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L’universo in un guscio di noce

Concepito come il seguito di Dal Big Bang ai buchi neri, L’universo in un guscio di noce sancisce definitivamente lo sbocciare della carriera di scrittore-divulgatore di Stephen Hawking.
Scritto durante la costruzione di LHC, l’acceleratore di particelle realizzato presso i laboratori del CERN di Ginevra, questo ideale seguito del suo libro d’esordio è visivamente d’impatto grazie a una serie di illustrazioni, molte delle quali a tutta pagina, che accompagnano e rendono più comprensibile il racconto scientifico del cosmologo. Inoltre, per alleggerire e rendere più scorrevole il testo, sono presenti anche dei box di approfondimento sugli argomenti trattati.
L’inizio è abbastanza classico: si parte dalla relatività speciale e generale di Albert Einstein, per poi approfondire gli aspetti più complessi delle conoscenze dell’epoca sull’universo (il testo è stato originariamente pubblicato nel 2001) con l’obiettivo di avvicinarsi alla cosiddetta “teoria del tutto“, ovvero il modello matematico che dovrebbe conciliare la relatività di Einstein con la meccanica quantistica.
Uno dei problemi più intriganti della fisica teorica moderna è infatti quello di realizzare la sintesi tra queste due grandi teorie, che separatamente sono state in grado di descrivere gli aspetti microscopici e macroscopici dell’universo: in poche parole stiamo parlando della ricerca della teoria del tutto. Un modello matematico di questo genere dovrebbe fornire ai fisici gli strumenti necessari per spiegare ogni fenomeno che accade nell’universo a qualunque livello, da quello cosmico scendendo sempre più giù fino ai componenti elementari della materia.
Prima, però, di introdurre il lettore alla ricerca nel campo dell’epoca, Hawking dedica un capitolo al tempo e alla sua non semplice definizione, che porterà alla fine alla descrizione della forma stessa del tempo, qualcosa di molto simile a una pera, molto largo all’inizio della storia dell’universo, per poi iniziare a restringersi fino a un punto avvicinandosi alla sua fine.

Viaggio sulla Enterprise

La forma del tempo – inforgrafica tratta da L’universo in un guscio di noce
Il libro tocca poi, con una prosa semplice da seguire nonostante l’utilizzo di alcuni termini un po’ più tecnici, una serie di argomenti e curiosità interessanti: Hawking cerca di immaginare se il futuro dell’umanità sarà simile a quello descritto in Star Trek, serie dove ha anche recitato nella parte di se stesso in un piccolo cammeo insieme ad alcuni grandi fisici della storia terrestre. La sua visione risulta essere alla fine meno confortante e più pessimistica di quella della serie: secondo il cosmologo, infatti, lo scenario più probabile è quello di un universo (o quanto meno di un angolo di universo, il nostro) popolato solo da una razza umana in grado di compiere balzi tecnologici e biologici incredibilmente ampi, ammesso di non autodistruggerci.
Sempre utilizzando Star Trek come elemento di presa sul lettore, Hawking prova anche a discutere della possibilità di viaggiare nel tempo: anche in questo caso ritiene poco probabile che si riesca a costruire uno strumento in grado di spostarsi in varie epoche. È interessante per il lettore più attento osservare come il cosmologo utilizzi il principio antropico, secondo cui l’universo dovrebbe adattarsi alla vita intelligente, per giustificare molte delle argomentazioni utilizzate nel suo libro, sia legate all’impossibilità di un viaggio nel tempo, sia all’esistenza di una sola razza intelligente in tutto l’universo.
L’ultima parte del libro si concentra sulla teoria del tutto, in particolare sulla M-Teoria, un modello che sarebbe in grado di unificare tutte le differenti teorie delle stringhe sviluppate nel corso dei decenni e dunque fornire una descrizione unificata dell’universo. Hawking, all’epoca, si poneva in una posizione ottimistica, immaginando tale teoria in perfetto accordo con il principio antropico. Cambiò idea dopo poco, nel 2002, una volta comprese appieno le implicazioni dei teoremi di incompletezza di Gödel.
Nel complesso un libro che, tolta l’ultima parte sulla M-Teoria, non risente dello scorrere del tempo e risulta un’ottima lettura per avvicinarsi alla fisica moderna e alle sue più avanzate discussioni, che dal punto di vista filosofico continuano ancora oggi dopo più di 15 anni dalla sua uscita.

Abbiamo parlato di:
L'universo in un guscio di noce
Stephen Hawking
Traduzione di Paolo Siena
Mondadori, 2006
217 pagine, brossurato, colore – € 16,00
ISBN: 9788804671688

Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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