Scoperte Donne e scienza

10 anni di donne e ragazze nella scienza

Si è da poco concluso il decennale dell’istituzione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. Si tratta di un compleanno che porta con sé celebrazioni, considerazioni e un primo bilancio di ciò che è stato fatto e di quanto ancora rimane da fare.

10 febbraio 2015. Quartier generale delle Nazioni Unite, New York. Quando le partecipanti del primo Forum Mondiale sulla Salute e lo Sviluppo delle Donne si guardano attorno, registrano immediatamente un dato interessante: la maggior parte delle partecipanti arrivate da tutto il mondo per quelle due giornate di discussione sono scienziate.
L’obiettivo del forum, organizzato dalla Royal Academy of Science International Trust in collaborazione con il Dipartimento per l’Economia e gli Affari Sociali delle Nazioni Unite, è promuovere la salute, la ricchezza e l’emancipazione delle donne in tutte le loro diverse comunità. Non c’è un focus specifico sulla scienza, eppure la presenza di donne con professioni scientifiche è così schiacciante da indurre la principessa e biomedica irachena Nisreen El-Hashemite, presidente della Royal Academy of Science International Trust, a farne l’oggetto del suo intervento.

Nisreen El-Hashemite
Nisreen El-Hashemite

È evidente, dice El-Hashemite, che le donne scienziate rivestano un’importanza fondamentale non solo come specialiste nei loro rispettivi campi, ma come vere e proprie pioniere intente a plasmare il futuro di tutte le professioni. Accendere i riflettori e riconoscere il loro contributo, continua, sarà trasformativo, darà nuova linfa e incoraggerà le controparti maschili a valorizzare l’apporto delle donne nella scienza, spingerà i governi e le istituzioni a promuovere leadership femminili, ma soprattutto ispirerà ragazze e giovani donne a seguire il cammino della scienza, favorendo un ambiente in cui trovare modelli di riferimento.
È con queste speranze e questi obiettivi che, nella dichiarazione finale di quelle due giornate di forum a New York, viene inserita la proposta di istituire l’International Day for Women in Science per riconoscere i traguardi raggiunti dalle donne nella scienza. La data proposta per i festeggiamenti è l’11 febbraio, giorno in cui la dichiarazione finale del forum viene adottata per acclamazione.

Parità nella scienza

Poiché le organizzazioni non governative non possono proporre risoluzioni, una volta tornata a casa El-Hashemite collabora con Helena Dalli, all’epoca ministra per il dialogo sociale, i consumatori e le libertà civili del governo maltese, che garantisce l’appoggio di Malta nel presentare formalmente la proposta alle Nazioni Unite. Durante le consultazioni informali tra gli stati membri, l’idea iniziale di una giornata internazionale per le donne nella scienza viene ampliata per includere esplicitamente anche le ragazze, sottolineando l’importanza di ispirare le future generazioni e di agire su un piano educativo capace di generare cambiamenti culturali profondi, influenzando l’accesso alle carriere STEM.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adotta ufficialmente la risoluzione per l’istituzione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza il 22 dicembre 2015. La prima celebrazione ufficiale si tiene l’11 febbraio del 2016, con il tema Trasformare il mondo: Parità nella Scienza.

Una trasformazione in corso?

10 years idwgis report coverOggi sul sito delle Nazioni Unite si legge che lo scopo della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza è garantire alle donne e alle ragazze pieno accesso ed equa partecipazione alla scienza. Le attività spiegate in questi dieci anni per perseguire un obiettivo così ambizioso sono molteplici e si articolano su livelli molto diversi tra loro. Si va dal mentoring  alla distribuzione di materiale scolastico – tramite per esempio le iniziative dell’El-Sharifa Fatima Global Fund che oggi ha raggiunto più di 15.000 ragazze in condizioni di difficoltà –, passando per percorsi di formazione dei docenti, costruzione di infrastrutture educative, convegni, realizzazione di seminari, training, e altri innumerevoli progetti su scala locale e globale.
Da quel Trasformare il mondo, negli anni i temi si sono succeduti con effetti profondi e diversificati a seconda delle aree di intervento. La settima edizione, per esempio, lanciata nel 2022 con il titolo Equity, Diversity, and Inclusion: Water Unites Us, si è concentrata sul sesto obiettivo dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, integrando le donne scienziate nei processi decisionali legati alla cosiddetta diplomazia dell’acqua e ottimizzando la gestione tecnico-scientifica delle risorse idriche. Oltre a lanciare il Cansu Global, un programma mondiale volto a trovare soluzioni scientifiche e tecnologicamente avanzate per le sfide idriche complesse, all’interno delle azioni previste sono stati installati oltre 2500 generatori d’acqua atmosferica in India e cinquantatré stati membri dell’ONU, l’Unione Africana e l’Unione Europea si sono impegnati a investire in soluzioni idriche basate sulla scienza con una prospettiva di genere.
Leggendo i numeri del report, che tira le somme di questi primi dieci anni di attività, è evidente che l’istituzione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza abbia contribuito in maniera più o meno permanente, a livello pratico e individuale, a cambiare la vita di migliaia di persone.
Quello che non risulta altrettanto chiaro, è quale sia l’impatto a livello globale nei trend di ingresso a percorsi di studi e carriere scientifiche, e se esista un esito positivo nel contrastare fenomeni come la perdita dei talenti e la drastica diminuzione della presenza femminile nei ruoli di responsabilità e dirigenziali in ambito accademico.
Nel report si legge che, a cinque anni dall’istituzione delle celebrazioni, la percentuale globale di donne nella scienza è salita dal 28% al 30%. Difficile, tuttavia, ascrivere in maniera univoca questo incremento alle iniziative promosse dalle Nazioni Unite e dalla Royal Academy of Science International Trust. Anche se così fosse, è lo stesso report a evidenziare la necessità di accelerare il processo.

La presenza delle donne nel mondo della scienza

Nonostante tutti gli sforzi compiuti, infatti, oggi meno del 30% dei ruoli scientifici della comunità internazionale risulta ricoperto da donne, e documenti europei, come She Figures (2024), e mondiali, come il Gender Report di Elsevier (2017), continuano a registrare dati poco incoraggianti. Da una parte, un’assenza generalizzata di donne nei ruoli senior della ricerca e dell’accademia, anche in quelle carriere in cui all’università il bilanciamento di genere è addirittura sfavorevole agli uomini; dall’altra una difficoltà specifica a intraprendere studi in fisica, ingegneria, informatica e matematica, dove le ricercatrici risultano meno del 25% in quasi tutti i paesi analizzati. Le dinamiche che sottendono questi dati sono molteplici, agiscono su numerosi livelli e in tutte le fasi della vita.
Uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Child Psychology (Master et al., 2017) ha dimostrato che già a 6 anni le bambine mostrano meno interesse verso attività etichettate come “per programmatori” o “per scienziati spaziali”, perché non sentono una congruenza sociale rispetto a quei ruoli. Altri studi evidenziano come il senso di appartenenza continui a rappresentare uno dei motivi principali di abbandono delle carriere STEM, anche una volta intraprese, in età adulta (Cheryan et al., 2015).
Questo significa che gli stessi ambienti accademici falliscono nel far sentire le persone che si identificano come donne parte dei loro luoghi e delle loro dinamiche. A questo contribuiscono sicuramente la penalizzazione della maternità (Cech et al., 2019), la disparità dei carichi di lavoro nell’ambito accademico (Guarino et al., 2017), le molestie sessuali e le microaggressioni (National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine, 2018).

Donne scienza lavori

Nel tentativo di spingere l’acceleratore, nel 2020 la Royal Academy of Science International Trust ha lanciato una nuova iniziativa: la Capitale Mondiale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, che prevede che per un intero un anno una città o un territorio siano al centro di un’intensa programmazione culturale e strutturale per realizzare gli obiettivi di equità promossi ogni 11 febbraio. La prima città designata è stata Malta (2023-2024), mentre si è da poco conclusa l’esperienza dell’Azerbaigian (2024-2025), che aveva presentato un’agenda statale incentrata sul tutoraggio per le ragazze nelle aree rurali e sullo sviluppo di centri STEM all’avanguardia. La prossima città invece non è ancora stata annunciata. Si tratta di azioni che cercano di agire in profondità sulla pluralità di livelli che concorre ad allontanare le donne dalle carriere tecnico-scientifiche, ma di cui, per motivi di tempo, ancora non sono state analizzate le ricadute.

Non solo celebrare

Negli anni, l’11 febbraio si è globalmente trasformato da celebrazione dei traguardi raggiunti dalle donne scienziate, a volano per la realizzazione di attività molto diversificate tra loro, con effetti locali e globali quanto più trasformativi possibile.
Se c’è un impatto che possiamo riconoscere alla Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza è dunque quello di aver evidenziato quanto complesso e stratificato sia l’insieme di azioni necessarie per produrre una trasformazione sistemica dei bilanciamenti di genere nelle carriere scientifiche.
Seppur fondamentale, la sola celebrazione, sguarnita di serie intenzioni politiche e culturali, si è rivelata carente nel produrre il cambiamento invocato da Nisreen El-Hashemite nel quartier generale delle Nazioni Unite nel febbraio del 2015. Non basta far pensare a una ragazza che può fare la scienziata se poi le strutture universitarie e di ricerca non faranno sentire accolta la donna che diventerà. A volte, poi, quella ragazza avrebbe avuto bisogno di sapere che poteva fare la scienziata a cinque anni, perché poi è diventato troppo tardi. E così via.
La pluralità di azioni portate avanti in questo decennale di celebrazioni rappresenta un importante patrimonio all’interno del quale ogni individuo, istituzione o territorio può scegliere le pratiche più adeguate per garantire alle donne e alle ragazze, dentro e fuori i luoghi della ricerca, accesso ed equa partecipazione alla scienza. Si tratta di obiettivi trasformativi da celebrare ogni 11 febbraio, ma da monitorare e perseguire per i restanti 364 giorni dell’anno.

Bibliografia

  • Allison Master, Sapna Cheryan, Adriana Moscatelli, Andrew N. Meltzoff, Programming experience promotes higher STEM motivation among first-grade girls, Journal of Experimental Child Psychology, Volume 160, 2017, Pages 92-106, ISSN 0022-0965, doi:10.1016/j.jecp.2017.03.013.
  • Cech, Erin A., & Blair-Loy, Mary. (2019). The changing career trajectories of new parents in STEM. Proceedings of the National Academy of Sciences, 116 (10), 4182–4187. doi:10.1073/pnas.1810862116
  • Cheryan, Sapna, Master, Allison, & Meltzoff, Andrew N.. (2015). Cultural stereotypes as gatekeepers: Increasing girls’ interest in computer science and engineering by diversifying stereotypes. Frontiers in Psychology, 6, 49. doi:fpsyg.2015.00049
  • Guarino, Cassandra M., & Borden, Victor M. H.. (2017). Faculty service loads and gender: Are women taking care of the academic family? Research in Higher Education, 58 (6), 672–694. doi:10.1007/s11162-017-9454-2
  • Elsevier. (2017). Gender in the global research landscape [Report].
  • European Commission, Directorate-General for Research and Innovation. (2025). She Figures 2024: Gender in research and innovation — Statistics and indicators (Publications Office of the European Union, ISBN 978-92-68-18633-6, doi:10.2777/592260)
  • Huang, Jingsong, Gates, Alexander J., Sinatra, Roberta, & Barabási, Albert-László. (2020). Historical comparison of gender inequality in scientific careers across countries and disciplines. Proceedings of the National Academy of Sciences, 117 (9), 4609–4616. doi:10.1073/pnas.1914221117
  • National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine. (2018). Sexual harassment of women: Climate, culture, and consequences in academic sciences, engineering, and medicine. The National Academies Press. doi:10.17226/24994
  • Royal Academy of Science International Trust (RASIT). (2025). Ten years of delivery, building up, and leading forward: 10 years of the International Day of Women and Girls in Science [Progress report]. United Nations. (pdf)

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Scritto da

Eduinaf avatar autori Martina Merletti

Tirocinante del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste, laureata in Scienze dei Sistemi Naturali. Sta svolgendo il tirocinio presso INAF-IRA seguendo in particolare le attività del gruppo Univers@ll su equità, diversità e inclusione.

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