Inverno Primavera Nord

Gemelli

Aggiornato il 23 Gennaio 2026

Descrizione

Quella dei Gemelli è una delle 48 costellazioni originariamente classificate da Tolomeo. Posta nella fascia zodiacale, confina con il Toro a ovest e con il Cancro a est. Inoltre a nord è prossima all’Auriga e alla Lince, mentre a sud con l’Unicorno e il Cane Minore.
Le due stelle più brillanti sono Castore, Alpha Geminorum, stella bianca con una magnitudine apparente di 1.59 e si trova a circa 51 anni luce da noi, e Polluce, Beta Geminorum, stella arancione con una magnitudine apparente di 1.16 distante dalla Terra all’incirca 34 anni luce. Esse costituiscono le teste dei due gemelli della costellazione, oltre che i protagonisti della storia mitologica dietro di essa, e che racconteremo più avanti.
Giusto leggermente meno luminosa, ma non troppo, c’è poi Alhena, Gamma Geminorum, stella bianca con una magnitudine di 1.93, facilmente identificabile guardando leggermente a nord rispetto al Triangolo invernale. Si trova a circa 105 anni luce dal Sole.

Curiosità

A proposito delle stelle dei Gemelli c’è una curiosità piuttosto particolare. Sia Urano sia Plutone quando furono scoperti erano vicini proprio a una stella appartenente a questa costellazione: rispettivamente Eta e Delta Geminorum. Tra l’altro proprio accanto Eta Geminorum, nota anche con il nome di Propus, si trova IC 433, una nube di gas che è ciò che resta di una supernova.

Ic443
IC443 e, a destra, Eta Geminorum – foto di Keesscherer via commons

Oggetti celesti notevoli

L’oggetto celeste del profondo cielo più luminoso che si trova nell’area coperta dalla costellazione è l’ammasso M35, posto a 2800 anni luce da noi. Si trova a nordovest proprio di Eta Geminorum, vicino al confine della costellazione, e nelle notti di migliore visibilità (quindi non in città), è possibile identificarlo anche a occhio nudo. Già un piccolo binocolo, però, è sufficiente per vederlo bene.
A poca distanza da M35 si trova un altro ammasso aperto, NGC 2158.

M35 ed NGC 2158 fotografati da La Palma, Roque de los Muchachos – via commons

Tra le nebulose planetarie si segnala, invece, la Nebulosa Eschimese, che ha una magnitudine apparente di 10.1. Classificata come NGC 2392, si trova nella parte centro-sud della costellazione, a circa 6500 anni luce da noi. Il nome deriva dal fatto che, osservandola, ricorda la testa di una persona con addosso il cappuccio di una giacca a vento. Proprio come un eschimese!

Ngc2392
NGC 2392, la Nebulosa Eschimese, vista dal telescopio spaziale Hubble – via commons

Sistemi planetari

Alcune delle stelle della costellazione presentano dei pianeti in orbita intorno a loro, come per esempio la stella più brillante della costellazione, Polluce, intorno alla quale ruota un gigante gassoso con una massa all’incirca doppia o poco più rispetto a Giove.
Sempre nei gemelli si trova, poi, Gliese 251, una nana rossa con due pianeti confermati, entrambe delle SuperTerre, ovvero pianeti rocciosi molto più massicci del nostro. Entrambi questi pianeti, sia quello scoperto nel 2020 sia quello scoperto nel 2025, hanno una massa di quasi 4 volte quella della Terra.

Il mito

La costellazione dei Gemelli è di derivazione babilonese: le due stelle principali della costellazione erano infatti note presso i babilonesi come i Grandi Gemelli. Questi erano Meshlamtaea e Lugalirra, due divinità minori. I loro nomi si possono tradurre come colui che è sorto agli inferi e il potente re. Secondo Gavin White sono entrambi associati a Nergal, dio babilonese della peste e della pestilenza, nonché re degli inferi.
Nella mitologia greca la costellazione venne, invece, associata al mito di Castore e Polluce, due degli Argonauti. La loro nascita è da considerarsi piuttosto singolare: entrambi figli di Leda, nonostante fossero gemelli, erano stati generati da padri differenti. Tindaro, re di Sparta e marito di Leda, era il padre di Castore, mentre Zeus, che come al solito sedusse Leda sotto mentite spoglie (si era trasformato in un cigno), era il padre di Polluce, e come il genitore aveva il dono dell’immortalità.
In effetti ci sono anche altre versioni in cui sono entrambi immortali o altre versioni in cui sono entrambi mortali, ma questa è sostanzialmente la sintesi più interessante tra tutte queste visto che porta alla creazione della costellazione.
Quando, infatti, Castore morì in quanto mortale, Polluce implorò il padre di togliergli l’immortalità per raggiungere il fratello nel mondo delle ombre. A quel punto Zeus decise, invece, di porre i due in cielo sotto forma delle stelle della costellazione dei Gemelli, dando loro una sorta di immortalità.

Ascensione retta centrale: 7 hrs

Declinazione centrale: +15°

Visibile in: emisfero

Stagioni: ,

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