L'astronomo risponde Astrofili Comete

Alla ricerca di comete

Che genere di strumenti servono per osservare le comete nel cielo? L'astronomo prova a rispondere a questa interessante domanda.

Vorrei dedicarmi alla ricerca di comete nel visuale tramite un dobson da 318 mm; vorrei sapere se ho qualche chance di riuscita e in che modo e come dovrei effettuare le mie ricerche per poter un giorno riuscire a realizzare il mio più grande sogno. Vi ringrazio per l’attenzione e vi porgo i miei più cordiali saluti.

Matteo

La ricerca di comete è un’attività affascinante e in gran parte di competenza degli astrofili in quanto non richiede strumenti sofisticati.
Il requisito più importante è il cielo buio e valide mappe celesti di riferimento. La scoperta di una cometa non è tuttavia facile perché ci sono diversi gruppi di astrofili ben attrezzati che effettuano ricerche sistematiche, soprattutto in Giappone.

C/2014 Q2 Lovejoy è la quinta cometa scoperta dall’astrofilo australiano Terry Lovejoy, e la terza da lui individuata utilizzando un telescopio Schmidt-Cassegrain da 20cm a f/2,1. Fonte immagine: Telescopio Schmidt 67/92 dell’Osservatorio Astrofisico di Asiago

Di solito si usano strumenti a basso ingrandimento e largo campo visivo per poter esaminare rapidamente ampie zone di cielo. Inoltre la statistica mostra che le comete vengono scoperte soprattutto all’alba, cosa che rende il lavoro non molto comodo.

Uno strumento ideale sarebbe un binocolo di ampia apertura, montato su apposito cavalletto, oppure un astrografo per fotografia a grande campo. Il suo dobsoniano non è proprio lo strumento più adatto a causa del suo campo visivo limitato. Si possono usare oculari di basso ingrandimento, ma al di sotto 40-50 la pupilla di uscita è maggiore di quella dell’occhio e la luce raccolta va in parte persa. Con questi ingrandimenti, d’altra parte, anche usando un oculare con 50 gradi di campo apparente si raggiunge al massimo un grado di campo effettivo. Trovare un oculare di 40-45 mm di focale (presumo che il suo dobsoniano abbia circa 1800 -2000 mm di focale) con un campo apparente corretto così ampio è però difficile e piuttosto costoso.

D’altra parte il suo strumento permette di osservare oggetti molto deboli e quindi scoprire comete che altri osservatori non noterebbero. Raccomando comunque un buon atlante stellare che raggiunga almeno V=12-13 e riporti anche oggetti non stellari, spesso confondibili con deboli comete. La maggior parte degli atlanti stellari virtuali, opportunamente configurati, dovrebbero andar bene.

La maggior probabilità di scoprire comete si ha lungo l’eclittica, subito dopo il tramonto o (ancor meglio) poco prima dell’alba. Bisognerebbe quindi pianificare le osservazioni per mappare in modo sistematico striscie di cielo lungo l’eclittica, annotando tutti gli oggetti un po’ diffusi. Se si tratta di comete, le osservazioni ripetute anche dopo sole 24 ore mostreranno variazioni di posizione. Consiglierei di esercitarsi su comete già note (ce ne sono molto spesso di visibili con un telescopio come il suo) per controllare il limite di visibilità e prendere pratica con mappe e telescopio.

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Scritto da

Luca Lionetto Luca Lionetto

Laureato in Fisica con una tesi in Cosmologia,volontario di Servizio Civile nazionale presso la sede INAF di Padova, Luca Lionetto è aspirante divulgatore, avido lettore e appassionato di giochi da tavolo.

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