L'astronomo risponde Fisica Sole

Un rivelatore di muoni casalingo

Ho costruito un Muon Detector nelle speranza di monitorare il magnetismo solare contando sul fatto che, piĂą è elevato il magnetismo solare, minore è il flusso dei muoni cosmici che giungono a terra. Vorrei sapere se il principio è corretto e se c’è una relazione diretta fra i due eventi.Antonio

Ci sono svariati problemi nella misura proposta. E il principale è proprio la mancanza di tale correlazione. I raggi cosmici primari provengono infatti da tutte le parti dell’Universo (non solo dal Sole). E tali raggi cosmici primari producono muoni nell’atmosfera che a loro volta generano i muoni che vengono misurati da un rivelatore a livello del mare.
La componente solare dei raggi cosmici è però concentrata a bassa energia e deviata dal campo magnetico terrestre – oltre a non contenere muoni (che sono particelle instabili). La misura proposta quindi ha parecchi
problemi.
Avendo però costruito un rivelatore di muoni, si può almeno osservare l’effetto dell’angolo di zenit. Il flusso dei muoni incidenti è infatti massimo nella direzione verticale e diminuisce (come un coseno) inclinando il rivelatore. Questo perchĂ© l’origine dei raggi primari è cosmica (quindi isotropa) e i muoni prodotti nell’atmosfera vengono attenuati o decadono se attraversano strati maggiori di atmosfera rispetto alla verticale.

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Schema di formazione della radiazione cosmica secondaria – Gianluigi Filippelli

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Scritto da

eduinaf_avatar_autori Marco Giammarchi

Primo Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), abilitato Professore Ordinario e titolare del corso di Fisica delle Particelle all’Università degli Studi di Milano. É stato Guest Scientist al Fermilab di Chicago e all’Albert Einstein Center di Berna. Ha svolto esperimenti al Fermilab, a Louvain-la-Neuve, al Gran Sasso e in Argentina. Attualmente dirige il gruppo di ricerca sull’Antimateria dell’Università e dell’INFN di Milano.

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