
La cometa 3I/ATLAS, classificata anche come C/2025 N1 (ATLAS), è stata scoperta l’1 luglio del 2025 dall’Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System (ATLAS) a Río Hurtado, in Cile, quando si trovava a una distanza di circa 670 milioni di chilometri dal Sole.
Da queste prime osservazioni non fu possibile stabilire se l’oggetto fosse un asteroide o una cometa, ma i dati raccolti il 2 luglio dal Deep Random Survey in Cile, dal Lowell Discovery Telescope in Arizona e dal Canada-France-Hawaii Telescope a Mauna Kea hanno mostrato una piccola chioma e una coda di 3 secondi d’arco che in effetti classificavano l’oggetto cosmico come una cometa.
Dopo la pubblicazione di questi dati, quel giorno stesso è stata annunciata la scoperta dell’oggetto come cometa.
Un ospite da un altro sistema solare
La caratteristica straordinaria di questo oggetto è, però, la sua traiettoria estremamente iperbolica: dai dati, infatti, risulta avere un’eccentricità di circa 6.14.
L’eccentricità è un parametro matematico che misura lo scostamento da traiettorie chiuse come il cerchio (eccentricità pari a 0). La prima delle traiettorie aperte, l’iperbole, ha eccentricità pari a 1. E l’eccentricità di 3I ATLAS è la maggiore tra quelle che abbiamo osservato fino a ora: per confronto, ‘Oumuamua si fermava a 1.20, mentre Borisov a 3.36, confermando che questa cometa è un visitatore proveniente dalle profondità dello spazio interstellare.
Un fossile cosmico primordiale
Altra caratteristica notevole della cometa è la sua età. Secondo le stime del gruppo guidato da Matthew Hopkins, la cometa potrebbe avere tra i 7.6 e i 14 miliardi di anni, rendendola potenzialmente uno degli oggetti più antichi mai osservati. Un altro studio di poco successivo realizzato da Aster Taylor e Darryl Seligman suggerisce un’età compresa tra 3 e 11 miliardi di anni, confermando comunque la natura di “fossile” di questo oggetto remoto.
Testo a cura di Gianluigi Filippelli
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