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Perseo

Aggiornato il 2 Febbraio 2026

La costellazione di Perseo, posta tra Andromeda e Auriga, presenta ben 136 stelle visibili a occhio nudo. Deve la sua notorietà  allo sciame meteorico delle Perseidi, diventato popolare come lacrime di San Lorenzo. Nel corso degli anni il picco dello sciame si è spostato dal 10 al 12 agosto.

Oggetti celesti più importanti

M34 – via commons
Algol (Beta Persei), menzionata in alcuni racconti di H.P. Lovecraft come stella d’origine dei Grandi Antichi, è la stella più famosa di questa costellazione; le sue variazioni di luminosità  furono notate dagli astronomi già  secoli fa che per questo la chiamarono Algol, la stella demone.
Queste evidenti variazioni di luminosità  sono dovute al fatto che Algol è una stella doppia a eclisse, in cui la stella primaria viene eclissata al 79% da una compagna più grande e oscura; l’eclisse dura circa 10 ore.
La stella più luminosa è, invece, Mirphak (Alpha Persei), una supergigante gialla di magnitudine 1.79 che dista all’incirca 590 anni luce dalla Terra. Insieme con Algol è Adid Australis (Epsilon Persei) costituisce il caratteristico triangolo della costellazione, con vertice proprio in Mirphak.

ammasso_doppio
L’ammasso doppio nella costellazione di Perseo – foto di Roberto Mura via commons

Uno degli oggetti più noti e fotografati dagli astrofili è l’Ammasso Doppio, costituito dai due ammassi aperti NGC 869 e NGC 884. Composti da da stelle alquanto giovani e migliaia di volte più luminose del Sole, hanno un diametro di circa 70 anni luce, sono distanti 7.500 anni luce da noi e si stima che abbiano un’età  di circa 10 milioni di anni.
Si segnalano, infine, M34, un ammasso aperto alquanto disperso se paragonato al precedente (contiene circa 80 stelle dista 1.500 anni luce) e M76, una piccola nebulosa planetaria di bassissima luminosità .

M76, nota anche come Piccola Nebulosa Manubrio, Nebulosa Tappo di Sughero, Nebulosa Farfalla – via commons

Mito

Medusa, bronzo in esposizione nel Museo archeologico nazionale di Napoli – via commons
Il mito di Perseo è abbastanza paradigmatico non solo della mitologia greca, ma presenta anche molti elementi tipici della letteratura fantastica dei secoli successivi. Come spesso succede nelle vite degli eroi mitologici, anche dietro le origini di Perseo c’è una profezia, quella che il famoso oracolo di Delfi diede ad Acrisio, re di Argo e nonno di Perseo: la sua unica figlia femmina, Danae, avrebbe avuto un figlio maschio che avrebbe raggiunto la gloria, ma che lo avrebbe ucciso.
Acrisio, preso dal panico, provò ad aggirare la profezia rinchiudendo la figlia in una torre. Qui il mito si divide in due versioni: una in cui è il fratello di Acrisio, Preto, a sedurre Danae, mentre nell’altra è Zeus che, trasformatosi in pioggia dorata, riesce a entrare nella stanza della giovane e sedurla. Per lo più è quest’ultima la versione che ha avuto successo, ma il risultato finale è sempre lo stesso: quando Acrisio scoprì della nascita del bambino, prese la figlia e il nipote, li rinchiuse in una cassa e mise quest’ultima su una barca lasciata alla deriva sulla superficie del mare.
Dopo giorni, la barca venne recuperata da un pescatore dell’isola di Serifo, tale Ditti, e scoperto il contenuto della cassa, portò Danae e Perseo al cospetto del re dell’isola, Polidette, di cui era fratello. Questi, commosso dalla storia, decise di dare ospitalità a madre e figlio.
Col tempo, mentre Perseo cresceva forte e vigoroso, Polidette si invaghì di Danae, solo che Perseo stesso era diventato un ostacolo per il suo sogno d’amore: un po’ perché Danae non aveva altri pensieri che quelli rivolti al figlio, un po’ perché non era esattamente entrato nelle simpatie del giovane. Allora, per allontanare magari per sempre il giovane Perseo, Polidette gli impose un’impresa apparentemente impossibile: uccidere la Medusa, la più famosa delle Gorgoni.
Perseo, ragazzo coraggioso, per sua fortuna ebbe l’aiuto degli dei olimpici che, come nelle più classiche avventure fantasy, gli concessero alcuni strumenti utili nella sua impresa (alcuni di questi, però, dovette procurarseli con altrettante imprese): un paio di sandali alati per viaggiare a grande velocità, una sacca magica dove riporre la testa di Medusa, l’elmo dell’invisibilità di Ade, lo scudo lucido di Atena per poter guardare il riflesso di Medusa, che se osservata direttamente lo avrebbe, invece, pietrificato col suo sguardo, e infine il falcetto di diamante di Ermes.
Mentre al giorno d’oggi la versione più diffusa è quella in cui Perseo riuscì a pietrificare Medusa riflettendo contro di essa il suo stesso sguardo grazie allo scudo di Atena, nella versione originale Perseo si avvicino alla Gorgone mentre dormiva guardando il suo riflesso dentro lo scudo. Giunto a portata di Braccio utilizzò il falcetto di Ermes per decapitarla: dal sangue colato dalla testa di Medusa nacquero il cavallo alato Pegaso e il gigante Crisaore.
Perseo, allora, si mise in sella a Pegaso e partì in volo per tornare a casa con la testa della Gorgone: fu proprio nel viaggio di ritorno che si imbatté in Andromeda, incatenata a una rupe come sacrificio per il mostro marino Ceto. Perseo, però, essendo un eroe, salvò la fanciulla e la portò con se, diventando successivamente sua moglie. Il nostro compì varie altre imprese, ma è proprio quella del salvataggio di Andromeda che lo vede protagonista nei cieli notturni.

Ascensione retta centrale: 3 hrs, 20 min

Declinazione centrale: +45°

Visibile in: emisfero

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