Libri Donne e scienza

Sorelle dimenticate: le donne nella storia della scienza

25 scienziate del passato raccontate in un unico volume: è questo The unforgotten sisters di Gabriella Bernardi, un libro per iniziare a scoprire il contributo delle donne alla scienza

Unforgotten sisters coverPubblicato nel 2016 dalla Spinger, The unforgotten sisters di Gabriella Bernardi è stato ed è tutt’ora un libro prezioso, sia a puro titolo personale, sia come contributo alla diffusione della scienza in generale e del contributo delle donne a essa in particolare.
Dal punto di vista personale e professionale l’ho utilizzato negli ultimi anni come una delle fonti consultate per la scrittura delle biografie delle scienziate, sia quelle pubblicate sul mio blog personale, sia quelle uscite qui su EduINAF, per esempio nelle poche righe con cui ho brevemente tracciato la “figura” di Aganice, l’astronoma dei tempi antichi con cui si apriva il cielo del mese di febbraio 2024, senza dimenticare le astrografiche a tema Donne e scienza pubblicate a partire dal 2022.
The unforgotten sisters, però, ha anche un valore intrinseco che va oltre il possibile utilizzo per chi si occupa di raccontare la scienza. Gabriella Bernardi, infatti, prendendo le mozze dalla poesia Letter from Caroline Herschel di Siv Cedering, ha raccolto 25 tra le scienziate del passato, scegliendo essenzialmente delle astronome o comunque personaggi che hanno avuto una formazione astronomica. Partendo dai tempi antichi, quelli di Aganice o di Ipazia, è arrivata fino al XIX secolo, concludendo il suo percorso con Mary Faifax (o Sommerville, dal cognome del marito, con cui è più nota), che, come raccontato anche nell’astrografica di febbraio 2026, ha avuto un ruolo importante nel percorso di formazione di Ada Lovelace, che scrisse il primo “programma per computer” in un’epoca in cui di computer nemmeno si parlava.

Racconti di scienziate

Torniamo, però, al volume. Ricco di spunti interessanti, è una lettura tutto sommato agile e veloce. Bernardi non si perde in racconti estremamente dettagliati: d’altra parte l’obiettivo del libro non è concentrarsi su una specifica figura, ma raccontare l’importanza del contributo femminile alla ricerca scientifica e astronomica, senza tacere le difficoltà nell’accesso alla formazione, o nel riconoscimento delle proprie capacità, o nel vincere le diffidenze anche dei parenti più stretti, come Sophie Brahe con il fratello Tycho, e questo nonostante quest’ultimo sia stato l’unico, in famiglia, a sostenerla e incoraggiarla nel corso della sua formazione.
Di racconti di questo genere, anche se non identici nei dettagli, ne sono piene le pagine, e attraversano un po’ tutte le epoche. In effetti se ne trovano pochi, di episodi analoghi, nei tempi antichi, ma ricordo che ciò è diretta conseguenza delle scarse e non puntuali informazioni sulle biografie dei protagonisti di quelle epoche a noi così lontane. Col procedere verso epoche a noi più vicine, però, la sezione dedicata a cosa dicono gli altri della scienziata raccontata in ciascun capitolo, non solo si arricchisce di citazioni verificate, ma soprattutto permette di comprendere come ognuna di loro, una volta vinte le diffidenze del mondo patriarcale in cui si sono trovate a crescere, ottenevano il rispetto di tutti coloro che ebbero l’onore e il piacere di collaborare con loro.
Il grosso problema, che ancora oggi e in molti ambiti dobbiamo imparare a risolvere, come scienziati e uomini lavorando su noi stessi e come comunità in generale, intesa come l’insieme delle donne e degli uomini che “fanno” la scienza ogni giorno, è il numero limitato di riconoscimenti di questo lavoro, almeno pari a quello maschile in termini di quantità e importanza.
Devo, però, onestamente muovere un piccolo appunto, il classico pelo nell’uovo che, vista la premessa di partenza, in qualche modo mi sento di cercare: avrei progettato il libro in modo tale da spostare alla fine, in quella che potremmo dire l’appendice, il paragrafo all’interno dell’introduzione intitolato The Three Rs. Pur contenendo informazioni interessanti, c’è il rischio di tenere lontano il lettore generico, quello più curioso di scoprire queste 25 grandi scienziate del passato. Certo, se il lettore medio, come me, legge le introduzioni e gli altri apparati redazionali dopo il testo principale, la scelta potrebbe risultare indifferente!
Altro ostacolo alla diffusione è anche il prezzo indicato sul sito, sia quello dell’edizione digitale sia quello dell’edizione cartacea, che lo rendono un testo accessibile a pochi: ho acquistato testi tecnici della Springer in una libreria a Milano a prezzi inferiori rispetto a questo libro, che potenzialmente è in grado di raggiungere un pubblico ben più vasto.
Il volume, poi, è stato anche tradotto in italiano giusto nel 2025, sempre dalla Springer. Onestamente, però, consiglio la lettura dell’edizione in inglese, e il motivo è per via della traduzione in italiano, realizzata con un sistema di intelligenza artificiale. Ritengo che la scelta, per quanto legittima, sia però un limite: vista l’importanza del tema, sarebbe valsa la pena investire un po’ più di tempo e fondi nel realizzare un’edizione apposita almeno nella lingua madre dell’autrice.

Abbiamo parlato di:
The unforgotten sisters
Gabriella Bernardi
Springer, 14 marzo 2016
205 pagine, e-book – € 67.4
ISBN: 9783319261270

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Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università  della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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