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La nuvola nera

Il romanzo d'esordio dell'astronomo britannico Fred Hoyle, recentemente ristampato da Feltrinelli, è ricco di interessanti spunti scientifici.

nuvola_nera-coverFred Hoyle, come astronomo, è noto per essere stato il primo ad aver proposto la teoria della nucleosintesi stellare, ma, soprattutto, per aver dato il nome alla teoria della nascita dell’universo proposta da George Gamow e Ralph Alpher: Big Bang Theory. La sua definizione era dispregiativa, non credendo nella correttezza del modello proposto da Gamow e dal suo studente, ma come successivamente venne scoperto dagli astronomi, era supportata da solide osservazioni astronomiche.
Non siamo, però, qui per discutere dei successi e degli insuccessi di Hoyle, ma della sua carriera di scrittore di fantascienza. L’astronomo britannico, infatti, scrisse una ventina di romanzi, poco più della metà a quattro mani con il figlio Geoffrey Hoyle, che invece fece della scrittura il suo mestiere. In particolare il romanzo d’esordio di Hoyle, The black cloud, giunto in Italia come La nuvola nera, risulta particolarmente interessante per via di un uso intelligente della scienza all’interno della trama, come ci si dovrebbe attendere da un astronomo.
La storia in breve: una strana nuvola nera si sta avvicinando al Sistema Solare, direzione Terra. A scoprirla è un dottorando del famoso Osservatorio di Monte Palomar che, esaminando le lastre fotografiche (il romanzo, scritto nel 1958, è ambientato nel biennio 1964-1966) di una certa porzione di cielo alla ricerca di una supernova, osserva una strana anomalia. La nuvola nera si avvicina abbastanza velocemente al Sistema Solare, puntando diretta proprio contro il Sole: gli scienziati, gli astronomi di Monte Palomar e alcuni fisici teorici del Caltech, si riuniscono per esaminare la situazione e cercare di comprendere più dati possibili sulla nuvola.
Hoyle, dunque, con il romanzo vuole rendere gli scienziati protagonisti, utilizzando un’ambientazione che conosce molto bene. Anche l’approccio alla nuvola nera che si sta velocemente avvicinando è tipicamente scientifico: emblematico è l’uso di Weichart, uno dei fisici del Caltech, che a un certo punto si immerge nei calcoli per produrre una stima del tempo necessario alla nuvola per raggiungerci. Tutti questi calcoli, peraltro, Hoyle li inserisce in una nota a piè pagina, quasi fosse un libro di pop science dell’epoca.
Altrettanto rigorose dal punto di vista scientifico sono, poi, le vivide descrizioni dei problemi ambientali e climatici che la nuvola potrebbe causare nel caso in cui dovesse effettivamente oscurare il Sole, oppure le descrizioni dei fenomeni fisici citati nel romanzo.
Hoyle, però, non si accontenta solo della scienza o della parte fantastica, che emerge con l’arrivo della nuvola nel Sistema Solare, ma anche muove una critica netta e decisa alla politica del suo tempo (e l’ambientazione futura ci suggerisce anche quanto fosse ottimista al riguardo). Questo aspetto viene portato avanti soprattutto dall’astronomo britannico Kingsley, personaggio anticonformista, esperto di computer, quelli dell’epoca che utilizzavano le schede perforate, che riteneva i politici ignoranti e profittatori senza nessuna eccezione.
Un romanzo appassionante, intelligente e interessante, ricco di spunti scientifici e con uno stile veloce che invoglia a una lettura tutta d’un fiato.

Abbiamo parlato di:
La nuvola nera
Fred Hoyle
Feltrinelli, Luglio 2020
288 pagine, brossurato – € 10,00
Lettura consigliata per tutti
ISBN: 9788807893353

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Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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