Il cielo del mese

Il cielo del mese: gennaio 2019, la Luna e Orione

Arriva il primo cielo del mese del 2019 e il primo evento dell'anno: la superluna dell'alba del 21 gennaio. Inoltre uno sguardo alla costellazione di Orione e alle stelle del mese.
La nebulosa di Orione – via commons
Il primo mese del 2019 porta con se il primo grande evento astronomico dell’anno, l’eclissi di Luna totale del 21 gennaio, che sarà spettacolare non solo perché avremo una superluna rossa, ma anche perché il nostro satellite si troverà nel punto più vicino alla Terra, apparendo così leggermente più grande e più luminosa del solito. Unico inconveniente (a parte l’incertezza del meteo dovuta alla stagione) sarà l’orario: l’eclissi inizierà infatti intorno alle 4:30 del mattino per raggiungere il suo culmine tra le 6:10 e le 6:15. Ad ogni modo, per chi non vorrà alzarsi a un orario così mattiniero, ci sarà una seconda eclissi quest’anno, anche se parziale, il 16 luglio alle 22:31, giusto 4 giorni prima della ricorrenza del cinquantennale dell’allunaggio dell’Apollo 11.
Il cielo di gennaio, però, riserva anche l’usuale spettacolo delle stelle e delle costellazioni, tra cui spicca in particolare quella di Orione, una delle più facilmente riconoscibili nel cielo anche grazie alla sua forma antropomorfa. La costellazione è identificata, con alcune variazioni nella forma, in diverse culture, in particolare grazie alla famosa cintura di Orione, un terzetto di stelle allineate quasi perfettamente e molto vicine all’equatore celeste, tanto che in Cina quella di Orione è una delle 28 costellazioni zodiacali. Inoltre fa parte della costellazione la famosa stella rossa Betelgeuse, che secondo August Derleth è il punto d’origine cosmico dei Grandi Antichi creati da Howard Phillips Lovecraft per il suo Ciclo di Cthulhu, oltre a essere la “casa” di Ford Prefect, uno dei protagonisti della saga della Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams.
Finite le curiosità, vediamo quali sono le costellazioni che caratterizzano il cielo di dicembre (il testo che segue è tratto da it.wiki):

Le costellazioni di gennaio

Il cielo di gennaio – screenshot realizzato con Stellarium

Il cielo di gennaio appare dominato dalla grande figura di Orione, dalla stella Sirio e dall’asterismo del Triangolo Invernale.
Orione è in assoluto la protagonista del cielo: la sua caratteristica forma a clessidra, le tre stelle allineate della cintura e la sua posizione a cavallo dell’equatore celeste ne fanno il punto di riferimento per gli osservatori del cielo di tutto il mondo.
Prolungando in direzione sud-est la linea tracciata dalle tre stelle della cintura si giunge a Sirio, la stella più luminosa dell’intera volta celeste; questa stella, assieme a Betelgeuse e Procione, un astro notevole nella costellazione del Cane Minore, costituisce il Triangolo Invernale. A sud di Sirio, il corpo del Cane Maggiore è segnato da una catena di stelle che prosegue verso sud-est, terminando in un triangolo. Più a sud, la parte posteriore dell’antica Nave Argo, la Poppa, è ricchissima di ammassi aperti.
A nord del Triangolo Invernale si evidenzia bene la costellazione dei Gemelli, le cui stelle sono disposte secondo un rettangolo inclinato verso nord-est, quasi a voler “sfuggire” dal gruppo di stelle di Orione. Ad nord-ovest di quest’ultimo, in alto nel cielo, si estendono il Toro e l’Auriga.
Ad est, la brillante stella Arturo inizia a mostrarsi, rasente l’orizzonte col suo colore rossastro, che i bassi strati atmosferici fanno virare sul giallo-arancio; sale inoltre la figura del Leone, di forma trapezoidale, con la brillante Regolo sulla parte sud-ovest. Il campo a sud-est appare invece privo di stelle, in direzione della grandissima Idra e di altre costellazioni minute.
In direzione nord, il Grande Carro inizia ad elevarsi sull’orizzonte, disponendosi quasi verticalmente, mentre al suo crescere segue, dalla parte opposta alla Stella Polare, il declino di Cassiopea. Cefeo raggiunge invece il punto più basso sull’orizzonte settentrionale, ma senza tramontare.
Verso ovest, la tortuosa costellazione di Eridano declina sempre più sull’orizzonte, lasciando ad ovest di Orione un’area priva di stelle appariscenti.

Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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