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Comiche cosmiche

Le Cosmicomiche di Italo Calvino, uno dei libri di fiction più amati dagli scienziati: cerchiamo di capire perché.

In occasione della quinta edizione della manifestazione “Buon Compleanno Calvino” ideata da Debora Mancini (1)Ricordiamo ai lettori milanesi dell’evento di sabato 14 ottobre presso la Cascina Cuccagna, pubblichiamo la recensione di un classico della letteratura italiana

Gli scienziati italiani delle vecchie generazioni ne parlano sempre volentieri, consigliandolo ai giovani come lettura fondamentale, esempio positivo di come si possa unire letteratura e scienza per realizzare un prodotto divertente e al tempo stesso in grado di comunicare con facilità i concetti scientifici: le Cosmicomiche di Italo Calvino sono, infatti, una serie di racconti, usciti originariamente su varie riviste tra il 1964 e il 1984 (2)In effetti la maggior parte dei racconti esce tra il 1964 e il 1968, quindi uno nel 1971 e gli ultimi nel 1984 che prendono ispirazione da fatti e informazioni scientifiche. Ad esempio il racconto La distanza della Luna viene così introdotto:

Una volta, secondo Sir George H. Darwin, la Luna era molto vicina alla Terra. Furono le maree che a poco a poco la spinsero lontano: le maree che lei Luna provoca nelle acque terrestri e in cui la Terra perde lentamente energia.

Questi brevi testi informativi posti all’inizio di quasi tutti i racconti, che di fatto sono una fotografia delle conoscenze scientifiche del tempo, diventano lo spunto per il racconto che segue, generalmente in prima persona. Nella più tipica tradizione orale, il narratore infarcisce la storia di esagerazioni e iperboli, in particolare legate al suo contributo alla storia. Mattatore di molte di queste storielle è Qfwfq (3)Come i lettori più attenti avranno notato, è un nome privo di vocali di genere palindromo, ovvero, come i numeri omonimi, che risulta identico se letto da destra a sinistra o da sinistra a destra, uno spaccone cosmico che millanta la presenza in praticamente tutti gli eventi fondamentali per l’Universo e per la Terra, come il Big Bang o la formazione del Sistema Solare.
Sebbene questa scelta permetta al tempo stesso di divertirsi e di provare il giusto distacco dal personaggio, che diventa così simile al tipico e simpatico avventore da bar sempre pronto a vantare conoscenze importanti e ruoli da protagonista, permette a Calvino di comunicare al lettore con stile ironico e leggero concetti scientifici (soprattutto astronomici e cosmologici) anche avanzati come la teoria della relatività di Albert Einstein o le teorie sulla formazione della Luna.
Alcuni di questi racconti fanno ridere, altri sono semplicemente divertenti, altri ancora hanno un ritmo incessante, quasi da layout cinematografico o fumettistico. Nel complesso l’atmosfera è quella ironica e surreale in una versione pionieristica, anticipatrice di quella che poi sarebbe maturata nella Guida galatica per autostoppisti di Douglas Adams.
Una lettura che, prima o poi, qualunque appassionato di scienza deve aggiungere al proprio bagaglio culturale.

Abbiamo parlato di:
Tutte le cosmicomiche
Italo Calvino
Mondadori, 2009
434 pagine, cartonato – 14,00 €
ISBN: 9788804520467

Note   [ + ]

1. Ricordiamo ai lettori milanesi dell’evento di sabato 14 ottobre presso la Cascina Cuccagna
2. In effetti la maggior parte dei racconti esce tra il 1964 e il 1968, quindi uno nel 1971 e gli ultimi nel 1984
3. Come i lettori più attenti avranno notato, è un nome privo di vocali di genere palindromo, ovvero, come i numeri omonimi, che risulta identico se letto da destra a sinistra o da sinistra a destra

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Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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