Il cielo del mese

Il cielo del mese: novembre 2021, dal cielo alle grotte di Lascaux

Il ritorno all’ora solare di fine ottobre 2021 anticipa l’arrivo del buio fino al tardo pomeriggio: a inizio novembre il Sole – nella costellazione della Bilancia – sorge alle ore 06.44 e tramonta alle ore 17.05, con i crepuscoli civili (corrispondenti a un Sole posto 6° sotto l’orizzonte) fissati rispettivamente alle 06.15 e alle 17.34. A fine mese, invece, il Sole – spostatosi nella costellazione di Ofiuco – sorge alle ore 07.19 e tramonta alle ore 16:41, con crepuscoli fissati rispettivamente alle ore 06:48 e 17:12.
Tutto questo ci consente di suddividere le osservazioni in due periodi: nella prima parte – fino all’ora di cena circa – il cielo si presenta del tutto simile a quanto visto a ottobre quindi vale la pena rimandare a quanto già detto in quella sede. È tuttavia importante sottolinearlo visto che proprio questo fattore ci consente di osservare in questa fascia oraria la coppia di pianeti Saturno-Giove, sebbene piuttosto bassi sull’orizzonte alle nostre latitudini. Per i pianeti, quindi, sarà ancora il mese di Venere, molto visibile e brillantissimo dopo il tramonto, e della coppia di giganti gassosi precedentemente menzionata.
Il cielo di novembre, quello veramente di periodo e quindi relativo alle ore post-cena, vede uno scenario totalmente differente rispetto ai due mesi passati e caratterizzato da un numero molto maggiore di stelle molto luminose in arrivo dal versante Est del cielo. Ritroviamo Orione, il cacciatore, e tutto il suo seguito formato da Capella, Aldebaran, i Gemelli, Procione e Sirio mentre a Nord l’Orsa Maggiore è ancora bassa a vantaggio di Cassiopea che sfiora lo zenit.
Chi vive nell’emisfero australe può osservare al meglio le due Nubi di Magellano, con l’ulteriore possibilità di confrontare la luminosità di Sirio, a Est, con quella di Canopo, quasi allo zenit: sebbene Sirio appaia più brillante, Canopo è in realtà più potente di circa settemila volte, ma è molto più distante.

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Mappa del cielo del 15 novembre 2021, ore 23:00, realizzata con YourSky di FourmiLab

Le costellazioni serali

L’orizzonte Nord presenta al solito le costellazioni che alle nostre latitudini non tramontano mai ma che sono in giro stretto intorno alla fissa “Stella Polare”. Dopo aver toccato il punto di minima altezza sull’orizzonte, l’Orsa Maggiore inizia una risalita verso l’orizzonte di Nord-Est. Per trovarla, quindi, occorre cercare la classica forma del Grande Carro leggermente inclinata e poggiata sul “manico”, o se preferite sulla coda dell’Orsa, sempre più alta con il passare delle ore della notte. Come sempre, se l’Orsa Maggiore è così bassa vuol dire che le costellazioni diametralmente opposte rispetto alla Polare sono altissime e così, in alto nel cielo dell’orizzonte Nord, troviamo la tipica casetta del Cefeo che scende verso Nord-Ovest quasi distesa su un lato. Per trovare Alrai, che corrisponde alla punta del “tetto”, si parte dalle stelle che rappresentano il lato anteriore del Grande Carro (Merak e Dubhe) e se ne prolunga il segmento congiungente fino a trovare la Polare. Si continua ancora fino alla prima stella più brillante (non molto, ma abbastanza) che si incontra e si giunge ad Alrai. La zona più alta del cielo del Nord è occupata invece da Cassiopea, che in prima serata va a rappresentare una “M” o “doppiavvù rovesciata”.
Diamo uno sguardo più dettagliato all’Orsa Minore: esiste una coppia di stelle, oltre alla Polare, che non farete fatica a trovare. La forma dell’Orsa Minore ricorda molto quella del Grande Carro, del quale utilizziamo le stelle anteriori per puntare la Polare come spiegato poco fa. Anche per l’Orsa Minore possiamo prendere le due stelle anteriori, il cui nome è Pherkad e Kochab e che si differenziano per il colore essendo bianca la prima e rossa la seconda. Queste sono le due stelle più brillanti e vicine alla Polare e proprio per questo disegnano un cerchio molto stretto intorno al Nord, tanto da essere chiamate “guardiani della Polare”. Se seguiamo la curva di stelle che congiunge la Polare a Kochab, disegnando parte dell’Orsa Minore, e proseguiamo il segmento verso la prima stella che vediamo ci imbattiamo in Thuban del Dragone. Sebbene bassa in questo periodo, anche Thuban ha rivestito il ruolo di Stella Polare dal 3942 a.C. al 1793 a.C. (era distante appena 10’ dal Polo Nord Celeste nel 2830) e tornerà a rappresentare il riferimento celeste dal 20346 d.C.

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Orizzonte Nord, 15 novembre 2021, ore 23:00, realizzata con YourSky di FourmiLab

Sull’orizzonte Ovest, quello delle costellazioni in fase di tramonto, la prima serata ha cancellato uno spigolo del Triangolo Estivo visto che l’Aquila è già sotto l’orizzonte o quasi. Resta visibile la costellazione del Cigno, sempre più in posizione verticale a rappresentare la “Croce del Nord”, mentre la Lira è decisamente bassa e resta visibile solo per l’estrema luminosità della stella principale Vega. Prossime al tramonto sono anche tutte le costellazioni estive minori, come Delfino, Volpetta e Cavalluccio. Ovest accoglie anche, seppur ancora alto sull’orizzonte, il quadrato di Pegaso, utilizzato per la ricerca delle due galassie più visibili del cielo come M31 in Andromeda e M33 nel Triangolo, come vedremo da qui a breve. L’orizzonte accoglie, dopo il tramonto, il pianeta Venere mentre in tarda serata saranno visibili i pianeti Saturno e Giove, per i cui dettagli di visibilità si rimanda da qui a poco, quando parleremo di pianeti.

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Una ampia congiunzione Luna-Venere del 2013. Stefano Capretti (AstronomiAmo)
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Orizzonte Ovest, 15 novembre 2021, ore 23:00, realizzata con YourSky di FourmiLab.

L’orizzonte Sud in genere offre lo spettacolo migliore, con le costellazioni del periodo che culminano in altezza rendendosi più favorevolmente osservabili. In realtà ancora per questo mese si tratta di un orizzonte un po’ vuoto di particolari stelle brillanti essendo occupato – nella prima parte della notte – da Balena, Pesci e Eridano. In particolare, nella zona medio-bassa dell’orizzonte Sud potrete apprezzare una sola stella di una certa luminosità: si tratta di Diphda nella Balena. Per cercare oggetti di rilievo occorre alzare gli occhi sopra la nostra testa, dove quasi allo zenit troviamo le due galassie principali. Per farlo, partiamo dal quadrato di Pegaso che si trova più spostato verso Ovest ma il cui spigolo più orientale – dato dalla stella Sirrah appartenente ad Andromeda – ci fornisce l’input per la ricerca dei due oggetti. Partendo da Sirrah e muovendoci verso sinistra possiamo contare due stelle e fermarci su Mirach (beta And). Da Mirach possiamo spostarci ancora di due stelle (stavolta più deboli ma visibilissime a occhio nudo), stavolta verso l’alto. Appena sopra la seconda stella è posta la Galassia di Andromeda, oggetto numero 31 del Catalogo di Messier e quindi nota come M31. Se da Mirach non ci spostiamo verso l’alto ma verso il basso, per la stessa distanza percorso per trovare M31, ci imbattiamo in un’altra galassia nota come M33, o Galassia Girandola nella costellazione del Triangolo. Ne abbiamo parlato anche nel mese di ottobre, al quale si rimanda per ulteriori curiosità e dettagli.

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M31 ripresa da Valeriano Antonini (AstronomiAmo)

Poco più sotto rispetto a M3 potete incontrare una coppia di stelle abbastanza vicine: si tratta di Hamal e Sheratan e rappresentano le stelle principali della costellazione dell’Ariete. Al di sotto di queste, viaggia il pianeta Urano il quale, tuttavia, si presta soltanto all’osservazione coadiuvata da strumenti ottici.

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Orizzonte Sud il 15 novembre 2021, ore 23:00, realizzata da YourSky di FourmiLab

Arriviamo all’orizzonte Est, che mostra nella zona più alta la costellazione di Perseo del famoso Doppio Ammasso (Xi e Chi Persei, o anche NGC 884), due ammassi stellari sovrapposti che, visti da Terra anche con un semplice binocolo, rappresentano un tripudio di stelle da non perdere. Per trovarli occorre cercare nella zona tra testa di Perseo e Cassiopea, un compito semplice per chi vive sotto un cielo scuro visto che si tratta di un oggetto visibile anche ad occhio nudo, sebbene sotto forma di una flebile nuvoletta.

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Orizzonte Est del 15 novembre 2021, ore 23:00, realizzata da YourSky di FoumiLab

Oltre a Perseo, già visto nei mesi passati, il versante Est ci offre le vere perle del cielo autunnale e fa da apripista al cielo invernale. Partendo da Perseo e scendendo in altezza non sarà difficile porre l’occhio su una delle stelle più brillanti del cielo: il suo colore è simile a quello del Sole e il suo nome è Capella, nella costellazione di Auriga. Se riuscite a vederla, noterete una sorta di triangolo di stelle leggermente alla sua destra mentre se vi spostate decisamente più a destra andrete a incrociare un’altra stella molto brillante ma di colore rosso-arancione: si tratta di Aldebaran nella costellazione del Toro. Sopra Aldebaran, a metà strada tra la stella e la costellazione del Perseo, potete notare a occhio nudo un gruppetto di stelle molto simile al Grande Carro ma in formato decisamente più piccolo: queste stelle dal colore bianco-azzurro, che rappresentano l’ammasso aperto delle Pleiadi anche noto come M45, sono nate tutte dalla stessa nebulosa circa 200 milioni di anni fa ed essendo così giovani sono ancora insieme. Anche il Sole è nato in un contesto simile ma i miliardi di anni trascorsi, circa 5, hanno oramai fatto disperdere tutte le stelle sorelle. A occhio nudo, chi ha una ottima vista riesce a contare sette astri e da qui il nome di “Sette sorelle”. Curioso che l’oggetto figuri nel catalogo di Messier (da qui la “M” di M45), visto che questo catalogo nasce per elencare gli oggetti confondibili con le comete, e in questo caso l’aspetto cometario o nebulare in generale non sembra minimamente presente. Nel Toro, la stella Aldebaran rappresenta l’occhio mentre le Pleiadi sono disposte sopra la spalla. Fa veramente uno strano effetto il disegno rinvenuto nelle grotte di Lascaux, patrimonio UNESCO risalente tra il 13.000 e il 15.000 a.C., che sembra rappresentare davvero la mitologia del Toro e la disposizione degli astri appena indicati, con l’occhio a rappresentare Aldebaran, le corna a rappresentare zeta e beta Tauri e le Pleiadi indicate come sette puntini sopra la spalla.

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Il graffito nelle grotte di Lascaux dove sembra siano rappresentate le costellazioni di Orione e del Toro e poco sopra le Pleiadi

Ancora più sotto sarà sempre semplice individuare tre stelle ravvicinate e perfettamente allineate, ciò che viene chiamato “Cintura di Orione” e che consente di riconoscere non solo la costellazione del cacciatore Orione ma anche tante altre costellazioni del suo seguito. In prima serata la costellazione è visibile ma ancora bassa, ma vedremo con l’andare dei mesi come proprio dalla cintura di Orione sia possibile individuare tantissimi altri corpi celesti. Tanto per fare un esempio, possiamo utilizzare la Cintura per proseguirne il segmento verso la parte più alta del cielo, giungendo proprio ad Aldebaran e alle Pleiadi.
Le tre stelle che compongono la cintura sono azzurre, molto brillanti e molto calde, e i nomi dei singoli astri sono, dal basso verso l’alto, Alnitak, Alnilam e Mintaka. La stella arancione, molto brillante, sulla sinistra della cintura è la famosa Betelgeuse, che sembra sempre sul punto di esplodere come supernova ma che gli ultimi studi danno ancora in vita per almeno centomila anni (ma si tratta sempre di stime), mentre sulla destra la brillante stella azzurra è Rigel. Tra la Cintura e Rigel è possibile scorgere altre tre stelline allineate in orizzontale, molto più deboli rispetto a quelle della Cintura. La loro posizione spiega il nome di “Spada di Orione”. Se i vostri occhi non vi ingannano, potrete verificare anche senza strumenti come la seconda di queste stelline appaia un po’ sfocata. Se questo vi risulta, avete appena visto a occhio nudo la Grande Nebulosa di Orione, anche come M42.

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M42, la Grande Nebulosa di Orione. Crediti Valeriano Antonini (AstronomiAmo)

Sciami meteorici

Anche a Novembre la Terra attraversa diverse nubi di detriti lasciate da comete o da asteroidi in disgregazione:

  • Tauridi Sud attive dal 1/11 al 25/11 con picco il 5/11 e ZHR 5
  • Delta Eridanidi attive dal 6/11 al 29/11 con picco il 10/11 e ZHR 2
  • Tauridi Nord attive dal 1/11 al 25/11 con picco il 12/11 e ZHR 5
  • Zeta Puppidi attive dal 2/11 al 20/12 con picco il 13/11 e ZHR 3
  • Leonidi attive dal 14/11 al 21/11 con picco il 13/11 e ZHR variabile
  • Alpha Monocerontidi attive dal 15/11 al 21/11 con picco il 21/11 e ZHR variabile

In particolare, le Leonidi sono tra gli sciami più interessanti dell’anno e sono originate dai resti della cometa Tempel-Tuttle. Sembrano presentare un ciclo di attività di 33 anni, pari al periodo orbitale della cometa, con piogge molto intense verificatesi nel 1698, nel 1799, nel 1866, nel 1966 e nel 2001. Sugli sciami, la loro osservazione e la loro ripresa dedicheremo uno speciale nelle prossime uscite.

La Luna

A novembre 2021 la Luna presenta il proprio ciclo nel modo che segue:

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Fasi lunari a Novembre 2021

Non sono previste eclissi, quindi si consiglia il profondo cielo per i primi dieci giorni del mese, quando la Luna sarà prima decrescente, poi Nuova e poi presenterà una sottile falce che tramonterà in prima serata. Dal 7 al 10 novembre sarà il momento migliore per apprezzare la luce cinerea, l’effetto che grazie alla luce riflessa dalla Terra consente di apprezzare anche la parte lunare non baciata direttamente dal Sole. Plenilunio nella terza settimana del mese per poi tornare a una Luna decrescente che sorgerà a notte inoltrata lasciando il campo libero per le osservazioni deep sky a fine mese.

I pianeti

Quali pianeti saranno visibili durante il mese di Ottobre 2020?

  • Mercurio si mostra tra le luci del crepuscolo mattutino, raggiungendo una magnitudine negativa (-0.8) a fine mese quando sorge alle ore 05.17 circa. Tende a sparire con l’avanzare dei giorni.
  • Venere è visibile ancora dopo il tramonto, sebbene la finestra di osservabilità sia in riduzione. Tramonta alle 19:24 a inizio mese in Ofiuco e alle 19.26 nel Sagittario a fine mese, con un moto apparente che lo porta verso Saturno.
  • Marte non è nel periodo di osservabilità, anche se dopo la congiunzione eliaca torna ad affacciarsi debolmente nelle ore crepuscolari mattutine soprattutto a fine mese quando sorge alle ore 05:50 nella costellazione della Bilancia. A inizio mese è in congiunzione con la Luna a una distanza inferiore ai 4°.
  • Giove e Saturno sono visibili nella prima parte della serata, tramontando il primo dopo mezzanotte a inizio mese e dopo le 22 a fine mese, il secondo alle 23 a inizio mese e poco dopo le 21 a fine mese. Considerando che il Sole tramonta a metà pomeriggio, resta comunque una finestra osservativa abbastanza ampia.
  • Urano continua a mostrarsi in Ariete per tutta la notte anche a Novembre, tramontando alle 07.12 a inizio mese e alle 05.08 a fine mese andando in opposizione eliaca il 5 novembre. Per osservarlo c’è comunque bisogno di un binocolo.
  • Nettuno è visibile al telescopio nelle prime ore della notte, tramontando alle 02.43 a inizio mese e dopo mezzanotte e mezza a fine mese, sempre in Acquario.

Eventi celesti principali

Il 3 novembre congiunzione in prima serata tra Luna e Mercurio, con gli astri distanti 6° nel momento di maggior vicinanza. La migliore osservabilità si verifica prima dell’alba, intorno alle ore 06.15.

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3 novembre: Congiunzione Luna-Mercurio Software Stellarium

Il giorno 8 novembre la Luna è in congiunzione con Venere, a una distanza minima inferiore a. grado e mezzo di cielo e con la migliore dopo il tramonto, intorno alle ore 17.40 quando comunque gli astri si saranno leggermente allontanati.

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8 novembre: Congiunzione Luna-Venere Software Stellarium

Il 10 novembre in prima serata la Luna è in congiunzione con il pianeta Saturno, a una distanza inferiore ai 6 gradi di cielo.

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10 novembre: Congiunzione Luna-Saturno Software Stellarium

Il giorno 11 novembre in prima serata la Luna al Primo Quarto è in congiunzione con il pianeta Giove, a una distanza di poco superiore ai 7 gradi di cielo.

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11 novembre: Congiunzione Luna-Giove. Software Stellarium

Stazione Spaziale Internazionale (ISS)

Per il mese di novembre 2021 la Stazione Spaziale Internazionale, al netto di modifiche dell’ultima ora, effettuerà passaggi visibili mattutini fino al giorno 16 prima di tornare a orari più comodi dal giorno successivo. Di seguito riportiamo i principali passaggi per il Centro Italia, fermo restando che le altezze possono essere più o meno vantaggiose in base al luogo di osservazione. Per conoscere i passaggi per la vostra località potete fare riferimento alla pagina su AstronomiAmo: sarà sufficiente entrare per avere orari e mappe impostati correttamente.

5 novembre ore 06.19, da orizzonte NO a orizzonte SE e altezza massima di 72°

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8 novembre ore 05.36, da orizzonte ONO a orizzonte SE e altezza massima 67°

ISS-passaggio-8-novembre-2021

19 novembre ore 18.32, da orizzonte SO a orizzonte E e altezza massima 59°

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22 novembre ore 17.42, da orizzonte OSO a orizzonte NE e altezza massima 80°

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eduinaf_avatar_autori Stefano Capretti

Nato a Roma nel 1975, svolgo la mia professione di informatico con la fortuna di averla potuta applicare alla progettazione e allo sviluppo di diverse unità di volo e di Terra di satelliti e costellazioni satellitari, italiani e non, con particolare riguardo alla efficienza e sicurezza dei sistemi di telemetria e controllo. Appassionato di astronomia, preferibilmente visualista, mi occupo di divulgazione da circa dieci anni, dapprima in solitaria e attualmente come presidente dell’Associazione AstronomiAmo, per la quale curo in particolare il sito web, la libreria di calcolo di effemeridi, le relazioni con il pubblico e le dirette streaming.

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