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Uhura – un futuro possibile

Per lo Star Trek Day 2022, celebriamo la figura di Nichelle Nichols, Uhura nella serie classica di Star Trek
Mi dispiace informarvi che una grande stella del firmamento non brilla più per noi. Ieri notte, mia madre, Nichelle Nichols, è morta per cause naturali. La sua luce, tuttavia, come le antiche galassie, rimarrà per noi e per le generazioni futureKyle Johnson
Uhura - Nichelle Nichols
Uhura

Se n’è andata una donna simbolo, che molti forse non riconosceranno dal nome, ma solo dal personaggio da lei interpretato per molti anni nella serie Star Trek: Uhura.
È passato solo un anno da quando su queste pagine di Destinazione Futuro ci interrogavamo con il vostro aiuto su quale futuro è possibile o auspicabile, e naturalmente l’avevamo citata: l’esperta di comunicazione Uhura era il paradigma del futuro in una delle prime serie cult degli anni ’60. Quando nella realtà si preparava la corsa alla Luna, gli intrepidi esploratori dell’Enterprise volavano già in tutti i quadranti dello spazio. La Nichols, prima donna di colore ad avere un ruolo di comando in un serial TV, protagonista di quello che viene accreditato come il primo bacio interrazziale sugli schermi(1)In effetti è stato anticipato da altri baci interrazziali già in altre serie televisive statunitensi, fu fortemente sostenuta nientemeno da Martin Luther King a mantenere il ruolo per il suo valore rappresentativo: se te ne vai, questa porta si chiuderà perché il tuo ruolo non è un ruolo “da neri” e non è nemmeno un ruolo “da donna“: il regista potrà rimpiazzarti con chiunque, anche con un alieno!.
Tante “prime”, indubbiamente: ma chissà come ha vissuto la propria vita questa ragazza di una tranquilla famiglia dell’Illinois che avrebbe voluto fare la ballerina e la cantante?

Dalla danza all’Enterprise

Nata il 28 dicembre 1932 nei sobborghi di Chicago, terza di sei fratelli, il padre operaio viene anche eletto sindaco del paese, la madre è casalinga. Nichelle (il vero nome è Grace Dell, ma non le piace) studia danza all’accademia di Chicago fin dai 12 anni, accompagna le apparizioni di cantanti famosi come Duke Ellington e Lionel Hampton, compare in alcuni musical. Il suo tentativo di lasciare la serie Star Trek viene proprio dal voler accettare un ruolo a Broadway, che lei preferisce rispetto agli studi televisivi. Proprio l’intervento di M.L. King, che per l’occasione si dichiara il suo più grande fan, le fa capire quanto simbolico sia il ruolo per lei voluto dall’ideatore di Star Trek, Gene Roddenberry, e non di semplice “telefonista”, per quanto di tipo un po’ particolare: rimane dunque nella serie, partecipa ad alcuni dei film negli anni successivi, presta la sua voce per il doppiaggio della serie animata… Nel 1975, fonda Women in Motion, inc. per produrre materiale didattico utilizzando la musica; dopo aver vinto un finanziamento della NASA, la compagnia si occupa di reclutamento di astronauti, portando a stimolare donne e rappresentanti di varie minoranze, da Sally Ride a Mae C. Jemison, da Guion Bluford a Ellison Onizuka.
Non solo negli USA, non solo per gli astronauti, Uhura ha rappresentato un futuro possibile: nelle risposte alla nostra indagine su come immaginate il futuro, tra scienza e fantascienza, qualcuno di voi (dabogirl) ha scritto:

Mi colpì anche un’inedita rappresentazione della donna: Uhura era  bella, femminile, sapeva cantare, suonare, aveva begli abiti, ma se c’era da picchiare qualcuno o sparare lo faceva, se c’era da ripararsi la consolle lo faceva… non era una “femmina soprammobile”. Questo mi ha davvero impressionato. Un altro modello di donna era possibile.

Ce lo conferma il collega Sandro Bardelli che ha avuto il piacere e la fortuna di incontrare la Nichols al volgere del secolo, durante un suo viaggio in Italia in cui partecipa anche alla Convention dello Star Trek Italian Club. Con le parole di Sandro: Le abbiamo proposto di visitare la Specola di Bologna e ha accettato con entusiasmo. Abbiamo trascorso insieme un pomeriggio molto piacevole chiacchierando di storia, astronautica, astronomia e… della famosa storia con Martin Luther King. Era una persona alla mano, dolcissima, colta e molto simpatica.

Foto di Gruppo Specola Bologna 2003
In figura: la visita di Nichelle Nichols alla Specola di Bologna nel 2003.
Da sinistra in alto: Sandro Bardelli, non identificato, Nichelle Nichols (Uhura), Marco Orlandi, Giovanna Stirpe.
Sotto: Alberto Cappi, Elena Zucca, Francesco Ferraro (UniBo), Francesco Poppi.

Un ultimo commento sul nome del personaggio, che si rifà alla parola swahili uhuru, che significa libertà (l’indipendenza del Kenya è del 12 dicembre 1963). Lo swahili è una delle lingue più parlate in Africa, tra le 30 lingue più parlate al mondo e perciò molto riconoscibile. Ma Roddenberry trova la parola troppo dura per il nome del personaggio: è Nichelle stessa che, atteggiandomi a donna sofisticata suggerisce di addolcirlo con un’allitterazione finale in “a”. Nasce così Uhura.
Il nome Uhuru, per noi astronomi (soprattutto delle alte energie), rimane invece indissolubilmente legato a una delle imprese italiane di grande successo: il primo satellite per Astronomia X che compie una ricognizione completa del cielo, lanciato nel 1970, proprio il 12 dicembre, dalla base italiana San Marco in Kenya. Forse dietro alla scelta del nome c’è un’altra presenza femminile, Marjorie Townsend, prima donna responsabile della gestione di un satellite. Ma questa è un’altra storia.

Live Long And Prosper, Nichelle, che ci hai raccontato il futuro di un universo di pace e scoperta!

Note

Note
1 In effetti è stato anticipato da altri baci interrazziali già in altre serie televisive statunitensi

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Scritto da

Anna Wolter Anna Wolter

Si laurea all’Università degli Studi di Milano. Lavora quindi presso l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, Cambdrige, MA (USA). Ora è Prima Ricercatrice all’INAF-Osservatorio Astronomico di Brera ove si occupa di astronomia extragalattica multibanda, utilizzando di preferenza dati di alta energia. Studia in particolare nuclei attivi di galassie e sorgenti ultraluminose nella banda X in galassie esterne. Ha fatto parte del Comitato Direttivo della Divisione D (Alte Energie) dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU). Dall’inizio di questo secolo dedica una frazione importante del suo tempo all’insegnamento e alle attività divulgative per vari tipi di pubblico. È correlatrice di varie tesi di Laurea presso le Università degli Studi di Milano. Ha tenuto più di 100 conferenze per il pubblico generico e altrettante per le scuole. Responsabile per la Lombardia delle Olimpiadi Italiane di Astronomia. Dal 2010 rappresenta l’Italia nella Rete di Divulgazione Scientifica dell’Osservatorio Europeo Australe (European Southern Observatory, ESO).

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