L'astronomo risponde Astrofili Osservare il cielo

Telescopi amatoriali e oggetti del profondo cielo

L'astronomo risponde a una curiosità sugli strumenti utilizzati dagli astrofili per osservare il cielo

Sono un’astrofila dilettante, ho da poco acquistato un telescopio Celestron 114 mm. Newtoniano, 910 mm f/8 4,5″ di apertura. Il primo approccio è stato insoddisfacente in quanto pensavo di poter osservare delle galassie. Con questo telescopio è possibile l’osservazione del profondo cielo (galassie, nebulose, etc…) ed è consigliabile dotarlo di camera CCD? Grazie

Loredana
Aspetto (simulato) della galassia di Andromeda attraverso un telescopio Newtoniano da 114mm – Roberto Mura via commons (CC BY-SA 3.0)
Con un telescopio di 114 mm di apertura F8 si possono certamente osservare sia nebulose che galassie.
Ricordo che almeno due galassie si vedono anche ad occhio nudo con un cielo limpido senza Luna (M31, Andromeda ed M33, Triangolo). La maggior parte delle galassie delle costellazioni della Vergine e del Leone che si trovano sulle cartine e sugli atlanti sono invece molto difficili da vedere ad occhio anche con un telescopio di dimensioni molto maggiori.
Più che il telescopio, per questo tipo di oggetti di bassa luminosità è importante la luminosità di fondo cielo. Osservarli da centri urbani è comunque quasi impossibile, anche se si va in periferia.
Nebulose galattiche sono invece più facilmente osservabili (la nebulosa della Lira, Orione, Vulpecula etc.), come pure ammassi globulari (M 13 in Ercole etc.).

Con un CCD certamente la situazione migliora molto, ma occorre dotare il telescopio di una serie di dispositivi, come il moto orario e di un buon sistema di puntamento, perchè il campo dei CCD amatoriali è molto piccolo. Anche il sistema di messa a fuoco richiede degli interventi.
Se questo vuole essere lo scopo consiglierei, una volta fatta adeguata esperienza con questo telescopio, di passare ad un altro già predisposto per i CCD che fornisce la stessa Celestron come pure altre ditte.

2 Comments

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  • Da astrofilo che utilizza un rifrattore acromatico 120/600 (quindi aperto f5!) e con un lampione piazzato sulla direttrice di osservazione a ovest a pochi metri dal balcone dal quale osservo, mi è bastato ripararmi dietro la persiana per vedere oggetti come M51, M94, NGC4490, M104, M49, M86, M87, NGC4631 che stanno tra 10 e 30 volte più lontano di M31. Devo smentire quindi il redattore sul fatto che lo strumento della ‘collega’ neofita non sia adatto. Piuttosto gli riuscirà molto più difficile, se non impossibile, osservare M33 (per via della bassa luminosità superficiale che la rende ostica anche sotto cieli scuri). Per le planetarie invece M27 è sicuramente più abbordabile della piccina e meno luminosa M57. Quindi lo strumento in questione è decisamente ancora sfruttabile per acquisire esperienza prima di passare ad un modello più complesso e costoso. Cieli sereni!

  • Buongiorno! Innanzitutto ti ringrazio per l’interessante e qualificato commento: stabilire un legame più diretto con chi ci segue è tra gli obiettivi di questa rubrica, quindi fa piacere ricevere risposte.

    Per quanto riguarda le tue osservazioni, mi sento di dire che non sono in contraddizione con quanto scritto (ad onor del vero circa vent’anni fa come parte della vecchia omonima rubrica) nella risposta. Questa infatti inizia dicendo che galassie e nebulose con uno strumento del genere si possono vedere eccome: ricordiamoci che Charles Messier stilò l’omonimo catalogo con un telescopio di soli 100mm!

    Il motivo del disguido sta forse nel fatto che “centro abitato” e “vedere” sono termini abbastanza soggettivi. In primo luogo, l’inquinamento luminoso varia da zona a zona: ci sono luoghi su appennini ed isole dove si possono osservare con facilità oggetti praticamente impossibili da vedere in pianura padana per via della luminosità di fondo cielo. In secondo luogo, bisogna sottolineare come “riconoscere” un determinato oggetto non significhi necessariamente distinguerne i dettagli, specialmente per astrofili alle prime armi che tendenzialmente hanno bisogno di “stravedere” prima che sopraggiunga l’allenamento all’osservazione.

    In conclusione, un telescopio da 115-120mm può regalare molte soddisfazioni su oggetti del profondo cielo (grazie anche ad una maneggevolezza e facilità di trasporto che manca a strumenti più grandi) ma, come sempre quando si tratta di osservare “faint fuzzies” (“tenui batuffoli” come si usa dire tra gli anglosassoni) è necessario armarsi di un po’ di pazienza ed evitare le luci delle città per sfruttare al meglio il proprio strumento.

    Cieli sereni!

Scritto da

Luca Lionetto Luca Lionetto

Laureato in Fisica con una tesi in Cosmologia,volontario di Servizio Civile nazionale presso la sede INAF di Padova, Luca Lionetto è aspirante divulgatore, avido lettore e appassionato di giochi da tavolo.

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