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Il futuro fantastico di Elon Musk

L’eccezionalità della visione di Elon Musk sta non solo nella ricerca del proprio personale profitto, che trattandosi di un imprenditore evidentemente non può, e non deve, mancare, ma anche e soprattutto nella volontà di guidare la specie umana verso un futuro positivo e pieno di prospettive entusiasmanti.

Devo ammettere che, quando mi è stato proposto di recensire questo volume, la cosa non mi ha entusiasmato: temevo infatti che, trattando della vita e delle opere di un rampante imprenditore della Silicon Valley, fosse incentrato soprattutto sul business e l’alta finanza, argomenti che onestamente non mi appassionano troppo. E non serviva a diminuire il mio disagio nell’affrontare quest’opera la considerazione che tra le sue molte attività imprenditoriali Elon Musk possa annoverare un fiore all’occhiello come SpaceX, una delle private ventures oggi più interessanti e intraprendenti nella nuova corsa allo spazio.
Poi ho cominciato a leggere il libro e mi sono subito accorto di quanto mi sbagliassi. Chi infatti si avvicinasse a questo libro con preconcetti simili ai miei si rassicuri e lo legga senza timori, preparandosi a molte piacevoli sorprese: è infatti una gran bella biografia relativa ai primi quarantacinque anni di vita e attività di un uomo davvero eccezionale. E forse definirlo eccezionale è perfino riduttivo, perché Elon Musk è prima di tutto un incrollabile visionario, con tutto l’ottimismo e le positive aspettative per il futuro che caratterizzano le persone come lui. Musk viene immancabilmente paragonato a Thomas Edison, a Steve Jobs e a diversi altri famosi inventori e innovatori, ma anche abili imprenditori, per rimarcare lo stretto legame esistente tra il progresso tecnico e la capacità di utilizzarlo per farne una macchina da soldi.
Uso senza problemi una frase fatta per dire che si tratta di un saggio appassionante che si legge d’un fiato, come un romanzo. E questo per indubbio merito dell’autore, il giornalista americano specializzato in tecnologia Ashlee Vance (1)Ashlee Vance ha lavorato per il sito web The Register, dedicato all’informazione tecnologica, e per il New York Times; attualmente scrive per la rivista Bloomberg Businessweek. Nel 2007 ha pubblicato una storia della Silicon Valley (Geek Silicon Valley)., che si è documentato in profondità intervistando tutti i principali personaggi che hanno avuto una parte nella vita – privata ma soprattutto imprenditoriale – di questo straordinario personaggio, oltre a incontrare e intervistare più volte lo stesso Musk, all’inizio recalcitrante ma poi pienamente coinvolto nell’operazione.
Dato il dovuto merito a Vance, va detto che l’altro pilastro su cui questo bel libro si regge e si fa apprezzare è la straordinarietà della vicenda umana e professionale di Elon Musk.

La tecnologia per l’ecologia

Il racconto della storia di quest’uomo così fuori dal comune prende le mosse dall’infanzia sudafricana (anni avventurosi e spesso travagliati), per procedere poi attraverso i trasferimenti in Canada e, infine e definitivamente, negli Stati Uniti, con gli studi e le specializzazioni universitarie, la Silicon Valley con le prime idee creative e innovative (startup come Zip2, X.com e soprattutto PayPal), con l’accumulo in pochi e intensi anni di un consistente patrimonio e la presa di coscienza di poter influire sul futuro dell’umanità con la creazione delle sue aziende più importanti: Space Exploration Technologies (meglio e più comunemente conosciuta come SpaceX), Tesla Motors e SolarCity.
Perché ‒ e questo è il nocciolo del libro e del discorso che sto cercando di sintetizzare ‒ l’eccezionalità della visione di Elon Musk sta non solo nella ricerca del proprio personale profitto, che trattandosi di un imprenditore evidentemente non può, e non deve, mancare, ma anche e soprattutto nella volontà di guidare la specie umana verso un futuro positivo e pieno di prospettive entusiasmanti. E non è un caso, a questo proposito, che un altro paragone spesso utilizzato per lui ‒ tra il serio e il faceto ‒ sia quello con l’eroe dei fumetti Marvel, Tony Stark/Iron Man.
Musk ha dato un fondamentale impulso all’utilizzo massiccio delle energie pulite, sviluppando praticamente dal nulla un’azienda come Tesla Motors, che promette nei prossimi anni di rivoluzionare il mercato automobilistico mondiale, avendo peraltro già iniziato a farlo attraverso la produzione di auto elettriche dalle caratteristiche assolutamente rivoluzionarie. Con SolarCity, inoltre, Musk sta parallelamente portando avanti un’innovativa (non potrebbe essere altrimenti!) idea di produzione e commercializzazione tutto compreso, e a basso costo, di pannelli solari per uso privato e di batterie e ausili per la ricarica delle auto prodotte da Tesla. Secondo la sua visione, tra non molto tempo le strade degli Stati Uniti prima, e del resto del mondo poi, saranno caratterizzate dalla presenza di enormi stazioni che permetteranno, in una manciata di minuti, la ricarica gratuita dei banchi di batterie montati sulle auto da lui prodotte (e si potrà anche, ancora più velocemente e con una spesa ridotta, sostituire l’intero banco), contribuendo decisamente a un radicale cambio di indirizzo nelle abitudini e nello stile di vita dell’uomo medio, a tutto vantaggio della salute globale del pianeta.

In rotta verso Marte

SpaceX Dragon C106 in volo libero – via commons

Ma mentre cerca di salvare il mondo dai pericoli dell’inquinamento e dall’uso smodato dei combustibili fossili, Musk è impegnato in un’altra impresa, se possibile ancora più estrema e immaginifica. Il Nostro è infatti convinto (ed era ora che qualcuno si rimettesse a pensarci seriamente) che il futuro dell’umanità sia nello spazio, ben oltre l’orbita terrestre. E vuole anche essere l’uomo che rivoluzionerà il nostro modo di andare nello spazio e spianerà all’umanità la strada verso il ritorno sulla Luna e la meta per lui più ambita, la colonizzazione di Marte.
In questo senso, ciò che ha fatto, sta facendo e farà con SpaceX è ancora più incredibile di quanto intrapreso con Tesla. Basti dire che SpaceX, fondata appena nel 2002, ha in fase di costruzione o di sviluppo un’intera famiglia di razzi vettori (Falcon), via via sempre più potenti, e ha già al suo attivo importanti successi commerciali (numerosi contratti per la messa in orbita di satelliti, civili e militari), ma soprattutto alcuni primati di grande rilevanza e sostanza: a semplice titolo di esempio, la capsula Dragon prodotta dall’azienda è stata, nel 2012, il primo veicolo privato ad attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale, portando un carico di rifornimenti, ed è recuperabile al rientro, rendendo possibile rispedire materiali a terra (su finanziamento governativo, è in corso di sviluppo la versione con equipaggio, che di qui a non molto contribuirà ad affrancare la NASA dalla dipendenza dalle Soyuz russe per l’invio dei propri astronauti alla ISS). Inoltre, i Falcon 9 di SpaceX sono dotati di una tecnologia che permette al loro primo stadio di rientrare a terra (addirittura su un’apposita piattaforma galleggiante) sulle proprie “zampe” e di essere quindi riutilizzato in successive missioni. Va inoltre sottolineato che SpaceX costruisce in proprio e negli Stati Uniti i suoi veicoli spaziali, a costi molto inferiori e competitivi rispetto a quelli di altre ben più blasonate aziende aerospaziali.
La storia dello sviluppo delle grandi aziende di Musk viene dettagliatamente ricostruita nel libro e una lettura affascinante che mette in luce la determinazione di quest’uomo che, per raggiungere i propri scopi, non esita ad arruolare i più competenti specialisti di ogni settore scientifico e tecnologico in cui le sue avventure imprenditoriali e la sua visione del mondo futuro lo portano ad avventurarsi, ma anche i lati meno accattivanti della sua personalità e del suo carattere non proprio e non sempre facile, che gli ha procurato più di un nemico. Soprattutto, una storia che non concede pause, perché Musk non si ferma di fronte a nulla per realizzare la propria visione e soprattutto non si ferma mai, andando spesso lui per primo a lavorare nelle sue aziende anche il sabato e la domenica e meravigliandosi quando scopre che i fornitori esterni (o i propri dipendenti, se necessario) non fanno altrettanto.
Il libro è stato originariamente edito negli USA nel 2015 e una edizione successiva riporta un epilogo aggiornato all’inizio del 2017, presente anche nella ben curata edizione italiana.

Con l’autorizzazione della direzione del Giornale di Astronomia; copyright by SAIt e Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma

Note   [ + ]

1. Ashlee Vance ha lavorato per il sito web The Register, dedicato all’informazione tecnologica, e per il New York Times; attualmente scrive per la rivista Bloomberg Businessweek. Nel 2007 ha pubblicato una storia della Silicon Valley (Geek Silicon Valley).

Scritto da

eduinaf_avatar_autori Marco Orlandi

INAF Osservatorio Astronomico di Bologna

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