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La guerra dei mondi

Da Herbert George Welles a Orson Wells un viaggio ne "La guerra dei mondi", prima romanzo nel 1878, poi sceneggiato radiofonico e caso mediatico dell'ottobre 1938, tra cronaca, scienza e fantascienza.
Copertina dell’edizione originale. Illustrazione di Frank Paul via commons
Nell’agosto del 1877 grazie alla grande opposizione, Giovanni Schiaparelli, all’epoca direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera a Milano, realizzò le osservazioni del pianeta Marte che lo resero famoso presso il grande pubblico. Schiaparelli, infatti, osservò sulla superficie del pianeta rosso una serie di linee, alcune delle quali sembravano cambiare da un’osservazione all’altra. Secondo Schiaparelli questi erano canali naturali che trasportavano l’acqua sulla superficie del pianeta. Quando però i suoi articoli valicarono i confini nazionali per venire tradotti in inglese, per il termine canale il traduttore adottò canal, che indica un condotto artificiale, in luogo di channel, ovvero un canale naturale, termine più adatto alle idee di Schiaparelli. La traduzione fu in questo senso infelice, ma diede il via a un dibattito sulla possibile esistenza di vita intelligente su Marte che ispirò Herbert George Wells per uno dei suoi più noti romanzi di fantascienza, La guerra dei mondi.

Colpi di cannone dal pianeta rosso

Pubblicato a puntate da aprile a dicembre del 1897 sulla rivista londinese Pearson’s Magazine e poi raccolto in un volume unico nel 1898, La guerra dei mondi è il primo romanzo di fantascienza su un’invasione aliena alla Terra. La tecnologia utilizzata dai marziani viene supposta superiore, anche se non molto differente da quella immaginabile sulla Terra alla fine del XX secolo: delle vere e proprie palle di cannone gigantesche sparate contro il nostro pianeta, al cui interno si trovavano gli astronauti marziani.
Le descrizioni di Wells di queste navicelle, delle sfere perfette, sono vivide e precise e danno l’idea di essere costituite da materiale ancora sconosciuto sul pianeta, ma più che nella scienza dei materiali i marziani si rivelano superiori in una delle arti più antiche del nostro pianeta: la guerra. Le loro armi sono devastanti e distruttrici, in particolare il raggio della morte, qualcosa di simile a un raggio laser ma molto più letale. Inoltre ben presto i marziani rivelano il motivo centrale della loro invasione: sono alla ricerca di un nuovo pianeta da abitare. In una porzione del romanzo particolarmente oppressiva il protagonista, un anonimo narratore (espediente utile per rendere l’identificazione del lettore ancora più profonda), osserva come i marziani stiano trasformando l’ambiente circostante per renderlo più simile alle loro condizioni di vita, mentre gli esseri umani vengono trattati alla stregua del bestiame terrestre, utile solo per il sostentamento.
Wells, in poche pagine, mostra così la potenza distruttiva della guerra e introduce un approccio che oggi definiremmo ecologista, provando a stimolare nel lettore un punto di vista differente rispetto a quello del cacciatore.

Il terrore corre nell’aria

Orson Wells all’epoca della trasmissione radio di The War of the Worlds – via commons
Il 30 ottobre del 1938 gli ascoltatori del contenitore radiofonico Mercury Theatre on the Air si trovarono di fronte a una trasmissione particolare rispetto alle usuali letture di romanzi proposte settimanalmente. La trasmissione era stata scritta e progettata da Howard Koch come un programma musicale intervallato da una serie di comunicati radiofonici di stile giornalistico letti dall’attore e regista Orson Welles, che era anche produttore del programma. Il romanzo che era stato adattato per la serata era proprio La guerra dei mondi: Koch aveva spostato tempo e ambientazione negli Stati Uniti dell’epoca.
Dopo l’annuncio iniziale, il programma parte con la lettura da parte di Welles dell’incipit del romanzo. L’adattamento, tra letture dei finti comunicati e parti dialogate, prosegue intervallandosi alle trasmissioni musicali, che vengono improvvisamente interrotte, come alle 20 in punto quando viene trasmesso il primo comunicato:

Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. (1)Traduzione tratta da it.wiki

La trasmissione veniva periodicamente intervallata dall’annuncio di Dan Seymour:

State ascoltando una presentazione CBS di Orson Welles e del Mercury Theatre on the Air, in una trasposizione originale de La guerra dei mondi di H. G. Wells. Lo spettacolo proseguirà dopo una breve interruzione. (2)Originale: You are listening to a CBS presentation of Orson Welles and the Mercury Theatre of the Air, in an original dramatization of The War of the Worlds by H. G. Wells. The performance will continue after a brief intermission.

Né l’annuncio iniziale, né quelli che intervallarono il programma, impedirono agli ascoltatori che si erano persi tali annunci di entrare nel panico per la paura dell’invasione marziana: i telefoni della radio vennero sommersi dalle telefonate degli ascoltatori, mentre nel corso della trasmissione la polizia fece irruzione nella sede della CBS.
A sua volta Welles si rese conto dell’impatto della sua trasmissione sul pubblico solo molto più tardi rispetto alla sua conclusione: direttosi vero il Mercury Theatre per sovrintendere alle prove di uno spettacolo in produzione, uno dei due attori, giunto poco dopo mezzanotte, disse a Welles che le notizie sulla sua trasmissione radiofonica venivano proiettate su Times Square. I tre uscirono allora per dirigersi verso l’edificio del New York Times sulla cui facciata campeggiava il messaggio ORSON WELLES CAUSES PANIC.
Proprio su questo panico puntarono il dito molti dei quotidiani il giorno dopo, trasformando la trasposizione del romanzo di Wells in una vera e propria guerra alla radio e al suo pericoloso potere mediatico. Nel frattempo la CBS trasmise una conferenza stampa durante la quale Welles rispose ad alcune domande per chiarire come non si aspettasse la rezione di panico, ma anche come non ritenne opportuno ammorbidire i toni del racconto:

Non racconti un omicidio con parole leggere (3)Originale: you don’t play murder in soft words

La storia della trasmissione radiofonica sparì abbastanza velocemente dalle pagine dei giornali, ma permise comunque a Welles di ricevere una serie di offerte dal mondo cinematografico che di fatto diedero l’inizio alla sua ricca carriera, che peraltro partì con Quarto potere, costruito con una struttura narrativa non molto differente dalla trasmissione radio de La guerra dei mondi.

La scienza e il fantastico

Nella seconda metà degli anni Ottanta del XIX secolo, Wells studiò per diventare insegnante di scienze. Uno dei suoi docenti fu Thomas Henry Huxley, padre dello scrittore Aldous Huxley, e famoso come uno dei più noti difensori del darwinismo. La sua influenza sia su Il mondo nuovo, romanzo del figlio Aldous, sia su La guerra dei mondi è evidente.
Successivamente insegnò scienze, mentre la sua prima pubblicazione fu un libro di testo di biologia. Inoltre, nel 1894, fu uno dei revisori di Nature. Considerando sia la sua produzione letteraria sia l’altrettanto vasta produzione saggistica, il lavoro di Wells era centrato sull’obiettivo di rendere comprensibili al lettore le idee scientifiche e gli avanzamenti tecnologici della sua epoca. Dunque è più che scontato che ne La guerra dei mondi Wells fece confluire non solo il dibattito astronomico, ma anche altre idee scientifiche che erano in fase di discussione in quel periodo.

Marte al telescopio

La parte più esplicitamente scientifica si trova nella prima parte del romanzo, in particolare nel capitolo iniziale dove il narratore osserva Marte da un telescopio: ciò permette a Wells di restituire al lettore la superiorità marziana attraverso l’analogia dell’uomo che osserva gli organismi microscopici usando un microscopio.
Altro elemento preso dalla realtà è l’osservazione delle strane luci sulla superficie marziana con cui si apre il romanzo, effettivamente realizzata dall’astronomo francese M. Javelle e riportata su Nature vol.50 del 2 agosto 1894. Wells immaginò che tali luci fossero i segni del lancio dei cilindri marziani verso la Terra.

Un mondo di canali

I canali di Marte come li vide e li rappresentò Percival Lowell – via commons

L’idea che Marte fosse un pianeta arido e morente sembra, invece, presa dal libro Mars del 1895 dell’astronomo Percival Lowell. Questi, influenzato dall’errata traduzione del termine canali negli scritti di Schiaparelli, peraltro citato sempre nel primo capitolo de La guerra dei mondi, immaginò Marte popolato da una forma di vita intelligente che costruiva quei canali che anche lui osservava al telescopio per indirizzare l’acqua nei centri abitati. Wells, oltre a utilizzare le idee di Lowell, presentò anche idee legate alla teoria della selezione naturale di Charles Darwin, sia attraverso la voce del narratore, sia come temi esplorati dalla storia. Ad esempio proprio l’idea della sconfitta dei marziani dovuta ai batteri terrestri per i quali gli invasori non hanno sviluppato gli anticorpi discende proprio dalle idee darwiniane.

Immaginare la vita su Marte

Prima de La guerra dei mondi, Wells scrisse un saggio, Intelligence on Mars, pubblicato nel 1896 su Saturday Review. Molte delle idee che lo scrittore utilizzò per il romanzo vennero anticipate proprio in questo scritto, dove proponeva una serie di supposizioni sulla natura degli abitanti di Marte e su come i loro possibli progressi potevano essere confrontati con quelli umani nell’ottica dell’evoluzione. Suggerì anche che, essendo Marte un pianeta più vecchio della Terra, poteva essere diventato più freddo e desolato, incoraggiando i marziani nella ricerca di un altro pianeta da colonizzare.
Oggi sappiamo che Marte non è abitato, almeno non da esseri intelligenti, e che le sue condizioni di vita così estreme sono dovute al relativamente basso campo magnetico del pianeta. Questo fatto ha esposto l’atmosfera marziana, che ai primordi probabilmente era in grado di sostenere lo sviluppo di forme di vita così come la conosciamo, agli effetti del vento solare, che, aiutato anche dalla bassa gravità del pianeta, ha letteralmente portato via i gas più leggeri, come l’ossigeno, lasciando per lo più anidride carbonica (poco oltre il 95%), azoto (2,7%), argon (1,6%) e qualche traccia dei gas più leggeri.

Il romanzo originale di Wells può essere letto, in inglese, su project Gutenberg.
Il radiodramma di Koch e Welles può essere ascoltato su Orson Welles on the Air, sito dell’Indiana University Bloomington oppure su Internet Archive, dove si può eventualmente scaricare l’mp3 della trasmissione.

Abbiamo parlato di:
La guerra dei mondi
Herbert George Wells
Traduzione di Tullio Dobner
Newton Compton, 2018
528 pagine, cartonato – € 9,90
ISBN: 9788822700407
Il romanzo è pubblicato insieme con altri tre dello stesso autore in un volume della serie Mammut Gold

Note   [ + ]

1. Traduzione tratta da it.wiki
2. Originale: You are listening to a CBS presentation of Orson Welles and the Mercury Theatre of the Air, in an original dramatization of The War of the Worlds by H. G. Wells. The performance will continue after a brief intermission.
3. Originale: you don’t play murder in soft words

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Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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