Aggiornato il 2 Febbraio 2026
Quella del Dragone è una delle 48 costellazioni di Tolomeo, oggi una delle 88 costellazioni ufficiali. Dalla forma particolarmente lunga e intricata, è una costellazione circumpolare, e dunque sempre visibile nell’emisfero Nord per tutto l’anno.
Le sue stelle più luminose sono Etanin, Gamma Draconis, gigante arancione di magnitudine 2.23 e distante 148 anni luce da noi, e Rastaban, Beta Draconis, di magnitudine 2.79. E’ una stella gialla distante dalla Terra 361 anni luce.
Tra queste due, Etanin riveste una particolare importanza nella storia dell’astronomia: nel 1725 fu proprio misurando la sua parallasse che James Bradley scoprì il fenomeno dell’aberrazione della luce (ovvero lo spostamento apparente delle stelle sulla volta celeste), che costituì la prima prova osservativa del movimento della Terra intorno al Sole.
Non si può non citare Thuban (testa del drago), Alpha Draconis, un sistema binario di magnitudine apparente pari a 3.67 e distante dalla Terra all’incirca 300 anni luce. Qualcosa come 2700 anni fa era la stella polare dell’emisfero settentrionale e in effetti le piramidi egizie sembra siano state costruite proprio per orientare il lato nord verso Thuban.
Infine una citazione pop per Mu Draconis, anch’essa un sistema binario di stelle bianche con magnitudine apparente di 4.9. Distante dal Sole 89 anni luce, è nota come Alrakis, la cui traslitterazione in inglese è diventata Arrakis, il famoso pianeta dove è ambientata la saga fantascientifica di Dune di Franbk Herbert. Hervert, però, pose il pianeta intorno alla stella Alpha Carinae nella costellazione della Carena.
Oggetti celesti interessanti
Tra gli oggetti del profondo cielo presenti nell’area coperta dalla costellazione del Dragone, il più noto è indubbiamente NGC 6543, la Nebulosa Occhio di Gatto. Buona parte della sua fama è dovuta da una spettacolare foto scattata dal telescopio spaziale Hubble.

Ci sono, poi, alcune galassie dalla forma curiosa, come la Galassia Fuso (NGC 5866), una galassia a spirale vista di taglio, che quindi ricorda proprio il fuso di un arcolaio, e la Galassia girino (UGC 10214), una galassia a spirale barrata che presenta un lungo sbuffo di gas che ricorda proprio la coda di un girino.
Queste e altre galassie presenti nella costellazione hanno una magnitudine apparente intorno a 10, e dunque sono visibili, in buone condizioni di cielo, anche con un piccolo strumento.
Infine oltre 10 stelle appartenenti a questa costellazione presentano almeno un pianeta confermato. La più ricca è, al momento, HD 158259 con 5 pianeti confermati, seguita da HD 191939 con 4 pianeti e TOI-1749 con 3 pianeti confermati.
Il mito
Nella mitologia dell’antica Grecia sono presenti diversi draghi. Di questi quello che più probabilmente è associato con la costellazione è il drago presente nella Gigantomachia e che, secondo Gaio Giulio Igino, venne scagliato nel cielo dalla dea Atena durante la guerra tra gli olimpici e i giganti.
Elio Aristide lo chiama Aster (stella) o Asterius (stellato) e ritiene che le Panatenee erano una festa che si celebrava ad Atene per ricordare la vittoria della dea sul drago.
Nei Catasterismi attribuiti a Eratostene si associa, invece, la costellazione con Ladone, il drago che custodiva il giardino delle Esperidi, dove crescevano le mele d’oro. Dopo che Eracle lo sconfisse, Era lo pose in cielo come costellazione. Da notare, infatti, che la posizione della costellazione di Ercole è tale per cui il piede di quest’ultimo si trova sulla testa del Dragone, cosa che avvalora tale associazione.
Associazione minore, invece, è quella con Tifone, figlio di Gaia.
L’astronomia tradizionale araba, invece, vedeva nella costellazione una scena tipica del deserto: due iene attaccano un cucciolo di cammello mentre poco lontano i cammellieri sono accampati intorno a un tripode da cucina.
Quasi sicuramente, però, gli astronomi arabi erano a conoscenza della tradizione greca, visto che chiamavano la costellazione At-Tinnin, da cui il nome di Gamma Draconis, Eltanin, ovvero la testa del drago.



