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I cieli del mondo con il teatro d’ombra

Raccontiamo i miti celesti delle diverse culture con questa attività laboratoriale con il teatro d’ombra

Aggiornato il 21 Luglio 2021

Descrizione breve

Attività laboratoriale e di narrazione con teatro d’ombra per raccontare miti celesti di diverse culture (cultura occidentale, Cina e Africa) relativi alla costellazione conosciuta in occidente come il gigante cacciatore Orione, o alla leggenda cinese della Principessa Tessitrice, che si associa alle stelle della costellazione dell’Aquila e della Lira e alla Via Lattea che le divide.

Obiettivi

Appassionare i bambini all’osservazione del cielo notturno. Comprendere che le costellazioni sono disegni immaginari nel cielo formati da stelle non “fisicamente” connesse, quindi non sono figure universali, ma legate alla cultura locale: popoli diversi hanno letto il cielo in maniera differente. Giocare con storie, astronomia e creatività in chiave mutliculturale.

Materiali

File pdf allegati. I disegni di ogni personaggio che trovate nei file allegati vanno stampato in A4 (salvo indicazione contraria, per le sagome grandi ci saranno indicazioni di usare il formato A3. Il cartoncino utilizzato per sagome di modeste dimensioni (comprese in un foglio A4) è quello detto “Bristol”. Per sagome più grandi, per impedire che si flettano, si può adoperare una grammatura di cartone maggiore, come quella del cartoncino detto “Murillo”. Si tenga presente che più il materiale è spesso e più difficoltoso da tagliare e da traforare per i bambini.
Forbici, taglierina (cutter).
Bacchette (meglio se a sezione quadrata), stecchini lunghi.
Colla (meglio se colla bianca vinilica, o a caldo o attaccatutto o anche sparapunti) oppure, se si lavora con bambini piccoli nastro adesivo.
Qualora le sagome siano destinate ad essere maneggiate a più riprese da ragazzi (ossia se si desiderano più robuste), si possono costruire con materiale plastico come il Polipropilene che si trova in fogli di spessori diversi. Per questo materiale la bacchetta di supporto può essere fissata con l'”Attaccatutto” oppure con la sparapunti.

Informazioni preliminari

Queste attività nascono dal progetto “I cieli del Mondo” dell’INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri, realizzato in collaborazione con la Regione Toscana a partire dal 2006 con un progetto iniziato da Lara Albanese e Franco Pacini. Il progetto ha previsto per diversi anni incontri con moltissimi bambini delle scuole d’infanzia e primarie, con i loro insegnanti, genitori, mediatori culturali e l’esperto di teatro d’ombra Mariano Dolci. Le attività sono anche state inserite nel progetto internazionale ed europeo Universe Awareness. Hanno lavorato al progetto nel corso del tempo: Lara Albanese, Francesca Brunetti, Maria Luce Bruscoli, Daniele Galli, Antonella Gasperini, Filippo Mannucci, Franco Pacini, Guia Pastorini, Eleonora Sani, Alessandra Zanazzi.

L’uomo, da sempre, osservando affascinato il cielo notturno, ha immaginato figure tra le stelle, inventando così le costellazioni: disegni di fantasia, ottenuti unendo stelle che sono tra loro lontanissime. Popoli diversi hanno inventato storie e personaggi diversi, secondo ciò che era importante per ciascuna cultura: divinità, eroi, animali… anche oggetti di uso comune, come l’aratro. Anche noi possiamo osservare il cielo notturno e inventare le nostre costellazioni, associando stelle che ci sembrano formare delle figure interessanti.
Gli astronomi oggi, pur sapendo che le costellazioni non esistono (nel senso che le stelle che le compongono non sono effettivamente collegate tra di loro), ne riconoscono il valore culturale e le usano come sistema di riferimento. L’Unione Astronomica Internazionale ha suddiviso il cielo in 88 costellazioni, con confini ben delineati, in modo che ciascun punto della sfera celeste possa appartenere ad una sola costellazione e quindi un oggetto in cielo può essere individuato indicando la costellazione in cui si trova. Queste 88 costellazioni di riferimento sono state scelte tra quelle della tradizione greco-romana e dei navigatori occidentali che hanno solcato i mari del Sud.
Un concetto scientifico importante per lo svolgimento di questa attività è che da luoghi differenti alla medesima distanza dall’equatore (cioè alla stessa latitudine geografica) si osservano le stesse stelle: anche se fa buio in momenti diversi, il cielo italiano è uguale a quello della Cina, della Mongolia, del Giappone e degli Stati Uniti d’America. Mentre il cielo della Svezia e del Nord Europa è lo stesso del Canada e delle steppe siberiane, quello dell’Africa sahariana è lo stesso di Messico e India, e le stelle australiane sono le stesse del Sudafrica e del Cile.
cielimondo_stellarium_screenshotLo strumento migliore per far comprendere ai bambini cosa sia una costellazione e appassionarli all’osservazione delle stelle e della volta celeste è il planetario, che consente di osservare il cielo in diverse stagioni dell’anno, in diversi orari della notte, e da luoghi a latitudine diversa. Se non è possibile prevedere una visita al planetario, si può usare un software libero come Stellarium, che permette di orientarsi tra le costellazioni, visualizzare su pc/tablet il cielo in diversi momenti dell’anno e della notte e anche di osservare da luoghi diversi. Potete ad esempio guardare il cielo dalla vostra città e poi da Pechino (Beijing) e da New York alle ore 20 locali: vedrete che dovrete spostare l’orario (in queste città non è notte nello stesso momento!) ma – anche se non in contemporanea – le costellazioni visibili sono più o meno le stesse. Invece, se usate il software per spostarvi solo in longitudine, andando per esempio a osservare le costellazioni visibili a Tromso in Norvegia, a Firenze e a Cape Town in Sudafrica, vedrete che in questi posti è buio contemporaneamente, ma le stelle appaiono in posizione diversa rispetto all’orizzonte: addirittura la stella Sirio in Norvegia non si vede perché è sotto l’orizzonte e Orione in Sudafrica sta a testa in giù!
Gli antichi Cinesi osservavano le stesse stelle degli antichi Romani, ma tra quelle stesse stelle si erano immaginati costellazioni, personaggi e storie diverse!
Per esempio in Cina la stella polare rappresentava l’Imperatore, perché tutto gira attorno all’Imperatore, così come le stelle ruotano attorno alla Polare; e quello che per la mitologia romana è il corpo dell’Orsa Maggiore o il Grande Carro, per i Cinesi è uno staio, importante unità di misura per le quantità di riso (praticamente un pentolino, molto facile da vedere!)

Descrizione completa

Vi suggeriamo qui alcune storie “celesti”: troverete i modelli per costruire le sagome dei personaggi da usare nel teatro d’ombra, con la sceneggiatura per raccontare queste storie. Speriamo che servano da ispirazione! Vi consigliamo poi di trovare altre storie, inventarne, aggiungere personaggi, ovviamente storie di stelle! Un laboratorio di questo tipo è molto utile per la collaborazione interculturale, per coinvolgere bambini di varie etnie, come occasione per rivalutare e condividere diverse culture di origine, e anche per superare eventuali barriere linguistiche.

Come costruire le sagome (A cura di Mariano Dolci)

I disegni stampati vanno ritagliati, poi trasferiti e ricalcati su cartoncino nero (o polipropilene) per ottenere la sagoma, sulla quale sarà incollata la bacchetta di supporto. Per ritagliare il cartone si usano le forbici. Per certi piccoli trafori, oltre alle forbicine, è meglio adoperare una taglierina (cutter).
E’ preferibile per ottenere ombre nitide che le sagome siano di colore nero in modo da evitare che mandino deboli ma fastidiosi riflessi sullo schermo. Inoltre, anche se sono viste solo dalla parte degli animatori, le sagome essendo nere rievocano in loro l’esperienza dell’ombra con tutta la sua funzione di “presenza di una assenza o di assenza di una presenza”, il che, seppure inconsapevolmente, rende più sentita la l’animazione di chi le manipola.
Inutile impazzire per forare un minuscolo occhio munito della sua pupilla. Ricordarsi sempre che il mondo delle ombre è di solo due dimensioni. Per cui, una volta preparato il foro dell’occhio la pupilla può essere ritagliata a parte e poi incollata successivamente. Medesimo procedimento se risulta difficoltoso ritagliare, per esempio, una mano con pugnale (o altro oggetto); il pugnale (come il bastone, l’arco, ecc…) può essere ritagliato a parte e quindi incollato o graffettato.
Come supporti per sagome piccole si possono usare gli spiedini di bambù reperibili in ogni supermercato. Tuttavia le bacchette di sostegno sono generalmente di sezione quadrata (4 o 6 mm.) il che rende più semplice l’applicazione della colla. Inoltre la sezione quadrata rende più agevole il voltare rapidamente le sagome in scena senza dover necessariamente controllare con la vista. La bacchetta va incollata cercando di non oscurare eventuali trafori (vedere le illustrazioni).
Per tutte queste operazioni si utilizza la colla bianca vinilica. La bacchetta deve sporgere di circa 12 – 13 centimetri per permetterne l’impugnatura.
La punta della bacchetta va appuntita in modo da poterla infilare su un pezzo di polistirolo quando non sono in uso durante uno spettacolo.
Alcuni gruppi di sagome possono avere le loro bacchette di supporto fissate su un unico listello fornito di manico (per esempio, le quattro guardie, le sette principesse, …).
Se si intende far costruire sagome di nuovi personaggi ai bambini è bene tenere presente che a loro piace aggiungere dettagli ai burattini che costruiscono: disegnano figure umane di fronte, con splendidi vestiti, occhi, naso e bocca: ma tutti questi particolari non si vedono nell’ombra proiettata! Molto meglio disegnare sagome di profilo e dettagli solo nella parte esterna, visibili quando se ne proietta l’ombra.

L’animazione delle sagome

Le ombre dei personaggi possono entrare in scena in vari modi:

  1. Sorgendo improvvisamente dal basso.
  2. Materializzandosi progressivamente. (Per esempio per i personaggi come Orione, il Generale, Artemide). Ponendo la sagoma presso la sorgente di luce, l’ombra risulta molto grande, sfocata e confusa; avvicinando la sagoma allo schermo l’ombra diventa progressivamente più piccola e sempre più nitida prendendo la forma del personaggio. Questo effetto va sfruttato.

Nei dialoghi, per fare capire qual è il personaggio che sta parlando, la sua sagoma effettuerà piccoli movimenti mentre quello che ascolta rimarrà fermo.

Procedimento per creare le sagome relative ai miti e alle storie di Orione

I disegni seguenti vanno stampati, ritagliati e ricalcati sul cartoncino. Risultano della dimensione giusta:

  • Disegno 1 – Orione e cane
  • Disegno 2 – Generale e Scorpione
  • Disegno 7 – Zebra

Le sagome ottenute vanno fissate su bacchette come indicato dal Disegno 6 a pag. 8 (salvo lo scorpione invece sorretto da filo di ferro).
Il Disegno 7 (a pag. 9, Zebra singola) stampato e ritagliato va trasferito tre volte su cartoncino in modo da ottenere il gruppo delle tre zebre di dimensione giusta. Le tre sagome devono avere le loro bacchette di sostegno. Il Disegno 3 a pag. 5 invece è illustrativo e mostra come le tre zebre sono poi assemblate insieme su di un unico supporto.
Le sagome alle pagine 6 e 7 rappresentano Artemide e Ofiuco e non sono indispensabili per l’animazione della storia.
Tra gli allegati trovate due storie che potete raccontare con le sagome del “ciclo di Orione”; la prima Storia di Orione, il Generale Shen e le Zebre lascia aperto il finale alla fantasia dei bambini e alla discussione: secondo noi potrebbe aiutarci a ragionare del fatto che in Occidente (che sia Europa o USA) e in Cina non è notte nello stesso momento e quindi il Generale e Orione potrebbero occupare il “loro posto” in cielo quando è notte nei paesi che li conoscono… lo stesso non accade però per le Zebre che “occupano” la cintura di Orione secondo un mito dei Boscimani africani. Secondo questo racconto il dio Old Gao, grande cacciatore a passeggio nella prateria rappresentata in cielo dalla Grande Nube di Magellano (una galassia irregolare visibile nei cieli del Sud) voleva colpire tre zebre in un sol colpo, ma le zebre lo videro e scapparono così veloce da finire in cielo (dove si vedono ancora le tre stelle); quello fu l’unico caso in cui il grande cacciatore mancò il colpo (e si vede anche la freccia, nelle stelle più in basso).

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Effetto delle sagome del Cacciatore Orione e del Generale Shen proiettate nel Planetario

Procedimento per creare le sagome relative al mito della tradizione cinese La principessa tessitrice e il guardiano di buoi

I disegni seguenti vanno stampati, ritagliati, riprodotti e ritagliati su cartone e muniti di bacchetta di sostegno:

  • Disegno 1 – Niu Lang (il bovaro)
  • Disegno 2 – il bufalo
  • Disegno 3 e Disegno 4 – le principesse
  • Disegno 7 – la principessa Zhi Niu
  • Disegno 9 – l’Imperatrice (Regina) Madre
  • Disegni 10, 11 e 12 – i soldati
  • Dosegno 14 – le gazze
  • Disegno 17- il cuore
  • I Disegni 5 e 13, illustrano come vanno assemblati i due gruppi di sagome.
  • I Disegni 6, 8 e 16 (quadro Zhi Niu dietro l’albero, quadro la principessa al telaio, quadro via Lattea) vanno ingranditi (da A4 a A3 e poi stampati, ritagliati, ecc.)
  • I Disegni 15 e 18 e sono solo esplicativi. E mostrano come sovrapporre il ponte delle gazze alla Via Lattea e intrecciare i due cuori alla fine del racconto.

Tra gli allegati trovate una possibile sceneggiatura per la storia della Principessa Tessitrice e il guardiano di buoi, una storia della cultura cinese, che è ancora oggi molto conosciuta e raccontata (in diverse forme, come spesso accade per le leggende antiche, che si trovano in molte versioni).
Nel cielo notturno il fiume di stelle della storia corrisponde alla Via Lattea, che d’estate si vede alta in cielo e divide le stelle di Altair (nella nostra costellazione dell’Aquila) e Vega (nella nostra costellazione della Lira) che per la tradizione cinese sono i due amanti divisi, Niu Lang e Zhi Niu. Il ponte delle gazze si trova in corrispondenza della nostra costellazione del Cigno.
Il giorno in cui le gazze formano il ponte per far incontrare gli innamorati è ancora oggi festeggiato in Cina come il nostro “San Valentino” ed è un giorno speciale in cui si celebrano molti matrimoni!

Informazioni aggiuntive

Le sagome per teatro d’ombra possono essere usate anche con la lavagna luminosa.
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Vi consigliamo, partendo dagli interessi dei bambini, di cercare altre storie o di inventarne di nuove. I bambini potranno inventare storie legate alle vostre osservazioni della Luna o del cielo; spesso le leggende del cielo raccontano fatti osservati: come quella di Orione e dello Scorpione che non si incontrano mai o quella dell’Orsa Maggiore condannata da Giunone a non potersi mai bagnare in mare.
Molte storie celesti di varie culture si trovano nei libri o in Internet.
Qui sotto c’è una mappa del cielo con indicazioni sulla corrispondenza tra costellazioni occidentali e della tradizione cinese, disegnata da Daniele Galli dell’INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri nell’ambito del progetto I Cieli del Mondo.
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Giocare con le sagome può portare il discorso sulle ombre e sulla luce con molti agganci a temi di scienze e anche di geometria.

Allegati: Storie di Orione e sagome corrispondenti; La leggenda della Principessa Tessitrice e sagome corrispondenti

Per giocare con altre forme di narrazione: Leggi questo articolo sul teatro kamishibai