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Il segreto di Babbage: steampunk tra informatica e astronomia

Matematico, filosofo, inventore, ingegnere meccanico, Charles Babbage ha avuto nella sua vita una gran varietà di interessi. Considerato da molti uno dei padri del computer, è l’inventore del primo calcolatore meccanico, ovvero costruito con leve e rotelle. Famosa la sua collaborazione con Augusta Ada King-Noel, contessa di Lovelace, meglio nota come Ada Lovelace, pioniera della programmazione: ha infatti ideato il primo algoritmo della storia in grado di calcolare una sequenza di numeri di Bernoulli. Considerata per questo la prima programmatrice della storia, nonostante non esistesse ancora alcun linguaggio di programmazione.
La Lovelace collaborò anche all’ambizioso progetto della macchina analitica di Babbage, che nelle intenzioni dell’inventore britannico avrebbe dovuto compiere operazioni più complesse dei semplici calcoli matematici. La macchina non venne mai realizzata, ma alcune delle idee di Babbage vennero introdotte nella versione inglese di un articolo di Luigi Menabrea che riprendeva una serie di conferenze che Babbage stesso tenne a Torino nel 1840. La traduzione, curata proprio dalla Lovelace, su suggerimento di Babbage, era completata da note originali, che in qualche modo ponevano le basi per la costruzione dei calcolatori così come li intendiamo oggi.
Cosa c’entra, però, tutto questo con l’astronomia? Tutto inizia tra il 1961 e il 1965 quando l’astronomo Gerald Hawkins, utilizzando uno dei primi computer dell’epoca, confrontò la struttura delle pietre preistoriche che costituiscono il cerchio di Stonehenge con la posizione del Sole e della Luna nel corso dei secoli, giungendo alla conclusione che il sito era stato costruito per essere una sorta di osservatorio astronomico(1)Vedi ad esempio il libro di Hawkins, Stonehenge decoded del 1965. L’idea, che era stata più volte avversata anche per via dell’altro paragone proposto da Hawkins, che definì il sito un paleocomputer(2)Hawkins, G. S. (1964). Stonehenge: a Neolithic computer. Nature, 202(4939), 1258. doi:10.1038/2021258a0, è stata in un certo senso confermata nel 2016 da Gail Higginbottom e Roger Clay che utilizzando la moderna potenza di calcolo sono giunti a una conclusione non dissimile(3)Higginbottom, G., & Clay, R. (2016). Origins of Standing Stone Astronomy in Britain: New quantitative techniques for the study of archaeoastronomy. Journal of Archaeological Science: Reports, 9, 249-258. doi:10.1016/j.jasrep.2016.05.025.

In effetti Stephen Hawking, cosmologo, non ha mai affermato nulla di quanto affermato nella didascalia

Ed è proprio da questo spunto astronomico che inizia Il segreto di Babbage, uscito in occasione del Salone del libro di Torino del 2017 sulle pagine di Comics&Science, albo a fumetti di divulgazione scientifica edito dal CNR e supervisionato da Roberto Natalini e Andrea Plazzi. Per l’occasione, la celebrazione della figura di Babbage, la storia era stata affidata ad Alfredo Castelli, che è riuscito a costruire, come spesso fa sulle pagine di Martin Mystère, una trama in grado di mescolare in maniera narrativamente perfetta le ipotesi fantastiche con le informazioni scientifiche. I due aspetti, infatti, risultano al tempo stesso ben distinti ma altrettanto ben integrati uno con l’altro, ottenendo alla fine una storia di gusto steampunk.
Ad affiancare Castelli troviamo ai disegni Gabriele Peddes, che propone al lettore una costruzione della pagina dinamica, ora con una griglia classica ben ordinata, ora con una griglia più strutturata e adattata alle esigenze narrative. Stilisticamente il tratto si rifà alla linea chiara francese, con un tocco di realismo in più, in particolare nella rappresentazione di progetti e macchine calcolatrici o in occasione dei primi piani dei personaggi. Nel complesso lo stile chiaro e gradevole accompagna il testo di Castelli rendendo Il segreto di Babbage una storia efficace sia scientificamente sia narrativamente parlando. Inoltre l’ampio apparato redazionale di approfondimento permette al lettore di apprezzare ancora meglio lo sforzo di sintesi compiuto dagli autori del fumetto e di approfondire la storia dello sviluppo del computer nei secoli.
L’albo è disponibile o in fumetteria o per l’acquisto on-line: maggiori informazioni sul sito del CNR.

Abbiamo parlato di:
Il segreto di Babbage
Alfredo Castelli, Gabriele Peddes
Edizioni CNR, maggio 2017
48 pagine, brossurato – 7,00 €

Note   [ + ]

1. Vedi ad esempio il libro di Hawkins, Stonehenge decoded del 1965
2. Hawkins, G. S. (1964). Stonehenge: a Neolithic computer. Nature, 202(4939), 1258. doi:10.1038/2021258a0
3. Higginbottom, G., & Clay, R. (2016). Origins of Standing Stone Astronomy in Britain: New quantitative techniques for the study of archaeoastronomy. Journal of Archaeological Science: Reports, 9, 249-258. doi:10.1016/j.jasrep.2016.05.025

Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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