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Il telescopio Merz-Repsold al Museo “Leonardo” di Milano

Il telescopio Merz-Repsold utilizzado da Schiaparelli nella sua nuova collocazione
Il 29 settembre, all’interno degli eventi del Meet me tonight, la Notte Europea dei Ricercatori a Milano, è stata inaugurata la musealizzazione del l restaurato telescopio Merz-Repsold utilizzato da Giovanni Virginio Schiaparelli per osservare il pianeta Marte. Il telescopio, posto nello spazio precedentemente occupato dal pendolo di Foucault, si trova ora in uno spazio appositamente progettato per ospitare altri strumenti astronomici, mentre uno dei tipici schermi multimediali che accompagnano i visitatori all’interno del Museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” fornisce informazioni sulla storia del telescopio e sui progetti presenti e futuri in cui è coinvolta l’Italia.
Proprio di questi e di altri argomenti si è discusso, dopo il simbolico taglio del nastro, nella Sala delle Colonne del Museo in un incontro moderato dal giornalista del Corriere della Sera Giovanni Caprara.
L’importanza nazionale dell’evento rispetto all’intero programma della Notte dei Ricercatori viene esplicitamente sottolineata dal presidente dell’INAF, Nichi D’Amico: il telescopio utilizzato da Schiaparelli e ora restaurato grazie all’impegno dell’ARASS (Associazione per il restauro degli antichi strumenti scientifici), ha giocato un ruolo importante non solo per la storia dell’astronomia, ma anche per quella dell’Italia stessa.

Storia e gloria di un telescopio

D’altra parte, come ricordato dal direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera Giampiero Tagliaferri nel corso del suo intervento storico, la richiesta di finanziamenti per la costruzione del telescopio da parte dell’astronomo milanese arrivava in un momento economicamente difficile: siamo nel 1878 e nella discussione in parlamento del 10 giugno di quell’anno Quintino Sella, amico di Schiaparelli, interviene per difendere la richiesta dell’astronomo:

Certo le nostre condizioni economiche sono gravi. Ma per risolvere le difficoltà economiche che cosa conviene fare? Per stimolare l’attività economica di un paese, puossi egli prendere l’uomo da un lato solo? Si raggiunge più presto l’intento stimolando un’operosità soltanto, o stimolando in genere l’operosità tutta dell’uomo? L’uomo è un essere unilaterale, o è un essere complessivo che vuole essere considerato in tutte le facoltà sue? (1)Sull’AGI potete leggere il testo integrale
Lo stesso Tagliaferri, commentando l’azione di Sella, auspica la speranza di trovare nel futuro visioni simili tra i politici dell’attuale generazione.
A parte questa digressione politica, il direttore dell’Osservatorio di Brera riassumere le tappe fondamentali per la storia del telescopio: dopo l’approvazione dei fondi, la costruzione venne commissionata commissionato ai tedeschi Merz (2)Azienda fondata dal famoso ottico tedesco Georg Merz per l’ottica e ai Repsold (3)Anche questa azienda a conduzione familiare fondata dal tedesco Johann Georg Repsold per la parte meccanica. Il telescopio arrivò quindi all’Osservatorio di Brera nel 1882 e iniziò a funzionare nel 1886. Proprio utilizzando questo strumento, Schiaparelli realizzò la prima vera cartografia della superficie di Marte e fu il suo lavoro (come la mappa del 1890, pubblicata sugli Atti dell’Accademia dei Lincei, serie 5.a, vol. 8) che di fatto diede origine alla “letteratura marziana“. L’elemento scatenante di questo interesse fantascientifico trae origine da una traduzione non precisa degli scritti dell’astronomo italiano. Schiaparelli, infatti, a causa di un errore ottico, vide la presenza sulla superficie del pianeta dei famosi canali, che nella traduzione inglese divennero channel, parola che indica i canali artificiali. Ciò bastò a molti astronomi, primo fra tutti lo statunitense Percival Lowell, di proporre la tesi di un pianeta rosso popolato dai marziani!

La mappa di Marte di Schiaparelli del 1890

Così, mentre la discussione procedeva su termini e modi scientifici, gli scrittori iniziarono a stimolare la loro fantasia, come nel caso della famosa Guerra dei mondi di Herbert George Wells.
Torniamo al telescopio: con l’aumentare dell’inquinamento luminoso, nel 1936 si decise di spostarlo nella nuova sede dell’Osservatorio, a Merate, dove rimase in funzione fino agli anni Sessanta del XX secolo, per poi ritrovarsi smontato in uno scantinato. Nel 2010, però, grazie all’impegno dell’INAF e dell’allora direttore di Brera, Giovanni Pareschi, si decise di riportare al suo antico splendore il telescopio Merz-Repsold: iniziano così i lavori di restauro, come scritto portati avanti dall’ARASS, che si conclusero nel 2014: i restauratori non solo sono riusciti a rimettere a nuovo i pezzi rimasti, ma hanno anche ricostruito quelli mancanti (come centinaia viti) o profondamente lesionati, permettendo così alla meccanica del telescopio di essere nuovamente funzionante e disponibile per la visione di tutti.

Uno sguardo sul futuro

Il Merz-Repsold, però, è stato solo una tappa nello sviluppo degli strumenti astronomici, fondamentali per raccogliere dati sull’universo. Mentre gli esperimenti LIGO e VIRGO raccolgono le osservazioni sulle onde gravitazionali, la vera sfida astronomica, in cui l’INAF è e sarà impegnata nei prossimi anni, è osservare direttamente (o quanto più direttamente possibile) questi grandi eventi cosmici. A tale scopo sono molti gli esperimenti osservativi in corso o in fase di prossimo avvio (come SKA (4)Il progetto SKA (Square Kilometer Array) costituisce il più ambizioso progetto radioastronomico attualmente in fase di studio. Sarà un network caratterizzato da un 1 km quadrato di area di raccolta, un grande campo di vista, un’estensione di alcune migliaia di km, e tecnologie innovative per ricevitori, trasporto ed elaborazione del segnale e calcolo. Lavorerà su un grande intervallo di frequenze con un miglioramento di 50 volte in sensibilità e di oltre 100 volte in velocità di osservazione del cielo, rispetto agli strumenti attuali. o CTA (5)Il progetto CTA (Cherenkov Telescope Array) che vede coinvolti paesi e ricercatori di tutto il mondo per la realizzazione di due grandi osservatori astronomici (uno nell’emisfero nord e uno nell’emisfero sud della Terra) che studieranno l’universo attraverso i raggi gamma di altissima energia. ), ma è soprattutto l’Extremely Large Telescope lo strumento che più di tutti è destinato, innanzitutto, a osservare direttamente i pianeti extrasolari.
A raccontare i dettagli sulla sua costruzione è stato Roberto Tamai dell’ESO (European Southern Observatory): il telescopio, il cui specchio (6)I telescopi ottici moderni sono progettati per raccogliere la luce attraverso una serie di specchi riflettenti, che rimpallano la stessa come una pallina da ping-pong prima di mandarla agli strumenti di rilevazione in modo da raccogliere maggiori informazioni rispetto ai telescopi ottici cui siamo abituati a pensare e correggere le distorsioni introdotte dall’atmosfera principale sarà nel complesso largo 40 metri (all’incirca grande quanto piazza Duomo a Milano), verrà costruito sulla montagna Cerro Armazones, nel deserto di Atacama in Cile. I lavori sono iniziati con la costruzione delle infrastrutture (un’autostrada per portare i materiali e le persone sul luogo) e il taglio della cima del monte che ospiterà l’edificio.
Un racconto emozionante, completato da curiosità varie, come il motivo per cui i vari osservatori puntano il laser verso il cielo (7)Essenzialmente per creare una stella artificiale di cui sono noti tutti i dati e che serve come punto di riferimento per introdurre le correzioni necessarie alla distorsione atmosferica o mostrare le sale interne del VLT (Very Large Telescope) che hanno ospitato alcune delle scene di Quantum of solace, film della serie 007.
A chiudere la serata John Brucato dell’Osservatorio di Arcetri, che ha discusso di astrobiologia e di esopianeti, in particolare della zona abitabile e della sfida, apparentemente banale, lanciata da Carl Sagan: studiare la Terra per capire se essa è un pianeta abitato. L’idea, infatti, sottintende la raccolta dei dati e delle informazioni necessarie per comprendere quali sono i segni distintivi di attività biologica sulla superficie di un pianeta, inquinamento incluso. Ciò presupporrebbe un certo antropocentrismo nella ricerca di vita nell’universo, ma come si è verificato, l’abbondanza di carbonio nell’universo e la sua capacità di legarsi con altri atomi per costituire strutture più complesse rende forme di vita basate su quest’atomo, quindi con una chimica simile a quella presente sulla Terra, le più probabili da trovare su un pianeta extrasolare abitato. In quest’ottica assumono una certa importanza le missioni marziane, come l’europea ExoMars che nel 2020 porterà sul pianeta rosso un robot in grado di compiere esperimenti sulla sua superficie alla ricerca di tracce di vita.
Sono queste le sfide che, nel segno di Schiaparelli, l’Istituto Nazionale di Astrofisica si prepara ad affrontare nel futuro della ricerca astronomica. In questo programma trovano spazio anche i progetti di didattica e divulgazione, perché, come ha ricordato D’Amico, è nei giovani che bisogna creare la coscienza scientifica, la passione e un qual certo senso di meraviglia:

Quando noi smontavamo un orologio restavamo meravigliati dagli ingranaggi al suo interno. I giovani di oggi se provano ad aprire uno smartphone non trovano nulla che li possa meravigliare. Dobbiamo allora permettere loro di mettere le mani sugli strumenti, per risvegliare quelle stesse sensazioni.
Questo il senso finale del discorso di D’Amico e quello che, si spera, gli spettatori dell’incontro hanno portato con loro alla fine di una serata degna dello strumento esposto e degli scienziati che lo hanno utilizzato.

Note   [ + ]

1. Sull’AGI potete leggere il testo integrale
2. Azienda fondata dal famoso ottico tedesco Georg Merz
3. Anche questa azienda a conduzione familiare fondata dal tedesco Johann Georg Repsold
4. Il progetto SKA (Square Kilometer Array) costituisce il più ambizioso progetto radioastronomico attualmente in fase di studio. Sarà un network caratterizzato da un 1 km quadrato di area di raccolta, un grande campo di vista, un’estensione di alcune migliaia di km, e tecnologie innovative per ricevitori, trasporto ed elaborazione del segnale e calcolo. Lavorerà su un grande intervallo di frequenze con un miglioramento di 50 volte in sensibilità e di oltre 100 volte in velocità di osservazione del cielo, rispetto agli strumenti attuali.
5. Il progetto CTA (Cherenkov Telescope Array) che vede coinvolti paesi e ricercatori di tutto il mondo per la realizzazione di due grandi osservatori astronomici (uno nell’emisfero nord e uno nell’emisfero sud della Terra) che studieranno l’universo attraverso i raggi gamma di altissima energia.
6. I telescopi ottici moderni sono progettati per raccogliere la luce attraverso una serie di specchi riflettenti, che rimpallano la stessa come una pallina da ping-pong prima di mandarla agli strumenti di rilevazione in modo da raccogliere maggiori informazioni rispetto ai telescopi ottici cui siamo abituati a pensare e correggere le distorsioni introdotte dall’atmosfera
7. Essenzialmente per creare una stella artificiale di cui sono noti tutti i dati e che serve come punto di riferimento per introdurre le correzioni necessarie alla distorsione atmosferica

Scritto da

Gianluigi Filippelli Gianluigi Filippelli

Ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l’Università della Calabria. Tra i suoi interessi, la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico. Last but not least, è wikipediano.

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