Scoperte

Che cos’è il solstizio

Equinozi e solstizi

Il giorno 20 giugno 2020 alle ore 23 e 44 ora italiana (21:44 tempo UT) ci sarà il solstizio d’estate. Vediamo ora che cos’è il solstizio.
I popoli antichi si accorsero presto che segnando l’altezza del Sole alla stessa ora nei vari giorni dell’anno questa altezza non rimaneva costante. Tale altezza era massima in estate è minima in inverno: in pratica dall’inverno all’estate l’altezza del Sole cresce fino a un massimo, sembra fermarsi un attimo, e poi ricomincia a scendere. Analogamente d’inverno quando arriva al punto minimo il Sole sembra fermarsi per poi cominciare a salire: questo fermarsi in latino si dice sol sistere che vuol dire fermarsi del sole, da cui la parola solstizio.
Questa diversa altezza del Sole sull’orizzonte ha effetti sulla durata del giorno. Sappiamo tutti che d’inverno le giornate sono più corte e le notti più lunghe e viceversa d’estate. Esisterà un momento in cui la durata del giorno e della notte sono uguali e questo lo chiameremo equinozio. Ci sono due equinozi, uno di primavera e uno d’autunno: se noi vediamo il percorso apparente del sole con un cerchio, in estate gran parte di questo cerchio sarà sopra l’orizzonte, per cui il giorno durerà di più della notte. In inverno gran parte del cerchio sarà sotto l’orizzonte, per cui la notte e durerà più del giorno. Quindi il giorno del solstizio d’estate corrisponde alla massima durata del giorno e la minima durata della notte. Viceversa il giorno del solstizio d’inverno corrisponderà alla minima durata del giorno e alla massima durata della notte. Gli equinozi corrispondono a pari durata di giorno e di notte, perché il cerchio del moto apparente del sole è centrato sull’orizzonte.
Questo bizzarro comportamento è dovuto al fatto che l’asse di rotazione della Terra non è perpendicolare all’orbita. Nnotate che durante il moto di rivoluzione attorno al Sole, l’asse di rotazione viene traslato parallelamente a se stesso, o in altre parole ha sempre la stessa direzione rispetto alle stelle fisse. In questo momento dell’orbita, per il nostro emisfero, il Sole apparirà molto alto sull’orizzonte: questo perché l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre ci inclina di più verso i raggi del Sole, mentre nella fase dell’orbita esattamente opposta la stessa inclinazione dell’asse terrestre ci inclina dalla parte opposta rispetto al Sole.
L’inclinazione dell’asse terrestre spiega anche perché d’estate fa caldo e d’inverno fa freddo: quando i raggi del Sole cadono sulla Terra con poca inclinazione, addirittura perpendicolari, l’energia verrà distribuita su un area piccola, mentre se i raggi cadono con una certa inclinazione la stessa energia verrà distribuita su un area maggiore, per cui ogni punto della Terra riceverà meno energia.
La data del solstizio d’estate a volte cade il 20 e a volte il 21 giugno. Ciò è dovuto al fatto che contiamo l’anno come 365 giorni, ma in realtà una rotazione completa della Terra attorno al Sole avviene in 365 giorni e circa sei ore. Per cui sembra che il solstizio ritardi ogni anno di circa 6 ore spostandosi dal 20 verso il 21 giugno. Tutto viene, però, riallineato quando abbiamo un anno bisestile.

Scritto da

Sandro Bardelli Sandro Bardelli

Ricercatore astronomo presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica-Osservatorio Astronomico di Bologna. Il suo ambito di ricerca è la cosmologa osservativa, la struttura su grande scale dell’Universo e l’evoluzione delle galassie, tramite grandi survey spettroscopiche e immagini da satellite. Ha usato i maggiori telescopi ottici, radio e nella banda X e ha lavorato all’Osservatorio di Meudon/Paris, all’Osservatorio di Trieste eall’ESO (Germania). È autore di più di 200 pubblicazioni scientifiche. Inoltre è il responsabile per la didattica e la divulgazione presso l’Osservatorio Astronomico di Bologna e cura eventi, lezioni e corsi di aggiornamento per insegnanti.

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