queste due stagioni è il 21 del mese, ma astronomicamente parlando, l’equinozio avrà luogo il giorno prima. L’orbita apparente del Sole, infatti, intersecherà l’equatore celeste il giorno 20 alle 3:50: sarà in quella data che il dì e la notte avranno la medesima durata.
Perché le ore di luce tornino nuovamente ad eguagliare quelle di buio, bisognerà aspettare 6 mesi, quando si verificherà l’equinozio d’autunno, che quest’anno cadrà il 22 settembre. E’ proprio per il fatto che si tratta di due giorni particolari, in cui dì e notte si ripartiscono “equamente” la giornata, che gli equinozi si chiamano così.

Equinozi e solstizi

Più precisamente, l’equinozio di primavera avviene quando la Terra si trova, lungo la sua orbita attorno al Sole, in uno dei due punti di incrocio tra l’eclittica (il piano della sua orbita attorno al Sole) e l’equatore celeste (il prolungamento ideale del piano dell’equatore terrestre). Questo incrocio si chiama punto gamma o punto vernale (dal latino ver che significa primavera).

Anche se, nonostante l’equinozio, dopo il giorno 20 ci sembrerà di essere ancora in inverno, il 29 del mese non ci dovremo dimenticare di mettere la veste estiva ai nostri orologi. Alle 2.00 di notte infatti scatterà l’ora legale, dovremo mandare avanti le nostre lancette di un’ora: quel giorno ne dormiremo una in meno, ma in compenso potremo godere al massimo delle ore di luce a nostra disposizione.

Costellazioni

Uno scorcio del cielo di marzo realizzato con Stellarium

Questo mese la porzione di cielo decisamente più “ricca” è quella sud-occidentale, dove, è protagonista la costellazione dei Gemelli. Castore e Polluce, oltre ad essere i nomi dei due fratelli, sono le due stelle che in cielo ne rappresentano le teste. Sono le più appariscenti della costellazione, ma non sono affatto gemelle, né tantomeno simili. Si nota subito che fra le due la più brillante è Polluce e basta un piccolo binocolo per assicurarsi che mentre quest’ultima è decisamente arancione, Castore è bianca. Un telescopio amatoriale di medie dimensioni sottolineerà una differenza ancora più importante: mentre Polluce è una stella singola, Castore, che ad occhio nudo sembra un unico punto luminoso, è in realtà una stella doppia.
Proprio nelle vicinanze del piede sinistro di Castore, un binocolo o un piccolo telescopio saranno sufficienti ad individuare l’ammasso stellare M35.
Ai piedi dei Gemelli, il Cane Maggiore, Orione e il Toro sono ancora bene in vista.
Fra Polluce e Regolo, luminosa stella del Leone, c’è il Cancro al cui centro c’è un ammasso stellare, più brillante di tutte le stelle che compongono la costellazione, si tratta di M44.
In una notte limpida, lontano dalle luci artificiali, M44 è visibile anche ad occhio nudo come una piccola macchia lattiginosa.

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Scritto da

Caterina Boccato Caterina Boccato

Responsabile della Didattica e Divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.

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