Mark Brake, professore di comunicazione della scienza presso l’università di Glamorgan in Galles, è un affermato divulgatore scientifico che ha all’attivo diversi saggi scientifici. In particolare dal 2016 in poi sono usciti diversi libri con tematiche pop proprio a sua firma, titoli come La scienza di Satr Wars, La scienza di Harry Potter, La scienza di Sherlock Holmes, La scienza di Mandalorian, La scienza di Star Trek, tutti questi pubblicati in Italia da Apogeo. E sempre Apogeo, all’inizio del 2025, ha portato in Italia il suo ultimo libro, La scienza delle supereroine.
Ovviamente il volume è ricco di riferimenti ad alcune delle più famose supereroine classiche, riferimenti che iniziano sin dalla copertina, elaborata da Zetalab, che cita uno dei gesti più iconici del supereroismo: Superman che si apre la camicia prima di lanciarsi in azione. Al posto di Superman, però, troviamo una supereroina bionda che ricorda Supergirl. Gli appassionati del genere più sfegatati, però, potrebbero aver pensato anche alla copertina di Gary Frank di Supergirl n.1 del 1996, scritta dal recentemente scomparso Peter David.
Brake, in effetti, non ci guida solo attraverso le supereroine classiche, comunque molto ben rappresentate da Wonder Woman, ma ci racconta anche di personaggi che non verrebbero automaticamente associati al genere, come Buffy l’ammazzavampiri o la Ellen Ripley di Alien interpretata da Sigourney Weaver.
Scrittura femminista

Su tutte svetta sicuramente la Ripley di Alien, ma anche Tempesta degli X-Men, senza dimenticare la già citata Wonder Woman. Creata dallo psicologo William Moulton Marston per i disegni di Harry George Peter, esordì su All Star-Comics n.8, datato ottobre 1941. Marston, per creare la sua mitologia di partenza, scelse le Amazzoni, rese famose dalla mitologia greca, ma come raccontato proprio da Brake basate su popolazioni realmente esistite presso le quali le donne erano guerriere al pari, se non più degli uomini.
Con la storia delle Amazzoni a fare da sfondo a Wonder Woman, Marston riuscì a proporre una supereroina forte che rompeva con il classico cliché della donzella in pericolo (già in parte rotto dalla Lois Lane delle origini), che correva in soccorso dell’uomo, in questo caso il capitano Steve Trevor, con l’assistenza di un nutrito gruppo di donne altrettanto agguerrite capitanate dalla sua amica Etta Candy.
La sessualizzazione delle supereroine

Una sessualizzazione che, seppure a fatica si sta superando all’interno del fumetto supereroistico (basti pensare che molte testate dedicate alle eroine, come Supergirl o Absolute Wonder Woman, sono scritte da donne), è invece ancora presente nel mondo del cinema, cui Brake dedica ben due capitoli.
E’ singificativo, in questo senso, l’episodio in cui due famosi attori del Marvel Cinematic Universe parlano in termini non esattamente femministi del personaggio della Vedova Nera, interpretato da Scarlett Johansson, che nel corso degli anni ha cambiato completamente la sua visione nei confronti del personaggio che interpretava, diventando esplicitamente critica rispetto a quella ipersessualizzazione.
Certo ci sono stati anche rari esempi positivi, come la Jane Foster di Thor interpretata da Natalie Portman o, ancora una volta, la Wonder Woman di Patty Jenkins interpretata da Gal Gadot, ma la vera speranza per il genere femminile è riposta nella Barbie di Greta Gerwing, raccontata in un capitolo che è indicativo di tutta la filosofia del libro: la scienza viene, infatti, utilizzata come gancio per tenere il lettore desto e pronto a cogliere le critiche e le osservazioni sulla visione dei personaggi femminili nel mondo del fumetto e del cinema di genere supereroistico.
Una lettura preziosa, ricca di spunti, che va ben oltre la semplice divulgazione.
Abbiamo parlato di:
La scienza delle supereroine
Mark Brake
Apogeo, febbraio 2025
192 pagine, brossurato – € 19
ISBN: 9788850337682



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