L'astronomo risponde Osservare il cielo Sistema Solare

Moto di Giove e Saturno

L'astronomo risponde a una domanda sul moto apparente dei pianeti rispetto alle stelle

Osservo da alcuni mesi la posizione ovvero il lento movimento dei pianeti Giove e Saturno rispetto alle costellazioni. Gradirei una spiegazione per capire perché si muovono così.

Il moto apparente dei pianeti (non solo Giove e Saturno) sulla volta celeste è il risultato della composizione di più moti assoluti: quello della Terra e quello dei pianeti stessi.

Simulazione del moto apparente di Marte nel cielo nell’estate del 2003. Fonte: Eugene Alvin Villar, 2008, via Wikimedia

I pianeti orbitano attorno al Sole nello stesso verso (moto di rivoluzione) seguendo le tre leggi di Keplero, il cui significato è il seguente:

  1. tutti i pianeti orbitano attorno al Sole lungo orbite ellittiche, delle quali il Sole occupa uno dei due fuochi
  2. un pianeta non si muove in modo uniforme lungo la propria orbita, ma tanto più velocemente quanto più si trova vicino al Sole; perciò al perielio (punto dell’orbita più vicino al Sole) orbita più veloce, all’afelio (punto più lontano dal Sole) orbita più lento
  3. tanto più un pianeta è distante dal Sole, tanto minore è la sua velocità lungo l’orbita, quindi i pianeti più lontani impiegano più tempo a completare un’orbita attorno alla nostra stella Naturalmente anche la Terra si muove secondo queste leggi: il moto apparente dei pianeti risulta dalla composizione del loro moto con il nostro (un po’ come se osserviamo un’automobile in corsa stando su un’altra auto in movimento).

Inoltre, come risultato della rivoluzione terrestre, noi vediamo una rotazione apparente delle costellazioni in senso orario nel corso dell’anno.
A complicare ulteriormente le cose, le orbite dei pianeti non hanno la stessa forma (possono essere più o meno allungate) e non giacciono tutte sullo stesso piano, ma sono leggermente inclinate l’una rispetto all’altra. L’orbita di Giove, per esempio, è inclinata di 1.3 gradi rispetto al piano dell’orbita terrestre, quella di Saturno di 2.5 gradi.

È dalla combinazione di questi moti che risultano le strane traiettorie incurvate e a volte a forma di “cappio” che i vari pianeti percorrono notte dopo notte rispetto alle costellazioni. Ed è proprio da questo movimento rispetto alle cosidette “stelle fisse”, già notato dagli antichi, che i pianeti (dal greco planētes asteres, stelle vagabonde) prendono il loro nome.

2 Comments

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  • Sto facendo una ricerca web, vorrei conoscere lo “Schiacciamento ai poli rispetto all’ equatore” di Mercurio e Venere. A differenza di tutti gli altri pianeti, per questi due non trovo nessun riscontro.
    Grazie e saluti

Scritto da

Luca Lionetto Luca Lionetto

Laureato in Fisica con una tesi in Cosmologia,volontario di Servizio Civile nazionale presso la sede INAF di Padova, Luca Lionetto è aspirante divulgatore, avido lettore e appassionato di giochi da tavolo.

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