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Leo Ortolani in C’è spazio per tutti

Abbiamo intervistato Leo Ortolani su "C'è spazio per tutti", il volume ambientato sulla Stazione Spaziale Internazionale con Rat-Man e Paolo Nespoli protagonisti

Ultimo aggiornamento il 3 Novembre 2020 alle 03:52 pm

“Lo spazio è un non confine, non finisce e quindi anche a un livello filosofico è un concetto di libertà assoluta verso cui l’uomo di solito tende. Nel campo scientifico è una frontiera, come per Star Trek: è qualcosa da esplorare, che al momento sembrerebbe limitare le nostre azioni, il nostro esistere sulla Terra, però sta diventando sempre più velocemente un qualcosa da dover affrontare anche per diventare questa razza multiplanetaria di cui si parla. Quindi poter riuscire ad arrivare su altri pianeti, arrivare a esplorare: perché si parla sostanzialmente di esplorazione spaziale. Quindi esplorare zone dell’universo dove noi sostanzialmente non siamo mai andati. E’ qualcosa che affascina molto, fa anche tanta paura. Vediamo come andrà avanti questo nostro iniziale tentativo, perché siamo proprio all’alba dell’esplorazione spaziale!”

Leo Ortolani
Questo piccolo programma filosofico-scientifico sullo spazio non viene da un qualche direttore di una più o meno piccola agenzia spaziale, ma è l’opinione di Leonardo Ortolani, noto anche ai suoi lettori semplicemente come Leo Ortolani. Ideatore di Rat-Man, il più famoso personaggio umoristico italiano la cui serie si è conclusa di recente, ha affrontato un argomento spinoso e complesso come la corsa allo spazio e la conseguente costruzione della Stazione Spaziale Internazionale. Il risultato di questa fatica è C’è spazio per tutti, titolo simile a quello di un omonimo testo di Piergiorgio Odifreddi sulla geometria, che Ortolani, accompagnato da Loris Cantarelli, direttore editoriale di Fumo di China, ha presentato alla libreria Feltrinelli in piazza Duomo a Milano venerdì 10 novembre alle 18.
La chiacchierata, che ha preceduto l’incontro con gli appassionati, con Leo Ortolani è stata ricca di spunti e interessante, iniziando dal ricco lavoro di documentazione, sia narrativa sia grafica, necessario per portare a termine il volume realizzato per ESA e ASI ed edito da Panini Comics:
“Mi sono documentato, come dovrebbe fare chiunque affronti un tema che non gli è del tutto chiaro. Il mio tipo di documentazione si divideva in documentazione d’immagini, perché ho dovuto ricostruire graficamente da stazioni spaziali precedenti alla Stazione Spaziale Internazionale, sonde, razzi, attrezzature, tute anche. E dal punto di vista filologico la mia storia parte dall’inizio della conquista dello spazio e arriva fino alla Stazione Spaziale e va oltre. Ho dovuto studiare tutto: una specie di seconda laurea in scienze aereospaziali che ho passato con 66, con professori Paolo D’Angelo e Paolo Attivissimo. Diciamo che è andata bene, però effettivamente ha richiesto moltissimo lavoro, moltissima documentazione, anche perché non è detto che la prima cosa che tu trovi sia quella giusta. Mi sono basato moltissimo sulla ricerca in internet (se l’avessi avuto ai tempi in cui mi sono laureato io sarebbe stato magnifico): è un mezzo straordinario anche questo, e quindi ho attinto a piene mani da video, articoli, immagini trovate in rete, però qualunque cosa trovassi avevo la necessità di confrontarmi con altri articoli, in maniera tale da convalidare il dato acquisito. Sembra una stupidaggine, ma io ho visto fare stupidaggini molto grosse a livello grafico da altri autori riguardo lo spazio, riguardo le navicelle: non volevo incappare nello stesso errore.”

Leo Ortolani mostra la sua doppia splash page sulla Stazione Spaziale Internazionale

Per realizzare C’è spazio per tutti, Ortolani ha anche potuto incontrare Paolo Nespoli, che gli ha lasciato una bellissima impressione:
“Ho dovuto incontrare Paolo un paio di volte, un’altra volta ci siamo sentiti per telefono. E lui, mi viene proprio da dire, è un personaggio straordinario. Son contento di aver potuto lavorare con lui come personaggio, perché ha questa capacità innanzitutto di trasmetterti un entusiasmo e una gioia verso lo spazio che non è da tutti, secondo me. Anche perché uno, di fronte allo spazio, prova un po’ di timore. Lui fa: “No, no, è come andare a fare il sommozzatore, faccio per dire“. Sarà. Per me è qualcosa di più irraggiungibile, per il momento, perché comunque sia anche Paolo fa “Noi stiamo lavorando per rendere la cosa straordinaria una cosa normale“.
Assolutamente grandissimo lavoratore, ma ripeto la cosa che più mi piace di lui è che ha questo entusiasmo per lo spazio, per questa vita extraterrestre. E lo vedi anche nei filmati che manda dalla Stazione Spaziale ed è un entusiasmo che è un po’ contagioso. Io spero che contagi molta altra gente e che sia in grado, tra l’altro, di trasmettere questa curiosità e questa voglia anche di darsi da fare per riuscire a raggiungere gli obiettivi come ha fatto lui, perché lui aveva questo sogno di diventare astronauta fin da quando aveva visto da bambino gli astronauti sulla Luna col rover, e desiderava fare derapate sulla Luna con questo mezzo. E’ rimasto un sogno fino a che non si è dato veramente da fare, perché i sogni vanno bene ma non bastano. Lui è una persona molto determinata e alla fine è riuscito a coronare quello che era un sogno, che anche a detta di alcuni poteva restare semplicemente solo un sogno. Lui ce l’ha fatta: è la terza volta che va su, per cui direi che è un ottimo testimonial per chi dice che è importante credere nei sogni.”
Non poteva mancare all’appello nemmeno Rat-Man, il personaggio di Leo Ortolani. Dove lo manderebbe, nello spazio, se potesse?
“Se dovessi mandare Rat-Man nello spazio, lo manderei ben lontano! Pianeti… non lo so… cercherei un pianeta abitato, se no mi si annoia e torna a casa subito! Abitato magari da donne con seni grandi, anche colorate di blu, non importa, l’importante sono le dimensioni! E spero che si trovi bene e poi mi mandi una cartolina!”
E infine alcune anticipazioni sui progetti futuri:
“Il futuro mio come autore, ovviamente da questo momento in poi, sembrerebbe (dico sembrerebbe) tutto da costruire. In realtà ho già talmente tanta roba da fare che sto già pensando al 2019. Tra questi ci saranno delle nuove cose, sempre con Rat-Man, perché la serie è chiusa ma non è finito il personaggio, come si dimostra già mettendolo a confronto con l’esplorazione spaziale, per cui lo vedremo sicuramente già nel 2018. Ci saranno altre cose anche a livello scientifico e adesso non posso neanche parlarne, anche perché devo avere ancora delle conferme da parte della… controparte. Però l’interesse verso una divulgazione scientifica di tipo più leggero che comunque tratti argomenti con dati reali sta piacendo. E’ un’idea tra l’altro di Andrea Plazzi e Roberto Natalini che hanno iniziato con Comics&Science a tirarmi dentro facendomi usare questo personaggio che imita un po’ certi conduttori televisivi su questi programmi di pseudo-scienza, pseudo-misteri, e io l’ho riutilizzato per raccontare la scienza: l’ho già fatto con la matematica, l’ho fato con internet, l’ho fatto con tante altre discipline, l’ho fatto anche in parte con lo spazio e non vedo perché non farlo in futuro anche per altri progetti.”
E allora tutti insieme a flettere i muscoli e gettarci in questa nuova opera di Leo Ortolani sull’esplorazione spaziale!

Segue l’intervista video nel montaggio di Marco Malaspina pubblicata sul canale youtube di Media INAF:

Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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