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La storia della prima bomba atomica

La storia di Robert Oppenheimer e della progettazione della bomba atomica che mise fine alla Seconda Guerra Mondiale con tutte le implicazioni politiche, scientifiche e militari narrata dal fumettista Jonhathan Fetter-Vorm in un volume edito nel 2017 da Le Scienze

Il 16 luglio del 1945 venne fatta detonare nel deserto di Jornada del Muerto, a circa 56 chilometri da Socorro nel New Mexico, la prima bomba atomica, denominata Trinity. L’esperimento è il primo sul campo fatto nel corso del Progetto Manhattan, che riuniva i più importanti fisici atomici presenti sul suolo statunitense per lo sfruttamento a scopi bellici dell’energia nucleare. Il gruppo, tra cui si trovava anche l’italiano Enrico Fermi, era guidato da Robert Oppenheimer che, ricordando quel momento, disse:

Mi venne in mente un verso del Bhagavadgìta: Ora io sono morte, il distruttore di mondi.

Oppenheimer, come molti dei fisici che lavorarono al Progetto Manhattan, non si rese immediatamente conto delle implicazioni etiche e politiche della loro adesione al progetto stesso se non dopo lo sgancio e l’esplosione delle bombe sulle cittadine nipponiche di Hiroshima e Nagasaki. Inoltre la maggior parte delle conseguenze delle bombe non furono immediate: se la violenza dell’impatto e il potere distruttivo erano stati correttamente calcolati dagli scienziati di Los Alamos, le conseguenze sulla salute degli esseri umani giunsero impreviste e si rivelarono ben peggiori su una scala temporale molto più lunga del semplice istante dell’esplosione.
La storia di questa macchia per la scienza, di queste mani sporche di sangue, per citare ancora Oppenheimer, dei dubbi se l’applicazione delle scoperte scientifiche debba essere fatta sempre o in alcuni casi bisogna recedere, viene magistralmente raccontata da Jonhathan Fetter-Vorm in Trinity. La storia della prima bomba atomica, che partendo dalla scoperta della radioattività unisce tutti gli elementi salienti della fisica atomica e nucleare e della scoperta della reazione a catena con le discussioni etiche e politiche tra gli scienziati e i problemi bellici mondiali di quegli anni. In particolare il protagonista è proprio Oppenheimer e attraverso le sue interazioni con militari, politici e scienziati emerge forte l’idea che la maggior parte di questi ultimi si lasciano convincere dalla costruzione di questa (per l’epoca) nuova arma con la speranza che il suo potenziale distruttivo diventi un deterrente contro la guerra.
Fetter-Vorm per narrare tutto ciò adotta uno stile realistico e una costruzione della pagina dinamica dove le vignette vengono composte senza utilizzare una griglia standard, ricordando per certi versi delle fotografie poste su una bacheca. In alcuni casi lo sfondo della pagina è anch’esso disegnato, mentre le spiegazioni scientifiche vengono affidate a slpash page di una o due pagine che risultano così ariose e particolarmente comprensibili. In alcune occasioni, invece, l’uso delle splash page viene adottato per enfatizzare la drammaticità del racconto.
Un romanzo a fumetti a metà strada tra il racconto giornalistico e il romanzo biografico che ricostruisce una delle pagine più controverse della storia della scienza e del mondo.

Abbiamo parlato di:
Trinity. La storia della prima bomba atomica
Jonathan Fetter-Vorm
Traduzione di Andrea Plazzi
Le Scienze, 5 agosto 2017
154 pagine, brossurato, b/n – 9,90 €
Al momento non esiste un'edizione in volume differente da quella uscita nella collana I grandi della scienza a fumetti

Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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