Editoriali

La Scuola chiede realtà, la Ricerca risponde

Quasi un ragazzo su tre sente che la scuola non lo prepara al futuro: è quanto ci racconta l'ultimo Rapporto Censis. All'inizio dell'anno scolastico, scopriamo cosa può fare il mondo della ricerca (e l'INAF) per supportare la scuola in questa sfida.
Studenti studio universo
Immagine artistica creata con ChatGPT.

A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, una rilettura del 59° Rapporto Censis(1)Censis, 59° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2025, capitolo Processi formativi, dicembre 2025 suona come un appello che noi, del mondo della ricerca, possiamo e dobbiamo ascoltare. I dati parlano chiaro: il 28,3% dei ragazzi fra i 16 e i 19 anni ritiene che la scuola non li stia preparando adeguatamente a ciò che li aspetta. La quota sale al 32,7% fra i diciottenni e i diciannovenni, cioè proprio fra chi sta per uscirne.
Il dato che colpisce di più, però, è un altro: fra i ragazzi insoddisfatti, il 74,6% pensa che la vita vera sia fuori dalla scuola, e il 57,8% non crede che la scuola possa aiutarli a capire meglio il mondo. Sono numeri che devono far riflettere, ma non vanno interpretati come una bocciatura: sono una chiara e sonora richiesta di realtà.

Tre domande precise

Gli stessi ragazzi, interrogati su cosa vorrebbero, non rispondono in modo vago. Il 56,1% chiede indicazioni pratiche su come muoversi nel mondo del lavoro. Il 41,9% reclama una didattica innovativa e lezioni più dinamiche. Il 19,0% chiede strumenti per saper leggere il reale, per esempio riconoscendo le fake news e le truffe online.
Se ci pensiamo, sono esattamente le tre cose che la ricerca può fare per la scuola: il collegamento con il mondo del lavoro, l’innovazione e, infine, un metodo per sviluppare lo spirito critico necessario per interpretare la realtà. Il migliore che abbiamo, ovvero il metodo scientifico, cioè la base stessa della ricerca. Il metodo scientifico si impara soltanto praticandolo, ed è esattamente il mestiere di chi fa ricerca: lavorare su problemi aperti di cui non si conosce una soluzione, con dati reali, formulando ipotesi e infine – importantissimo – verificare, accettando anche che un risultato smentisca l’ipotesi di partenza.
Gli enti di ricerca e le università possono e devono aiutare a portare sui banchi e nelle menti dei giovani e delle giovani queste cose che la scuola da sola fatica a offrire, ma capiamoci, non è una concessione o una gentilezza. È un compito istituzionale: la terza missione è stata introdotta già dalla dalla legge 113/1991. E dal 2016 rappresenta uno degli ambiti su cui gli enti di ricerca vengono valutati sotto la dicitura di “valorizzazione delle conoscenze”. Per l’INAF, come per la maggior parte degli enti, questo compito è anche scritto a chiare lettere fin dallo Statuto.

Le proposte INAF per il 2026/2027

In quest’ottica, anche quest’anno l’INAF propone a scuole, insegnanti e studenti una serie di iniziative, raccolte e aggiornate in questa pagina ospitata sul nostro magazine.
Per chi avesse ancora negli occhi la meraviglia della recente eclissi di Sole e volesse portarla in classe, c’è un progetto dedicato: Eclipsing Borders mette a disposizione risorse didattiche liberamente accessibili, esperimenti con materiali semplici, indicazioni per osservare in sicurezza e laboratori in presenza su richiesta, utili anche per prepararsi all’eclissi del 2 agosto 2027.
Ma c’è molto altro: visite guidate e osservazioni del cielo nelle sedi di tutta Italia, la mostra immersiva Macchine del Tempo, approdata stabilmente a Matera con laboratori didattici e visite guidate, i percorsi di Formazione Scuola-Lavoro, le proposte di didattica innovativa di Play INAF e i concorsi per tutti i livelli scolastici. Per i docenti, i corsi di formazione in presenza e online, molti riconosciuti sulla piattaforma SOFIA.
E ovviamente ci troverete durante l’anno in tutte le piazze e i luoghi dove si racconta la scienza, tra Festival, Notte dei Ricercatori e tanto altro. Le attività sono moltissime e le pagine di EduINAF verranno aggiornate durante l’anno: vi invitiamo a seguirci, iscriverci alla nostra Newsletter, a sentire la sede più vicina a voi e, per qualsiasi informazione, a scriverci a

redazione [punto] edu [chiocciola] inaf.it

Un’ultima cosa: la scienza può essere un lavoro!

E per studenti e studentesse che durante l’anno, con le nostre proposte, si appassioneranno all’Universo, al Cielo e alla Scienza, sappiate che si può continuare. Perché, non solo la Scienza è passione, ma diciamolo anche a gran voce: chi sceglie un percorso di studi scientifico, il lavoro, lo trova. Anche qui i dati parlano chiaro(2)AlmaLaurea, Rapporto di Genere 2026 e Rapporto 2026 sugli Esiti occupazionali della laurea, giugno 2026: a cinque anni dal titolo i laureati STEM registrano un tasso di occupazione de 94,8% per gli uomini e del 91,1% per le donne. In entrambi i casi quasi tre punti sopra la media di tutti i laureati.
Eppure questa strada resta poco battuta, e si sta restringendo sempre più. Nell’anno accademico 2025/2026(3)MUR, Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari, dati provvisori immatricolazioni a.a. 2025/2026 (rilevazione febbraio 2026). gli immatricolati sono diminuiti del 3,3% in generale, ma fisica, matematica e chimica hanno perso addirittura circa il 18% degli iscritti. Quasi come se ci fossimo convinti che una laurea scientifica non apra le porte, quando i numeri dicono l’esatto contrario. Continua poi a essere una strada scelta soprattutto dai ragazzi: le donne si fermano al 40,5% dei laureati nelle discipline STEM, una quota rimasta immobile per dieci anni, nonostante un decennio di campagne di orientamento.
Ecco, con l’inizio del nuovo anno scolastico, rimbocchiamoci le maniche. E proviamo, insieme, con passione e coraggio, ad alzare lo sguardo verso il cielo e a cambiare questi numeri!

Note

Note
1 Censis, 59° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2025, capitolo Processi formativi, dicembre 2025
2 AlmaLaurea, Rapporto di Genere 2026 e Rapporto 2026 sugli Esiti occupazionali della laurea, giugno 2026
3 MUR, Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari, dati provvisori immatricolazioni a.a. 2025/2026 (rilevazione febbraio 2026).

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Scritto da

Livia Giacomini Livia Giacomini

Direttore di EduINAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica.

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