Il cielo del mese

Il cielo di luglio 2026: Le stelle sopra la sabbia

Anche per il cielo del mese di luglio ci lasciamo guidare da un osservatore d'eccezione: Concrete, supereroe atipico ideato da Paul Chadwick.

Una figura apparentemente pesante e sgraziata si allontana dall’accampamento nel deserto tra le sabbie della Monument Valley. Sta lasciando i suoi amici addormentati nel camper, mentre il fuoco lentamente si spegne. Si perde tra le sabbie, sotto le stelle, fino a che non si siede su una duna e inizia a scrivere. E scrivere. E scrivere.
Ron Lithgow era uno scrittore. Si era specializzato nella stesura dei discorsi politici per un senatore degli Stati Uniti d’America, ma sognava di vivere avventure esotiche in luoghi impervi della Terra. Poi, una notte, gli venne concesso un corpo possente, completamente ricoperto di roccia, al cui interno una razza aliena aveva trapiantato il suo cervello. Fuggito dall’astronave di questi enigmatici alieni, Ron venne presentato al mondo con il nome di Concrete.

Concrete stars over sand01 dune
Da Stars over sand n.1 (giugno 2026, Dark Horse Comics)

Ideato da Paul Chadwick esordì il 23 luglio del 1986 sulle pagine di Dark Horse Presents n.1. Da allora Chadwick ne ha raccontato le avventure sia con storie brevi, pubblicate sul magazine che ne ha segnato l’esordio, sia con avventure di ampio respiro pubblicate su apposite miniserie, costruendo un forte legame tra questo atipico supereroe e l’ambiente. Il tema ambientale, infatti, è uno dei più presenti all’interno delle storie di Concrete, raccontato anche attraverso l’osservazione del cielo notturno, visto in maniera molto peculiare dal suo roccioso personaggio.
Con questi occhi riesco a distinguere alcune galassie, afferma sulle pagine di Strange Armor. E quello che osserva è un cielo ricco di stelle e galassie, come visto in alcune vignette nella storia Under the desert stars, mentre Concrete si sdraia tra le rocce e la sabbia per osservare il cielo notturno.

Concrete strange armor night sky
Da Strange ArmorConcrete TPB6 (Dark Horse Comics)

E allora lasciamoci ispirare da Concrete e proviamo ad allontanarci dalle luci della città per osservare quali stelle ci regala il cielo di luglio(1)Il testo che segue è una parziale rielaborazione di quanto scritto sul Portale Astronomia di Wikipedia.

Le costellazioni

Avendo la fortuna di riuscire a osservare il cielo lontano dall’inquinamento luminoso, come raccontato da Federica Duras nella sua rubrica, avremo la possibilità di osservare la scia luminosa della Via Lattea, che attraversa il cielo da nord-est a sud. Essa è a sua volta “tagliata in due” dalla fenditura del Cigno, che come raccontato il mese scorso si trova nell’area coperta dalla costellazione del Cigno. Questa si trova in una delle aree più intense della nostra galassia, compresa tra le stelle Sadr e Albireo, che costituiscono l’asse inferiore dell’asterismo noto come Croce del Nord. Non avendo a disposizione gli occhi di Concrete, per poter osservare i ricchissimi campi stellari di questa zona di cielo basta già un semplice binocolo.
Un altro asterismo tipico di questa stagione, fondamentale per trovare altre costellazioni, è il Triangolo estivo. Anche di questo ne abbiamo scritto il mese scorso, ma vale la pena ripetere. Esso è costituito dalla stella Deneb, che è il suo vertice più settentrionale e che fa parte della costellazione del Cigno; quindi da Vega, la stella più brillante, appartenente alla Lira; poi Altair, la più meridionale, appartenente alla costellazione dell’Aquila.

Altair
Altair – screenshot da WikiSky.org

Altair è una stella bianca di magnitudine 0.77 che si trova all’incirca a 17 anni luce dalla Terra. La sua vicinanza all’equatore celeste permette di osservarla un po’ da tutte le zone del pianeta.
È una stella variabile, ovvero la sua luminosità varia nel tempo, con un periodo di circa un’ora e mezza. La sua massa è di 1.86 volte quella del Sole, mentre il suo raggio varia tra il doppio all’equatore e la volta e mezza ai poli sempre rispetto alla nostra stella. Inoltre ruota su se stessa a una velocità di 242 km/s, completando così il giro in poco più di 8 ore e mezza: per confronto il nostro Sole impiega poco più di 27 giorni a compiere una rotazione intorno al suo asse.
Altair è anche una stella più calda, con la sua temperatura superficiale media di 7700 K circa, 2000 K in più di quella della nostra stella.
Inoltre si sta gradualmente avvicinando a noi: si stima, infatti, che entro 140000 diventerà la terza stella più luminosa del cielo notturno dopo Sirio e Canopo. In effetti si svolgerà anche una specie di gara con Vega per il terzo gradino del podio che, da quel momento in poi, in poche migliaia di anni, dovrebbe riprendersi la posizione ai danni di Altair.
La stella, presente in diverse culture (associata ora a un’aquila, ora a un albero, ora all’acqua), è stata anche protagonista di un film cult, Il pianeta proibito, film di fantascienza del 1956 diretto da Fred Wilcox. Nella storia si immagina una spedizione spaziale che atterra sul Altair IV, pianeta che gli sceneggiatori hanno immaginato ruotare intorno alla stella. Giova, infatti, ricordare che non è stato scoperto alcun pianeta orbitare intorno ad Altair.
Torniamo, però, al cielo notturno e restiamo nei dintorno della costellazione del Cigno. Sotto una delle sue “ascelle” si trova la costellazione della Volpetta, piccola per estensione, non molto luminosa, ma al centro proprio del Triangolo estivo. All’interno della Volpetta si trova l’Attaccapanni, noto anche con la sigla di Cr 399 (dove Cr sta per Catalogo Collinder, e non per il famoso calciatore portoghese!). Questo è una sequenza di sei stelle, quindi di fatto un asterismo, che si riteneva un ammasso aperto, anche se oggi non ci sono dati a supporto di tale affermazione.

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Cr 399 – Foto di Petr Novák via za href=”https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cr399.jpg” target=”commons”>commons

Continuiamo, ora, a seguire la linea della Via Lattea verso sud, dove troviamo il rigonfiamento del centro galattico. Qui si incontrano le costellazioni dello Scorpione e del Sagittario, dove si possono osservare diversi ammassi globulari.
A nord troviamo, come sempre, il Grande Carro, che possiamo utilizzare per trovare altre stelle e costellazioni come Artura, nella costellazione di Boote, e Spica, nella Vergine. Poco più a sud del Grande Carro, in direzione ovest, ecco la Chioma di Berenice: nella zona coperta da questa costellazione si possono osservare numerose galassie anche con un telescopio amatoriale.

La Luna

Fasi lunari luglio2026

I pianeti

Concrete simpaty devil planets
Da Simpaty from a devilConcrete TPB1 (Dark Horse Comics)

La prima occasione in cui abbiamo potuto apprezzare la potenza degli occhi di Concrete è stato in Simpaty from a devil. In quella occasione Concrete è immerso in acqua mentre sta provando delle speciali pinne che gli permettono di nuotare nel mare. E’ una vignetta significativa perché rappresenta il primo riferimento al legame tra mare, terra e stelle, ma anche il nostro eroe riesce a osservare Giove e sei delle sue numerose lune.
Proprio Giove, all’inizio del mese, avrà una visibilità nella media, in particolare dal mattino e fino alla parte iniziale della notte. Man mano che il mese andrà avanti, diventerà sempre più difficile, se non impossibile, osservarlo, e non solo per il poco tempo a disposizione dovuto alle molte ore di luce del periodo estivo: Giove, infatti, dalla nostra prospettiva si andrà ad avvicinare sempre di più al Sole.
Più o meno contemporaneamente la visibilità di Saturno diventerà praticamente perfetta, come direbbe Mary Poppins, e sarà visibile per un’ampia parte della notte a partire dal momento del suo sorgere in cielo, più o meno dall’1 di notte in poi (e tale orario andrà ad anticiparsi man mano che passeranno i giorni di luglio). Per strumenti con filtri adatti lo si potrà osservare anche durante il giorno più o meno fino al primo pomeriggio.
Anche la visibilità di Venere sarà buona, visibile dal mattino inoltrato (e quindi difficile da osservare senza uno strumento ad hoc) e fino alle prime ore della notte.
Per i più nottambuli, infine, sarà possibile osservare anche Marte, che sorge un paio d’ore più tardi rispetto a Saturno.

Note

Note
1 Il testo che segue è una parziale rielaborazione di quanto scritto sul Portale Astronomia di Wikipedia

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Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università  della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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