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Edu INAF presenta: l’Osservatorio Astronomico di Palermo

In occasione della Settimana dell'Astronomia 2018, Edu INAF propone ai suoi lettori una serie di video realizzati per presentare le strutture dell'Istituto Nazionale di Astrofisica: iniziamo con l'Osservatorio Astronomico di Palermo

L’astronomia, o scienza dell’universo, è una disciplina affascinante per il grande pubblico, ma pochi conoscono le ricercatrici e i ricercatori che ne sono i protagonisti tutti i giorni, i luoghi dove essi operano e la storia di osservatori astronomici, istituti e laboratori di ricerca. Dove si svolge la ricerca astronomica in Italia? Chi sono gli astronomi di oggi e a cosa lavorano? Per rispondere a queste domande e scoprire alcune recenti novità, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha realizzato una serie di brevi cortometraggi dedicati alle proprie strutture, in Italia e presso le Isole Canarie, che raccontano in pochi minuti anche di alcuni personaggi passati alla storia. Questi “video INAF” verranno presentati su questo sito nei prossimi giorni, in occasione della Settimana Nazionale dell’Astronomia 2018.
Iniziamo con l’Osservatorio Astronomico di Palermo.

L’Osservatorio Astronomico di Palermo “Giuseppe S. Vaiana” (OAPa) è una delle strutture di ricerca dell’INAF più antiche in Italia. Fu fondato nel 1792 per volere del re Ferdinando I di Borbone, grazie alla spinta del Principe di Caramanico, vicerè di Sicilia, già artefice della costituzione dell’Accademia dei Regi Studi. Ancora oggi l’OAPa occupa la sede storica in cima al Palazzo dei Normanni, dove astronomi, ricercatori e tecnologi dell’INAF operano insieme a ricercatori e docenti che fanno capo al Dipartimento di Fisica e Chimica dell’Università di Palermo. Il suo patrimonio storico è conservato nel Museo della Specola e nella Biblioteca, ospitati nella stessa sede.

Da Giuseppe Piazzi ai giorni nostri

L’Osservatorio Astronomico di Palermo ebbe come primo direttore padre Giuseppe Piazzi, originario della Valtellina, e guadagnò presto notorietà internazionale grazie alla scoperta di Cerere, il primo asteroide del nostro Sistema Solare (oggi promosso al rango di “pianeta nano”). Per tale scoperta, datata 1 gennaio 1801, Piazzi si avvalse di una strumentazione che rappresentava la miglior tecnologia dell’epoca: il Cerchio di Ramsden, un telescopio per misure astrometriche di precisione, costruito in Inghilterra alla fine del 1700.
Un successivo periodo di grande successo fu quello della seconda metà del 1800, quando Pietro Tacchini, giovane Astronomo Aggiunto, iniziò a studiare il Sole osservandone facole e protuberanze tramite uno spettroscopio. Divenne così uno dei protagonisti della nuova disciplina chiamata “astronomia fisica” e più tardi “astrofisica”, che annovera tra i suoi pionieri anche Angelo Secchi, di cui si celebra quest’anno il bicentenario dalla nascita (1818).
Oggi l’OAPa si caratterizza per la sua specifica vocazione nel campo dell’astrofisica spaziale. Nel corso degli ultimi decenni si sono sviluppate varie linee di ricerca a partire dal filone originale di studi in fisica della corona solare e stellare, avviato da Giuseppe Vaiana negli anni ’80 del 1900. Queste attività costituiscono una rete che include campi di ricerca di frontiera nel panorama nazionale e internazionale, fortemente interconnesse fra loro. Alcuni esempi: lo studio delle atmosfere esterne del Sole e delle stelle di tipo solare ha portato allo sviluppo di modelli numerici ed esperienza nel calcolo numerico ad alte prestazioni, successivamente utilizzato per studi sui resti di supernova; gli studi sui pianeti extrasolari usufruiscono delle competenze acquisite nella fisica stellare; le attività del laboratorio LIFE per l’astrobiologia sperimentale si avvalgono delle ricerche sulla radiazione stellare ad alta energia e delle competenze acquisite nella realizzazione di strumentazione per astronomia nei raggi X su satelliti scientifici di nuova generazione, in corso ancora oggi nel laboratorio XACT.

Non solo ricerca

Alle attività scientifiche e tecnologiche si affiancano altri programmi, tra i quali la ricerca in Storia dell’Astronomia, la diffusione della cultura scientifica rivolta alle scuole e al pubblico, il riordino e la valorizzazione dell’archivio storico, grazie al quale si sono anche potute recuperare lunghe serie di dati meteorologici rilevati dal 1790 in poi. Infine, presso l’Osservatorio si svolgono ampie e variegate attività di alta formazione universitaria e post-universitaria.
Oggi presso OAPa operano ventisette ricercatori e/o docenti universitari associati, una ventina di assegnisti, borsisti e dottorandi, e circa venti unità di personale di supporto. Alcuni ricercatori di INAF-OAPa e del Dipartimento di Fisica e Chimica fanno inoltre parte del gruppo musicale Ex Rei (gioco di parole con l’inglese X-Ray, ovvero “raggi X”), a cui si deve la composizione ed esecuzione dei brani Wind and Trees e In the corner of my eye (Around the world… and back), utilizzati come colonna sonora di alcuni video INAF. Buona visione e buon ascolto.

Credits
I “video INAF” nascono da un’idea di Stefania Varano dell’Istituto di RadioAstronomia di Bologna e sono un prodotto del progetto nazionale Nuove tecnologie e attività di laboratorio per la promozione dell’astronomia, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) nell’ambito delle iniziative ex Legge 6/2000 (PANN15T3_00143). Il montaggio del materiale fornito da ciascuna sede si deve a Manfredi Bernardini per Science & Joy s.r.l. I brani musicali originali sono stati composti da Rosaria (Sara) Bonito e registrati presso lo studio RockZone di Palermo.

Scritto da

Antonio Maggio Antonio Maggio

Astronomo Associato presso l’Osservatorio Astronomico di Palermo, si interessa di radiazione ad alta energia proveniente da cromosfere e corone stellari, attività stellare di origine magnetica e meccanismi di interazione tra stelle e pianeti gioviani caldi in sistemi extra-solari. Fa parte del Gruppo di Programmazione ed è docente per il “Piano Lauree Scientifiche” dell’Universitaà di Palermo. Attualmente e’ coordinatore nazionale del progetto dell’INAF "Astronomia e Società, tra tradizione e innovazione tecnologica", finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR).

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