Il cielo del mese

Il cielo di marzo 2026: Aspettando primavera

Diamo uno sguardo alle costellazioni che ci accompagneranno verso l'equinozio in queste ultime settimane di inverno.
Respiriamo l’aria e viviamo aspettando primavera

Cantava così Marina Rei nel 1997. Nel frattempo, però, la qualità dell’aria non è certo migliorata negli ultimi trent’anni (non che fosse poi tanto migliore all’epoca) e in più si è ulteriormente aggravato il problema del riscaldamento globale, ma nonostante ciò la primavera arriva puntuale come ogni anno, precisamente il 20 marzo alle 14:46.
L’equinozio di marzo, così chiamato perché le ore diurne e quelle notturne hanno una durata simile (almeno sulla maggior parte del pianeta, come spiegato in questo articolo de L’astronomo risponde), è l’evento astronomico che sancisce l’inizio della primavera. È un istante ben preciso, quello in cui i raggi solari arrivano a perpendicolo sulla superficie del nostro pianeta, e cambia di anno in anno e questo perché le unità standard che utilizziamo per la misurazione del tempo non ci permettono di realizzare un calendario che si adatti perfettamente al tempo che impiega la Terra a completare un giro intorno al Sole. Quella dei calendari è indubbiamente una storia interessante, che abbiamo in parte raccontato in una recensione dedicata a fumetto incentrato sulla figura di Luigi Lilio.

Percorso sole equinozi
Il percorso del Sole sulla volta celeste il giorno dell’equinozio, all’equatore (a sinistra – via commons) e ai poli (a destra – via commons). Credit: Di Tauʻolunga – Opera propria, CC BY-SA 2.5

L’equinozio, poi, si presta a diverse attività didattiche, molte delle quali riprendono il famoso esperimento di Eratostene con il quale il filosofo, politico e matematico greco misurò per primo la curvatura della Terra. In effetti per portare a termine tale obiettivo sfruttò le misurazioni agrarie di cui era supervisore, istruendo gli “ispettori” addetti a eseguire tali misurazioni sul campo su come eseguirle e in quali orari. Tra l’altro Eratostene è stato anche co-protagonista, disneyzzato in Topostene, di una storia uscita su quasi un anno fa (La biblioteca più grande della storia pubblicata su Topolino #3618), che però era temporalmente ambientata poco prima dell’inizio di questa campagna di misurazioni agrarie.
Ad ogni buon conto è sicuramente utile segnalare alcuni contenuti a tema presenti su EduINAF (la loro totalità è nello speciale dedicato:

Ripetere l’esperimento di Eratostene (da L’astronomo risponde) | Equinozi, solstizi e stagioni (da Universo animato) | QUanto grande è la Terra? (attività didattica) | Seasons arond thw world (da astroEDU)

Marzo, però, è anche il mese in cui si celebra la Giornata internazionale della donna, ottima occasione per continuare ad arricchire lo speciale di Donne e scienza con nuovi approfondimenti a tema.
Detto ciò, alziamo gli occhi al cielo per osservare cosa ci riservano le stelle in questo mese di marzo.

Le costellazioni

L’orizzonte nord vede la presenza di alcune delle costellazioni protagoniste di quello che per molti è uno dei miti più belli: la storia di come Perseo liberò Andromeda. E infatti procedendo da nord-ovest e spostandoci verso est troviamo le costellazioni di Perseo e quindi quelle dei genitori di Andromeda: Cassiopea e Cefeo. Quindi ecco il Drago, Ercole e al centro dell’orizzonte est la costellazione del mostro marino Boote, che viene associato con Ceto, il mostro che cercò di divorare la povera Andromeda. La sua costellazione, che si trova giusto sotto quella di Perseo, in questo periodo è visibile solo per un paio d’ore o poco più subito dopo il tramonto.

Perseus iau map
La costellazione di Perseo – mappa realizzata dall’Unione Astronomia Internazionale

Un’altra costellazione legata al mito è quella di Pegaso, il cavallo alato nato dal sangue della testa di Medusa, la Gorgone uccisa da Perseo nell’impresa precedente a quella in cui salvò la sua giovane futura sposa. Pegaso è, purtroppo, scarsamente visibile in questo periodo, essendo posta sotto la galassia di Andromeda, a meno di non trovarsi nell’emisfero meridionale.
Tra l’altro tutto questo mito è stato raccontato sotto la lente (ancora una volta) disneyana Topolino #3662: tra l’altro proprio in questa storia il mostro Ceto del mito viene sostituito da un drago alato, la cui costellazione, come abbiamo visto, è molto più vicina ai protagonisti del mito rispetto a quella di Boote.
Riprendiamo, però, il nostro giro dell’orizzonte celeste con la costellazione della Vergine cui seguono il Corvo e il Cratere posti sulla coda dell’Idra, intricata costellazione che attraversa quasi tutto l’orizzonte sud. Proprio nell’area coperta da questa costellazione si trova un interessante oggetto celeste,la nebulosa planetaria NGC 3242. Scoperta il 7 febbraio del 1785 da William Herschel, è una delle più luminose del cielo e vista con un piccolo telescopio appare come un disco bluastro simile a un pianeta e con un alone dello stesso colore intorno, motivo per cui viene chiamata anche Fantasma di Giove. In effetti, se osserviamo l’immagine prodotta dal Galaxy Evolution Explorer della NASA vediamo il centro della nebulosa, colorato di blu e circondato da polveri interstellari che sembrano assumere una forma “fantasmatica”.

Ngc3242 Fantasma Giove Ultravioletto
NGC 3242 in ultravioletto ritratta dal Galaxy Evolution Explorer della NASA – via commons

Vale la pena ricordare che questa stessa nebulosa venne osservata negli anni Trenta del 1800 anche dal figlio di William, John Herschel, mentre si trovava al Capo di Buona Speranza in Sud Africa.
Proseguendo verso ovest, poi, troviamo le due costellazioni del Cane Maggiore e del Cane Minore, separate tra loro dall’Unicorno, per poi arrivare al centro dell’orizzonte ovest diviso dalle ancora visibili costellazioni di Orione e Toro, mentre sopra di loro troviamo i Gemelli e l’Auriga. E giusto un po’ più in là ecco la costellazione di Perseo con la quale ci ricongiungiamo con l’inizio di questo veloce excursus.
Che però non è completamente concluso. Se infatti alziamo gli occhi sopra la nostra testa, possiamo apprezzare anche le costellazioni che ruotano intorno alla stella polare: Cancro, Lince, Orsa Maggiore, i Cani da caccia (forse quelli di Orione), la Chioma di Berenice, il Leone e il Leone minore.

La Luna e i pianeti

Fasi lunari marzo2026

La fase di Luna piena del 3 marzo coincide con una eclissi totale lunare visibile in America, Oceania e parte dell’Asia: per maggiori dettagli vi invitiamo a dare un’occhiata all’articolo dedicato alle eclissi del 2026.
Tra i pianeti, invece, i più semplici da osservare saranno Giove, in particolare, e Venere. Quest’ultimo si troverà sopra l’orizzonte per buona parte delle ore diurne, ma a partire dal 20 marzo anche per le prime ore notturne.

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Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università  della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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