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I segreti astronomici del Piccolo Principe

Ispirandosi al Piccolo Principe, Francesco Palla coadiuvato dall'illustrattrice Sylvie Duvernoy, realizza un delicato libro di divulgazione scientifica per bambini

Recensione pubblicata su Polvere di Stelle

L’Universo del Piccolo Principe, scritto da Francesco Palla, con disegni di Sylvie Duvernoy, è un piccolo capolavoro di letteratura scientifica per ragazzi, un libro che nasce all’interno dell’immaginario di uno dei libri più famosi al mondo: Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupèry è quarto nella classifica dei libri che hanno venduto più copie in assoluto, circa 140 milioni. Una bella sfida per il suo autore, astronomo di fama mondiale, esperto di formazione stellare e già direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, con una passione per la comunicazione
scientifica di qualità.
L’ispirazione per questa nuova opera di divulgazione scientifica viene dalla constatazione che Il Piccolo Principe contiene numerosi riferimenti astronomici. Non solo il protagonista viene dallo spazio e vive su un asteroide, ma ovunque si trovano riferimenti a stelle, costellazioni, e in generale, al mistero che avvolge la nascita e l’evoluzione dell’intero Universo. L’autore si addentra nel mondo dell’astronomia attraverso la voce di un secondo personaggio del libro di Saint-Exupèry, l’astronomo turco che nel libro originale è lo scopritore dell’asteroide del Piccolo Principe. L’astronomo sostiene che gli animali che il Piccolo Principe incontra arrivando sulla Terra (la volpe, l’ariete, il serpente) corrispondono a costellazioni, così come le due stelle sul suo mantello ricordano le due stelle più brillanti della costellazione dei Gemelli, Castore e Polluce. Questo, però, è solo il pretesto per parlare del cielo, del lavoro dell’astronomo e di come funzionano i telescopi, e degli argomenti più attuali della ricerca astronomica, come la formazione stellare, la ricerca di pianeti extrasolari, la materia oscura, e molto altro ancora, fino ad arrivare alle più recenti scoperte che riguardano il nostro Universo.

Anche il Piccolo Principe fa sentire la sua voce nel libro di Francesco Palla, e dialoga con vivacità e curiosità, ribadendo, come nel libro di Saint-Exupèry, che l’essenziale è invisibile agli occhi: qualcosa che forse neanche i telescopi più potenti riescono a rendere visibile. Quello che emerge, nel dialogo tra l’astronomo e il Piccolo Principe è come la ricerca scientifica sia un atteggiamento profondamente radicato nella nostra natura umana, ma non unicamente nella sua componente razionale. La ricerca scientifica è continuamente sostenuta da un senso profondo della natura e della sua ricchezza che sempre eccede quello che noi stessi siamo capaci di immaginare. È proprio la continua e instancabile pratica di confrontare l’esperienza e l’osservazione con la nostra limitata immaginazione che ci porta alle scoperte più inattese, quelle che sfidano il nostro buon senso.
Il disegno più noto che compare nel libro di Saint-Exupèry è un banale cappello da uomo, che viene visto dal Piccolo Principe come un serpente che ha appena ingoiato un elefante. Solo un bambino può vedere quello che è invisibile agli occhi. Non ci sarebbe ricerca scientifica, non ci sarebbero scoperte senza questo infantile desiderio di conoscere e di vedere sempre più di quello che ci appare.
Francesco Palla, in questo inusuale libro di astronomia per ragazzi, ci mostra che una mente razionale non serve a molto se a sfidarla non vi è la curiosità di un bambino, e il suo senso di meraviglia e di stupore di fronte al mondo. È per questo sentimento che la lettura de L’Universo del Piccolo Principe da’ la sensazione che l’autore si rivolga direttamente ad un piccolo, futuro astronomo, e al suo inguaribile desiderio di conoscenza.

Abbiamo parlato di:
L'universo del Piccolo Principe
Francesco Palla, Sylvie Duvernoy
NAJS: No Art Just Sign, 2017
76 pagine, cartonato, colore – 14,00 €
ISBN: 9788894099720

Scritto da

eduinaf_avatar_autori Paolo Tozzi

Paolo Tozzi è astronomo all’INAF-Osservatorio astrofisico di Arcetri. Si occupa di nuclei galattici attivi e di ammassi di galassie sia dal punto di vista teorico che osservativo, in particolare tramite osservazioni dallo spazio nella banda X. Insegna fisica delle galassie all’Università di Firenze. Da sempre attivo nella comunicazione della scienza, è il direttore della manifestazione Notti d’estate ad Arcetri.

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