Per la scuola

Gli equinozi e i cambi di stagione

Diagramma dell’alternanza delle stagioni come visto dall’emisfero settentrionale. A destra il solstizio di dicembre – via commons

La parola equinozio viene dal latino aequa-nox, ovvero notte uguale e indica che in un dato giorno la durata del periodo diurno e di quello notturno sono uguali. Il pomeriggio del 20 marzo, precisamente alle 17:15, ha segnato l’equinozio di primavera 2018 e con esso la fine della stagione invernale, almeno dal punto di vista astronomico. Il secondo equinozio, che identifica il passaggio dall’estate all’autunno, cadrà quest’anno nella notte tra il 22 e il 23 settembre (più precisamente alle 2:54 del 23).
L’alternarsi delle stagioni e la durata variabile di giorno e notte sono una diretta conseguenza dell’inclinazione di 23°27′ dell’asse terrestre rispetto al piano orbitale del pianeta. Questo implica che i raggi del Sole cadano sulla superficie della Terra con angolazioni differenti e solo due volte l’anno risultano perpendicolari a essa, ovvero durante gli equinozi.
Un buon modo per toccare con mano questa alternanza delle stagioni è utilizzare una torcia e un mappamondo, due elementi essenziali per l’attività Seasons on Earth su PBS Learning Media. Si può in alternativa utilizzare un’arancia o una palla come suggerito in Seasons around the world sull’astroEDU in inglese.

A questo punto non ci resta che augurarvi una buona primavera a tutti!

Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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