L'astronomo risponde Terra

Equinozi (e solstizi) ai poli

All'equinozio la durata delle ore di luce e di buio è uguale in tutte le parti del mondo... tranne che ai poli geografici.

Domenica 21 dicembre 2025 alle ore 16:03 dei nostri orologi è stato il momento astronomico che ha sancito il solstizio d’inverno, tuttavia, un messaggio giunto alcuni mesi fa da un attento lettore di EduINAF ci dà l’occasione per tornare sull’equinozio. Infatti nel cielo del mese di settembre 2025 abbiamo scritto che, quando c’è l’equinozio, in qualunque luogo del mondo il dì (definito come la porzione della giornata di 24 ore in cui il Sole è sopra l’orizzonte) ha praticamente la stessa durata della notte (la porzione della giornata di 24 ore in cui il Sole resta sotto l’orizzonte). Così si legge anche sul sito web dell’Enciclopedia Treccani, per esempio. D’altronde il termine stesso “equinozio” deriva dall’espressione latina æqua nox, ossia notte uguale (al dì).
E qui arriva la domanda:

Sono un amatoriale e incostante curioso di cose astronomiche; nel tempo, ho scoperto che – a differenza di quanto da voi riportato all’url soprastante – agli equinozi vi sono dei luoghi sulla Terra dove il dì e la notte mancano di avere la stessa durata, bensì vi è giorno per 24 ore: parlo dei poli geografici, entrambi nord e sud, e zone strettamente limitrofe (e non per effetto di rifrazione atmosferica, ma proprio per posizione geografica, poiché ai poli la Terra manca di intercettare – fermandola – la luce proveniente dal Sole diretta verso l’esterno del sistema solare, e ciò accade nel medesimo luogo terrestre per almeno 24 ore, essendo luogo che coincide con l’asse di rotazione terrestre); se quanto ho afferrato è esatto, vi invito a confermarmelo, e a rettificare quanto avete pubblicato, poiché viene rilanciato nella convinzione di affermare il vero, contribuendo – nel caso – ad aumentare il generale diffuso convincimento di sapere per certo il vero, mentre invece è il falso.Marco

Il lettore ci chiede conto di questa affermazione (all’equinozio, in qualunque luogo del mondo, il dì ha praticamente la stessa durata della notte) riguardo a due specifiche località: i poli terrestri.
I poli geografici della Terra sono definiti come i punti dove l’immaginario asse di rotazione del pianeta interseca la sua superficie. Inoltre tutti i meridiani del mappamondo convergono verso i poli. Ricordiamo che l’asse di rotazione non è perpendicolare al piano dell’orbita della Terra intorno al Sole, ma è inclinato di 23° 26′ circa. Ne segue che, mentre compiamo il moto di rivoluzione intorno al Sole, i poli restano in modo alternato per metà dell’anno al buio, quindi c’è una lunghissima notte, e per l’altra metà dell’anno sono sempre illuminati, quindi c’è un lunghissimo dì.

Seasons
Diagramma dell’alternanza delle stagioni come visto dall’emisfero settentrionale. A destra il solstizio di dicembre – via commons

La transizione tra dì e notte ai poli avviene attorno agli equinozi. Si tratta del momento in cui i raggi solari arrivano perpendicolarmente rispetto all’equatore e quindi la linea che separa la zona illuminata del pianeta da quella in ombra, detta circolo di illuminazione, va esattamente da un polo all’altro. A causa di questa configurazione, man mano che la Terra ruota, la durata del dì e quella della notte si equivalgono. Quante volte abbiamo visto la classica illustrazione, fin dai tempi del sussidiario scolastico (chi scrive ha studiato quando ancora c’erano i sussidiari); ai nostri giorni possiamo ammirare anche le splendide immagini riprese dai satelliti artificiali, che non sono disegni, ma vere fotografie.

20250923 terra euinozio autunno
La Terra ripresa il 23 settembre 2025, ore 06.20 UTC, in prossimità dell’equinozio d’autunno (emisfero boreale) e di primavera (emisfero australe), dal satellite geostazionario europeo Meteosat-12. Credit: ©EUMETSAT 2025. Fonte: Eumetsat

Se guardiamo bene l’illustrazione e la fotografia, però, possiamo notare che i raggi solari arrivano ai poli geografici paralleli all’orizzonte locale. Che cosa significa? Che il Sole, visto da quella posizione in quella giornata, giace proprio sull’orizzonte locale. A differenza delle stelle lontane, non vediamo il Sole come una sorgente puntiforme di dimensioni infinitesime; anzi, possiamo apprezzare l’estensione del disco solare, il cui diametro apparente è di circa mezzo grado. Ciò implica che dai poli, all’equinozio, vediamo metà del disco solare sempre sopra l’orizzonte, mentre l’altra metà resta sempre sotto, in una sorta di stallo scacchistico tra il dì e la notte. Mentre la Terra ruota, il mezzo Sole compie un circolo intero intorno a noi in 24 ore seguendo la linea dell’orizzonte locale, regalandoci un po’ di luce per l’intera giornata.

Percorso sole equinozi
Il percorso del Sole sulla volta celeste il giorno dell’equinozio, all’equatore (a sinistra – via commons) e ai poli (a destra – via commons). Credit: Di Tauʻolunga – Opera propria, CC BY-SA 2.5

Confermiamo quindi l’arguta osservazione del lettore, che ringraziamo per averci permesso di aggiungere questa specificazione: durante l’equinozio, il dì e la notte hanno praticamente la stessa durata in qualunque luogo del mondo, tranne i poli geografici. Un po’ come nell’incipit delle storie di Asterix inventate dai famosi autori francesi René Goscinny e Albert Uderzo, dove tutta la Gallia è occupata dalle legioni romane – tutta? No, un piccolo villaggio dell’Armorica resiste all’invasore…

Mappa gallia asterix
La mappa che apre i volumi delle storie di Asterix. Credit: © 2025 LES ÉDITIONS ALBERT RENÉ / GOSCINNY-UDERZO – via archive.org

Proviamo a riflettere sul perché questa nota sui poli venga spesso trascurata. Per esempio, quando abbiamo scritto quel cielo del mese abbiamo valutato che, siccome si tratta di un caso particolare di cui difficilmente facciamo esperienza, allora era ragionevole riferirsi solo all’alternanza del dì e della notte che tutte e tutti conosciamo, per non fare confusione. Ciò non toglie che quel caso particolare esiste e non citarlo può indurre in errore, pur senza intenzione malevola. Per non sbagliare, se vogliamo descrivere l’equinozio mantenendo il collegamento con la luce e senza tirare in ballo concetti astronomici complessi, possiamo dire che è il momento in cui i due emisferi terrestri, boreale e australe, sono ugualmente illuminati dal Sole, ricevendo la medesima quantità di raggi solari. Così non ci vincoliamo alla durata del dì e della notte, né contempliamo eccezioni per i due poli geografici, che appartengono a uno dei due emisferi. Una bella definizione inclusiva di equinozio!
Quanto scritto sopra si riferisce esclusivamente alla geometria del sistema Terra-Sole. Non tiene perciò conto della rifrazione, che devia il percorso dei raggi solari mentre attraversano l’atmosfera, introducendo nel discorso un fattore fisico di carattere ottico: materiale interessante, magari, per un’altra puntata della rubrica de L’astronomo risponde.

Add Comment

Click here to post a comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scritto da

Eduinaf avatar autori Andrea Bernagozzi

Ricercatore all'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta

Categorie