Nel cortile del Liceo Scientifico “Tullio Levi-Civita” a Roma, la mattina di venerdì 20 marzo, il cielo era limpido e l’attività ha preso forma poco alla volta: qualcuno ha sistemato un bastone, qualcun altro ha controllato un metro, c’è chi si è abbassato per guardare meglio un punto a terra. Intorno, circa settanta studentesse e studenti del biennio, insieme ai loro docenti. A terra non c’era un’unica ombra, ma molte, una per ogni strumento costruito, tutte leggermente diverse. Le misure sono state effettuate in prossimità del passaggio del Sole al meridiano, che a Roma, il 20 marzo, cadeva intorno alle 12:19. Per maggiore affidabilità, sono state ripetute a pochi minuti di distanza e con grande lavoro di squadra: c’è chi ha verificato che lo gnomone fosse davvero verticale, chi ha misurato la lunghezza dell’ombra, chi ha discusso su quale fosse il punto esatto da segnare. Gli strumenti erano diversi — legno, polistirolo, bastoni più sottili o più robusti — ma a tenerli insieme non è stata la forma degli oggetti, ma il metodo condiviso.
L’attività si è ispirata a quella che prende il nome dal matematico Eratostene di Cirene e che prevede la stima della dimensione della Terra a partire dalla misura dell’ombra del Sole da luoghi diversi. In questo caso, i dati raccolti nel cortile della scuola romana sono stati poi messi in relazione con quelli di altre scuole in Slovenia e a Tenerife: ombre diverse, misurate nello stesso momento. Durante l’attività c’è stato un collegamento virtuale con una scuola slovena che stava lavorando in contemporanea: sullo schermo sono comparsi altri studenti, altri strumenti, un altro cortile e in quel momento l’attenzione si è spostata per un attimo dalla misura al riconoscimento reciproco.

L’iniziativa ha fatto parte di Equal Day, l’evento che per il secondo anno ha messo in rete scuole di diversi Paesi per realizzare insieme una misura ispirata a quella antica. Nei giorni successivi i dati sono stati confrontati ed elaborati fino a una restituzione comune. Il lunedì successivo infatti le scuole coinvolte si sono ritrovate online per condividere le misure e discuterne insieme, dando continuità al lavoro iniziato nei rispettivi cortili. Già durante l’attività, però, è emerso un elemento centrale: la misura non è un fatto individuale, ma prende forma attraverso il confronto.
Alla fine, quando le misure sono state raccolte e il materiale è stato rimesso via, uno degli studenti, Davide, ha letto una poesia scritta da lui. Non parlava di numeri, ma di quello che era stato appena vissuto.
con il sole che sbatte su uno gnomone
lasciamo lontani la guerra e lo sparo di un cannone
Le parole sono rimaste semplici e si sono appoggiate all’esperienza condivisa, trasformando l’ombra — poco prima oggetto di misura — in un’immagine comune.
con questa misurazione la vita amiamo.
Per chi vuole provare
Attività didattica consigliata: Misura il raggio terrestre



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