Il cielo del mese

Il cielo di agosto 2026: eclissi, fauci e rumori

Alla scoperta del cielo d'agosto 2026, ricco di stelle, miti ed eclissi
Sirio canicula petrus apianus
Sirio come Canicula nell’Astronomicum Caesareum di Petrus Apianus,1540. Dettaglio. Credito: Wikimedia Commons.

Eccoci giunti ai fenomeni astronomici più attesi dell’anno: l’eclissi parziale di Sole (che potrete seguire con EduINAF) e l’eclissi parziale di Luna! A distanza di due settimane, infatti, vedremo sia il disco del Sole che quello della Luna venir pian piano “divorati” nell’arco di poche decine di minuti, rispettivamente dal disco della Luna Nuova e dall’ombra della Terra.
Già duemila anni fa i Cinesi, i Caldei, gli Egizi, i Maya, i Greci e i Romani conoscevano le cause del fenomeno e sapevano pure calcolare quelle future; eppure, fuori dalla cerchia dei pochi sapienti, erano più popolarmente diffusi i miti che cercavano di spiegare il fenomeno, durante il quale i due astri più luminosi del cielo sembravano perdere la vita.
L’eclissi era infatti interpretata come il momento in cui l’astro entrava in collera, era morto, o era tolto dal cielo o sceso fino in Terra. In Mesopotamia erano considerate solitamente un brutto presagio per il regnante, per cui si inventarono il rituale del “re sostituto”, così da accontentare la profezia uccidendo il finto re e salvando quello vero.

Eclissi luna 27 luglio
Eclissi di Luna dai Laghi d’Olbe, Sappada (UD)-27 luglio 2018. Nikon d750+Nikkor 24-120 mm, scatto singolo, a 78 mm: exp 2 secondi, f/4,5 ISO 5000. Credito: Giorgia Hofer.

Secondo la mitologia norrena, durante le eclissi, il Sole e la Luna venivano divorati da due lupi che gli davano continuamente la caccia; lo stesso pensavano molte altre culture, come in Cina dove però le fauci erano quelle del drago celeste. Nell’antica Grecia si pensava che la Luna sparisse perché fosse scesa in Terra: o venuta volontariamente per incontrare il suo amato Endimione, oppure perché costretta dalle maghe della Tessaglia, che con i propri incantesimi tentano di far discendere la Luna dal suo carro (Tibullo I, 8, 21-22).
La cosa straordinaria è che di fronte a questi fenomeni, in ogni parte del mondo, la tradizione voleva che per scongiurare la sconfitta dei due astri, bisognava fare più rumore possibile, con corni, tamburi, strumenti e oggetti qualunque, così da spaventare i divoratori cosmici fino a farli desistere, oppure per liberare l’astro dall’influsso delle parole magiche.

Costellazioni del mese

E così, alla luce di quanto detto finora, le costellazioni della volta celeste visibili in questo periodo, sembrano stranamente richiamare i miti associati alle eclissi. La costellazione della Lira, per esempio, in queste sere alta sopra le nostre teste e riconoscibile immediatamente grazie alla luminosa stella azzurra chiamata Vega, è un ottimo modo per cominciare a fare rumore.

Costellazioni agosto 2026 skymap
Le costellazioni di agosto. Realizzato con Skymap.

La versione più diffusa del mito la identifica con l’arpa con cui Orfeo riuscì a commuovere i signori degli inferi e a convincerli a liberare dalla morte la sua amata Euridice. Uno strumento quindi che con la sua musica e grazie alla bravura di Orfeo, era stato in grado di rompere l’incantesimo della morte, anche se poi Orfeo non riuscì nell’impresa.
Un altro mito, la identifica invece con lo strumento del poeta e musicista Arione, posto nel cielo assieme e non lontano dalla costellazione del Delfino, l’animale che gli aveva salvato la vita. E infatti, la stella 18 di questa costellazione porta oggi il nome Musica.

Costellazione delfino paolo palma
I colori di tutte le stelle della costellazione del Delfino e stelle vicine fino alla magnitudine +6. Mosaico di singole foto scattate volutamente fuori fuoco. Dobson 18” a 285x. Credito: l’autore.

Pizzicando le corde della Lira, potremmo immaginare le stelle del Grande e del Piccolo Carro visibili a Nord come due gruppi di sette note musicali. O potremmo dire che questi due asterismi, immaginati tradizionalmente anche come Mestoli o Casseruole cosmiche, siano così vicini tra loro da poterli percuotere creando così altro rumore.
Tra essi si erge proprio la costellazione del Dragone: non è di certo quello immaginato della mitologia cinese, ma il Ladone posto a guardia del Giardino delle Esperidi e sconfitto da Ercole nella sua undicesima Fatica. La stellina appena visibile al centro del trapezio che disegna la Testa del Dragone, porta oggi il nome Alruba, il piccolo di cammello. Secondo una tradizione araba, infatti, i quattro astri che disegnano quell’asterismo, erano quattro cammelli adulti che tentavano di proteggere il cucciolo dai Lupi che volevano divorarlo: ed infatti ancora oggi la stella Zeta Draconis porta il nome Aldhibah, perché insieme alla vicina stella Eta Draconis disegnava appunto l’asterismo dei Due Lupi cacciatori. Non di certo i Lupi immaginati dai Norreni, ma è bello constatare come alcune immagini si ripetano tra le varie culture.
In direzione Ovest, non lontano dalla gialla e luminosa Arturo, troviamo la costellazione della Corona Boreale, da cui prendiamo in prestito almeno altri due rumori: quello di un piatto rotto e quello di un rudimentale sonaglio. Ce lo rivelano, ancora una volta, i nomi delle stelle: la più luminosa della costellazione, Alphecca, ci svela che quegli astri a forma di semicerchio, in una tradizione araba erano immaginati come un piatto “rotto”; mentre il nome Guansuo, ufficialmente associato alla stella Theta Coronae Borealis, ci svela che nella tradizione cinese quell’arco era interpretato come una serie di monetine di rame infilate in una corda.

Costellazione guan suo
Guàn Suǒ (贯索), la costellazione cinese localizzata nella Corona Boreale. Planisfero Soochow, stampa a calco di una incisione del 1190 circa. Dettaglio. Credito: Wikimedia Commons.

Infine, a Sud troviamo l’arancione Antares, che bassa e luminosa com’è, con la sua luce tremolante, sembra interpretare il battito del cuore dello Scorpione, la costellazione a cui appartiene.

Luna, pianeti e altri fenomeni celesti

Fasi lunari agosto2026

In prima serata troviamo solamente la luminosissima Venere, che osservata al telescopio, mostrerà una fase oramai simile al primo quarto di luna. Per gli altri pianeti bisognerà invece aspettare l’alba, per cui i fenomeni più interessanti del mese si verificheranno proprio a quell’ora: il 7 agosto la falce di Luna transiterà a circa 1 grado dalle Pleiadi alte ad Est; il 15 agosto Giove e Mercurio saranno in congiunzione a meno di un grado l’uno dall’altro. Saranno luminosi, ma molto bassi all’orizzonte, per cui conviene cercarli con un binocolo in direzione Est.

Congiunzioni 7 agosto 15 agosto
Realizzata con Stellarium

Come ogni anno la notte tra il 12 e il 13 agosto, ci aspetta inoltre il picco delle Perseidi, quest’anno particolarmente favorevole per la mancanza della Luna. Per cui si potranno ammirare al meglio, con la Via Lattea come sfondo, la sera dopo l’eclissi solare.
Chi avrà la pazienza di anticipare quell’alba per osservare questi fenomeni, a metà mese potrebbe osservare al telescopio Marte transitare nei pressi dell’ammasso aperto M35. O provare a osservare a occhio nudo Sirio, la stella più luminosa del cielo, anticipare il sorgere del Sole. La sua levata eliaca era particolarmente seguita nell’antichità: in Egitto segnalava le piene del Nilo e l’inizio del calendario; in occidente invece, per il suo aspetto luminoso, scintillante e per la sua presenza sull’orizzonte nella stessa direzione del sorgere del Sole, assumeva altri significati, sintetizzati sotto il nome di Canicola.
Si cela Sirio, infatti, dietro il termine che fa da nome al periodo più caldo dell’anno. Seguendo fedelmente il cacciatore Orione, che lo precede sopra l’orizzonte Sud Est, l’astro venne in qualche modo immaginato come il Cane che lo accompagnava nelle sue avventure: il Cane ha sulla lingua una stella chiamata essa stessa Cane, riporta per esempio Igino.

Cane maggiore atlas coelestis
Il Cane Maggiore dagli Aratea di Marco Tullio Cicerone con estratti dell’Astronomica di Igino. Harley 647. Credito: AtlasCoelestis.

Ma per la sua presenza accanto al Sole poco più ad Est, venne anche identificata come la causa delle temperature particolarmente alte del periodo estivo, come se la sua influenza si sommasse a quella solare: chi non sa che al levarsi della Canicola il calore del Sole si accentua? riporta Plinio nell’Historia Naturalis. E ancora Manilio: balza su il Cane e latra fiamme la Canicola e imprigiona nel suo fuoco e raddoppia l’incendio del Sole.
In due soli millenni, a causa della precessione degli equinozi, la levata eliaca di Sirio si è posticipata di circa due settimane; per cui dalle latitudini italiane, chi volesse divertirsi a vederla venire fuori nelle luci dell’alba, la può cercare dalla metà di agosto, provando così a verificare se per la sua poca altezza sopra l’orizzonte, appaia di colore rosso, come riportato da Seneca e Tolomeo.

Le due eclissi

Le eclissi sono sicuramente tra i fenomeni astronomici più coinvolgenti e alla portata di tutti, perché apprezzabili anche con semplici strumenti. Il modo migliore per seguire quella di Luna è sicuramente a occhio nudo; per quella solare invece sono necessari almeno un paio di occhialini con filtro solare certificato, oppure mettersi all’ombra di un albero o costruirsi una scatola con alcuni fori stenopeici così da poter apprezzare il fenomeno in proiezione.

Scrivere col sole eclissi
Scritta con fori stenopeici durante l’eclisse del 25 ottobre 2022. Credito: Marcella Giulia Pace.

L’eclissi solare del 12 agosto sarà visibile da tutta la penisola italiana, ma saranno decisamente favorite le regioni del centro nord: seppure infatti la totalità si avrà solo in Spagna, Portogallo, Islanda e Groenlandia, già da Napoli il Sole apparirà coperto al 46%, da Roma al 69% e dal centro Nord e dalla Sardegna anche oltre il 90%.

Copertura eclissi 12 agosto 2026 italia
Mappa della copertura del disco solare in percentuale. Credito: TimeAndDate

È dall’11 agosto del 1999 che le regioni italiane non ne vedevano una tanto profonda: ma dall’Italia i lembi dei due astri cominceranno a sfiorarsi solamente quando il Sole sarà pochi gradi sopra l’orizzonte Ovest, per cui converrà cercare un luogo con il Nord Ovest privo di ostacoli, così da seguire l’evento il più a lungo possibile.

Eclissi 2026 stellarium
Realizzata con Stellarium

Lo stesso vale per l’eclissi lunare che si verificherà all’alba del 28 agosto: dalla nostra penisola la Luna comincerà ad attraversare il cono d’ombra della Terra solo quando vicina al suo tramonto. Non sarà totale, ma sarà comunque profonda fino al 96%! Dall’Italia il massimo dell’eclissi avverrà poco prima che le luci dell’aurora raggiungano la Luna, quando oramai sarà bassissima a Ovest. Non vedremo quindi una tipica Luna rossa, ma mentre sfiora l’orizzonte potremmo verificare se sia vero quanto diceva Plutarco già 2000 anni fa nel De facie, e cioè che quando l’eclissi lunare si verifica prossima all’alba, la luna assume il colorito bluastro ceruleo che è la ragione principale dell’epiteto “occhiazzurra” attribuitole dai poeti, come riportato in questo celebre esametro di Egesianatte:

Tutta intorno splende di fuoco, in mezzo
più blu dello smalto appare come di fanciulla
un occhio e una leggiadria fronte: davanti sembra simile ad un volto

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Scritto da

Eduinaf avatar autori Paolo Palma

Docente di scuola primaria dal 2012 ed astrofilo visualista dal 1999. Collabora con la rivista Nuovo Orione, con l'Unione Astrofili Napoletani, con la Biblioteca Civica di Trieste, con Città  della Scienza di Napoli, la Ludoteca Scientifica di Pisa, con l'INAF Osservatorio Astronomico di Capodimonte, con la SISFA e con la Royal Society di Londra. Potete trovare le sue foto delle costellazioni a colori sul suo sito ufficiale: http://www.unsaltonelcielo.it/

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