Cronache dalla scuola

Una scuola visionaria, per una scienza amica

"Educare narrando" è un percorso didattico ideato dalla professoressa Carla Ribichini a partire da alcuni racconti di Marco Castellani dell'Osservatorio Astronomico di Roma. In questo primo articolo è proprio Marco Castellani a raccontarci la sua esperienza.

Il nome, indubbiamente evocativo (e impegnativo), è “La scuola visionaria”. E’ un progetto formativo promosso dalla Prof.ssa Carla Ribichini (coautrice tra l’altro del volume omonimo) presso l’Istituto Comprensivo “P. M. Corradini”. L’istituto è situato a Vermicino, in quella estesa zona “di confine” della capitale, non lontano dalla sede di Monteporzio Catone dell’Osservatorio Astronomico di Roma. Una prossimità geografica che si fa tangibile, in questa occasione, laddove la scelta dichiaratamente “olistica” nell’approccio verso l’apprendimento, arricchisce – quasi naturalmente – il percorso formativo dei ragazzi di collaborazioni e contaminazioni. In questo senso “virtuoso” il confine si fa frontiera, esposizione al diverso, possibilità di ibridazione, capacità di lavorare per abbattere i muri più tenaci, culturali prima che materiali. Meglio ancora, di lavorare per la crescita di una generazione che possa veramente superare i diecimila muri che formiamo per inutile difesa, e aprirsi finalmente all’universo nella sua completezza affascinante.

Cos’è “Educare narrando”

Il percorso formativo di cui vi parlo, è ben descritto nel “Premio formazione per la realizzazione di Laboratori didattici innovativi” – proposta progettuale presentata al MIUR lo scorso anno – che di fatto riassume efficacemente le esatte coordinate in cui si muove:

Il punto centrale dell’educazione è la conoscenza di sé e il fine è la competenza. La Scuola, proprio come un Laboratorio, è un centro di trasformazione in cui si investe sul capitale umano per realizzarne la pienezza e lo sviluppo globale. La concezione olistica dell’educazione riconosce che il funzionamento di un essere umano è influenzato da diversi fattori e una debolezza sul piano cognitivo esprime una debolezza più ampia. Le singole dimensioni dell’essere umano costituiscono un corpo integrato che si muove a livello fisico, sociale, mentale, emotivo e spirituale e l’educazione deve occuparsi di un sistema piuttosto che di una parte di esso. L’educazione visionaria è quella che sperimenta nuove pratiche e progetta percorsi in cui gli aspetti cognitivi e quelli educativi non sono mai vissuti separatamente, ma si intrecciano continuamente. Questa è l’educazione delle competenze, centrata non solo sulle conoscenze, ma sulle dimensioni umane. E’ un’ educazione che esercita un potere che rimane per tutta la vita.
La cosa davvero interessante è che tutto questo – che potrebbe sembrare bello ma un po’ astratto – viene declinato in maniera molto puntuale e focalizzata nella pratica scolastica, traducendosi in una serrata ma amichevole esperienza quotidiana di avvicinamento tra le diverse discipline del sapere. In queste aule, dunque, la scienza entra in maniera naturale e pervasiva, onnipresente ma amica, naturalmente spogliata da quell’aurea di incomprensibilità che a volte, purtroppo, ancora la accompagna. Qui, tra questi ragazzi, nel loro entusiasmo, l’astronomia entra in pieno contatto con la poesia e la letteratura, e si fecondano reciprocamente.

 

“Anita e le stelle” (disegno di Ilaria Zof ) è la serie di racconti di M. Castellani su cui lavorano i ragazzi

Il laboratorio quotidiano si avvale, in questo anno scolastico, anche di testi narrativi (a tema astronomico) elaborati dal sottoscritto, sui quali i ragazzi vengono guidati ad un lavoro che spazia dall’ambito grammaticale a quello propriamente scientifico. Sempre con quell’approccio globale che è caratteristica specifica ed irrinuciabile di questo affascinante percorso, capace anche di far scoprire un nuovo modo di parlare di scienza, e di comprenderla. Un modo di ampio respiro, alieno da ogni riduzionismo scientifico ma allo stesso tempo di preciso rigore e di pieno rispetto delle coordinate specifiche della disciplina astronomica.

Scienza e cultura per migliorare la didattica

C’è allora un punto di contatto tra scienza e cultura nel senso più vasto del termine. Un punto che da solo vale il tentativo di coniugare questi due ambiti, che troppo spesso rimangono artificiosamente separati. Educare a un approccio globale alla conoscenza, sciogliendo le malintese separazioni delle “due culture”, è probabilmente un compito urgente, in una società così potentemente interlacciata come quella moderna.

A lezione di… universo! Con tanta curiosità e tante domande 😉

La scienza è chiamata ad entrare davvero nel mondo dei più piccoli, e può entrarci come presenza buona, che non intacca per nulla la “magia” del cosmo ma apre delle vie percorribili alla sete di conoscenza e alla naturale curiosità dei più giovani. Proprio la scienza del cielo – la cosmologia in particolare, lo studio appassionato dell’universo tutto – si fa terreno di contaminazione e si impregna degli stessi sentimenti del cuore umano, così caratteristici di quest’epoca di “passaggio”, così bel rappresentati anche dalla letteratura. E’ davvero un approccio “olistico” e insieme rigorosamente alieno da derive pseudoscientifiche, quello che viene ricercato nel progetto chiamato La Scuola Visionaria, portato avanti nella scuola media statale ICC Corradini (Vermicino, Roma). Un approccio con il quale sono venuto a contatto in maniera fortuita – così accadono sempre le cose più importanti – ma nel quale mi sono inserito con la semplicità di aver trovato un ambiente familiare e insieme la prospettiva di un lavoro importante, e dove sono stato più che lieto di poter offrire il mio contributo, offrendo alcuni racconti a tema scientifico, racconti su cui i ragazzi – devo ammettere – stanno facendo un lavoro veramente strepitoso.  Per una visione che a mio avviso può davvero cambiare, in meglio, il modo di vedere l’universo (globale e personale) dei ragazzi che hanno la fortuna di attraversarlo.

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Scritto da

Marco Castellani Marco Castellani

Ricercatore presso l'Osservatorio Astronomico di Roma. Si interessa di popolazioni stellari ed è nel team scientifico del satellite GAIA di ESA. Divulgatore e scrittore per passione, gestisce da anni il blog divulgativo GruppoLocale.it e coordina il progetto Altrascienza.it.

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