L'astronomo risponde Stelle

I nomi delle stelle

L'astronomo risponde a una curiosità su come vengono assegnati i nomi alle stelle

Salve, vorrei sapere quali sono i criteri relativi alla nomenclatura delle stelle. Sono differenti per le stelle doppie (o in generale multiple) e per le stelle variabili?
Grazie

La nomenclatura delle stelle è in effetti una questione un po’ complessa. Questo perché con l’avanzare della tecnologia osservativa nel corso dei secoli, è stato possibile identificare stelle sempre più deboli e distinguere oggetti sempre più vicini fra loro; oggi si possono rilevare miliardi e miliardi di stelle.
Ogni tentativo di catalogazione delle stelle, oggi come in passato, viene subito “sorpassato” da nuove osservazioni e quindi da nuovi cataloghi. Ciò ha provocato una certa confusione nella catalogazione stellare, tanto che attualmente ci sono più di 1000 sistemi di nomenclatura, anche se in pratica si finisce per adottare solo i principali.

Immagine simulata della costellazione di Cassiopea. Anche solo tra le stelle più luminose di questa porzione di cielo possiamo contare tre sistemi di nomenclatura diversi: per nome proprio, per costellazione e lettera greca (nomenclatura di Bayer) e per costellazione e numero (nomenclatura di Flamsteed). Fonte: Stellarium

Il nome “tecnico” di una stella è composto da una sigla che identifica il nome del catalogo o di chi lo ha compilato (ad esempio GSC per Guide Star Catalogue, HD per Henry Draper Catalogue, SAO per Smithsonian Astrophysical Observatory Star Catalogue, NGC per New General Catalogue, e così via) seguito da una cifra, che dipende dal criterio di catalogazione usato.
Diversi cataloghi possono essere infatti basati su criteri diversi: per esempio, il catalogo GSC è stato compilato con le osservazioni del telescopio spaziale Hubble, suddividendo il cielo in 9537 piccole regioni ed assegnando alle stelle in ogni regione un numero seriale. Così la stella GSC 1234 7632 è la 7632esima stella della regione n. 1234.
Nel secolo scorso, quando le stelle conosciute erano molte meno, ci si potevano permettere criteri diversi: per esempio per compilare il catalogo BD del 1859, il cielo è stato suddiviso in “fasce” di 1 grado di declinazione, e sono state contate le stelle presenti in ogni fascia a partire da 0h di ascensione retta; così la stella BD +38 3238 è la 3238esima contando da 0h di ascensione retta, nella fascia che va da 38 a 39 gradi di declinazione.
Ci sono naturalmente cataloghi “specializzati” in oggetti di un certo tipo. Per le stelle doppie si può fare riferimento ai cataloghi ADS, IDS, etc. o al più recente WDS (1996).
Anche le stelle variabili possiedono una nomenclatura propria; le prime ad essere scoperte furono indicate con una lettera maiuscola seguita dal genitivo della costellazione di appartenenza (ad esempio T Cephei nella costellazione della Balena). Le lettere potevano andare da R a Z perché le altre erano già usate nella catalogazione delle stelle non variabili; al crescere del numero di variabili scoperte, fu necessario adottare la doppia lettera, da RR fino a ZZ (ad es. RR Lyrae), poi introdurre anche le altre lettere (AA, AB, … AZ, BB, BC,… BZ e così via).
Oggi le stelle variabili conosciute sono troppe per poter essere nominate in questo modo, inoltre ne sono stati scoperti e classificati decine di tipi diversi (variabili pulsanti, eruttive, cataclismiche, eccetera, con i relativi sottogruppi).
Va da sé che moltissime stelle possiedono nomi diversi, in quanto classificate in più di un catalogo. Oggi l’IAU (International Astronomical Union) sovrintende alla nomenclatura delle stelle, anche se continuano a coesistere diversi cataloghi, alcuni dei quali usati per scopi specifici.

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Scritto da

Luca Lionetto Luca Lionetto

Laureato in Fisica con una tesi in Cosmologia,volontario di Servizio Civile nazionale presso la sede INAF di Padova, Luca Lionetto è aspirante divulgatore, avido lettore e appassionato di giochi da tavolo.

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