Scoperte Eclissi

Dalla Spagna all’Italia, passando per l’Antartide: tutte le eclissi del 2026

Il 2026 sarà un anno ricco di eventi astronomici, in particolare quattro eclissi: ecco dove si verificheranno.

Ogni anno ci sono almeno un paio di eclissi di Sole, e il 2026 non fa eccezione. Com’è noto, tuttavia, ogni eclissi attraversa solo una ristretta fascia del globo terrestre, quindi bisogna avere un pizzico di fortuna – o quanto meno di intraprendenza – per poter assistere a più di uno di questi rari, grandiosi eventi. Le eclissi, inoltre, si verificano generalmente in coppia: durante la fase di Luna nuova, il cono d’ombra del nostro satellite naturale oscura il disco solare, mentre durante il plenilunio precedente o successivo si verifica un’eclissi di Luna. Vediamo in maggior dettaglio cosa ci riserva l’anno in corso.

L’eclissi anulare di Sole del 17 febbraio 2026

eclissi anulare
Eclissi anulare. Crediti: NASA

La prima eclissi del 2026 sarà visibile da un luogo molto remoto del nostro pianeta: l’Antartide. In particolare, attraverserà una striscia di terra su cui si trovano la Stazione Concordia, avamposto scientifico italo-francese situato sul plateau antartico, nel sito di Dome C, e la base russa Mirnyj, sulla costa. Si tratta di un’eclissi di tipo anulare: in questo caso, la Luna nuova si trova in apogeo, ovvero alla massima distanza dalla Terra lungo la sua orbita, e troppo lontano dalla superficie terrestre per occultare completamente il disco solare. Viene così nascosta solo la parte centrale del Sole, lasciando visibile un anello luminoso. Pochissime persone potranno beneficiare dello splendido spettacolo nel continente antartico, in quanto la maggior parte del personale scientifico lascia le basi tra gennaio e febbraio, verso la fine della stagione estiva, e rimane in servizio solo il personale invernante.

L’eclissi totale di Luna del 2-3 marzo 2026

Poco dopo, nella notte tra il 2 e il 3 marzo, la Luna si tingerà di rosso nei cieli di mezzo mondo: la prima eclissi lunare dell’anno sarà infatti un’eclissi totale, durante la quale il nostro satellite naturale viene oscurato dal cono d’ombra della Terra e, nella fase di totalità, assumerà un suggestivo colore rossastro a causa della luce rifratta dall’atmosfera terrestre. Purtroppo il fenomeno non sarà visibile dall’Italia, ma interesserà l’America, l’Oceania, parti dell’Asia e dell’Antartide.

L’eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026

Dopo un’assenza di oltre un quarto di secolo (se non nelle più estreme regioni dell’Artico) torna sul continente europeo la magia dell’eclissi totale di Sole. Il 12 agosto, sarà possibile osservare il disco solare interamente oscurato dalla Luna lungo un arco sottile che attraversa la Groenlandia, lambisce l’estremità occidentale dell’Islanda, per poi solcare la Spagna da nord-ovest a sud-est, fino alle Isole Baleari. L’eclissi totale è un evento eccezionale in quanto rivela, per qualche minuto, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole: la corona. Quella del 2026 sarà un’eclissi relativamente breve, con la fase di totalità che durerà tra un minuto e mezzo e due minuti, quando il Sole sarà vicino al tramonto.

Stages of a total solar eclipse pillars
Sequenza di immagini catturate durante l’eclissi solare totale il 2 luglio 2019, dall’Osservatorio di La Silla dell’ESO in Cile. Crediti: ESA/CESAR/Wouter van Reeven, CC BY-SA 3.0 IGO

In Italia, l’eclissi sarà visibile solo in forma parziale: le regioni del nord-ovest e la Sardegna sono tra le località più favorite, con oltre il 90 percento del disco solare occultato. A causa della prossimità all’orario del tramonto, il fenomeno interesserà il Sole quando questo sarà già molto basso sull’orizzonte: pertanto, per aumentare la probabilità di riuscire ad ammirare il fenomeno, è d’obbligo recarsi in luoghi con l’orizzonte ovest molto basso, possibilmente lungo la costa del Tirreno nord-occidentale (oppure la costa ovest della Sardegna).

Ricordiamo di non guardare mai il Sole direttamente, né durante un’eclissi (parziale o totale che sia) né in qualsiasi altro momento. Per evitare danni alla vista è necessario utilizzare opportuni sistemi di protezione e/o strumenti per l’osservazione sicura del Sole, per esempio utilizzando occhialini appositi (sono facilmente reperibili, cercate la sigla ISO 12312-2).

L’eclissi parziale di Luna del 27-28 agosto 2026

Giuseppe Pappa Eclissi Parziale Luna Settembre2024
Eclissi parziale di Luna del 18 settembre 2024 – foto di Giuseppe Pappa

L’ultima eclissi dell’anno coinvolgerà nuovamente la Luna, che sarà in parte oscurata dal cono d’ombra della Terra nella notte tra il 27 e il 28 agosto. Si tratta di un’eclissi parziale – l’ombra coprirà una porzione del disco lunare per poi ritirarsi, senza mai occultare completamente la Luna – che sarà visibile da Europa, Africa, America, parti dell’Asia e dell’Antartide. In Italia, il fenomeno si potrà osservare a notte inoltrata, a partire dalle 3.20 del mattino del 28 agosto e con il massimo intorno alle 6.10, poco prima del tramonto della Luna.

Tutto qui?

Se le quattro eclissi dell’anno in corso – due delle quali visibili, anche se in forma parziale, anche dall’Italia – non bastassero, non resta che attendere il prossimo anno. Il 2 agosto 2027, infatti, una straordinaria eclissi totale di Sole attraverserà il Mediterraneo, toccando il sud della Spagna e tutti i paesi del Nord Africa – Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto – fino all’Arabia Saudita, lo Yemen e la punta nord-orientale della Somalia. Diversamente dall’eclissi del 2026, nel 2027 il Sole sarà alto nel cielo quando il cono d’ombra lunare lo occulterà, iniziando al mattino sull’Oceano Atlantico per terminare intorno all’ora di pranzo sull’Oceano Indiano, e durerà più di due minuti, raggiungendo il massimo – quasi tre minuti – in Egitto. Dall’Italia, l’eclissi parziale durerà più di due ore e sarà visibile su tutto il territorio nazionale: le regioni maggiormente interessate sono quelle del sud, con il massimo in Sicilia, dove oltre il 90 percento del disco solare sarà oscurato, e in particolare nell’isola di Lampedusa, dove si raggiungerà il 99 percento (pur non entrando, ahimè, nella fascia di totalità).

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Scritto da

Claudia Mignone Claudia Mignone

Astrofisica e comunicatrice scientifica, tecnologa all'Istituto Nazionale di Astrofisica.

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