Aggiornato il 12 Giugno 2026

Il nome deriva dal TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope project, TRAPPIST, appunto, costituito da una coppia di telescopi robotici belgi installati a partire dal 2010 presso l’osservatorio di La Silla dell’ESO (European SOuthern Observatory). La scelta dell’acronimo per indicare il progetto è stata fatta per rendere omaggio alla famosa birra belga prodotta dai monaci trappisti.
Sistema solare tascabile
Tale strumento era stato progettato per aiutare nella scoperta di comete ed esopianeti, e infatti nel 2016 un team guidato dall’astronomo Michaël Gillon, sempre utilizzato TRAPPIST, ha scoperto un sistema planetario costituito da sette pianeti che orbitano intorno a TRAPPIST-1.
La particolarità di questo sistema, la cui scoperta ha meritato la pubblicazione su Nature, è che tutti e sette questi pianeti si trovano all’interno della “zona abitabile” della stella. Cosa che ha dell’incredibile se a questa informazione aggiungiamo un altro fatto rilevante: l’intero sistema planetario ha dimensioni inferiori rispetto all’orbita di Mercurio!

Sette pianeti a luce rossa
Nel video che segue (girato e montato da Laura Barbalini) Monica Rainer dell’INAF ci racconta cosa ci dicono questi pianeti sull’universo e sulla sua abitabilità e quali sono le differenze e, soprattutto, le similitudini con il nostro Sistema Solare.


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