Il cielo unisce ciò che sulla Terra, a volte, sembra lontano. Anche quest’anno, l’Istituto Nazionale di Astrofisica collabora con la Grande Moschea di Roma, la COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), l’Unione Astrofili Italiani (UAI) e altre realtà islamiche italiane e straniere per osservare la Luna Nuova per decretare l’inizio del mese di Ramadan. Un incontro tra scienza e fede, tra culture e tradizioni diverse, unite dalla meraviglia del cielo stellato, in una iniziativa che vede il supporto dell’Office of Astronomy for Education Center Italy, il Centro internazionale della IAU ospitato in Italia.
Un evento per avvistare la Luna
Nel calendario islamico, basato sulle fasi lunari, il Ramadan inizia con l’avvistamento del primo sottile falcetto di Luna. Ma individuarlo non è così semplice e per questo, l’astronomia può dare una mano fornendo strumenti e conoscenze per capire se la Luna è visibile o meno.
Per verificare la visibilità della Luna è stato organizzato un evento con piccole delegazioni di Imam presso alcune sedi INAF e UAI il 28 febbraio 2025. L’evento potrà anche essere seguito online in streaming sulla pagina Facebook della Grande Moschea di Roma. Le osservazioni per individuare la prima falcetta di Luna avranno inizio alle ore 17:55, al momento in cui il Sole scompare sotto l’orizzonte, presso l’Osservatorio Astronomico di Catania. Subito dopo ci si collegherà in diretta con la sede dell’Unione Astrofili Italiani di Ravenna, per poi passare a due sedi osservative collocate a Roma – una presso la Grande Moschea e l’altra presso l’Osservatorio di Monte Mario – e successivamente proseguire con Milano e Brescia. Concluderanno le osservazioni gli astronomi dell’INAF di Cagliari, in collaborazione con gli astrofili dell’Osservatorio di Lanusei (Nuoro), che osserveranno, in sequenza, il tramonto del Sole e l’apparizione della Luna.
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Quest’anno l’osservazione della prima falce di Luna risulterà particolarmente complessa, quasi proibitiva, a causa sia della debole luminosità della Luna, variabile tra lo 0.5% e lo 0,6%, che dell’apparente vicinanza al Sole. Infatti, il breve intervallo di circa quaranta minuti tra il tramonto del Sole e quello della Luna risulta insufficiente per consentire agli osservatori collegati alla rete di individuare la piccola e debolissima falce lunare, indispensabile per decretare l’inizio del nuovo mese del calendario islamico. A complicare ulteriormente le operazioni, le condizioni meteorologiche sfavorevoli che potrebbero impedire in molte sedi, il regolare svolgimento delle già difficili osservazioni.
L’INAF in tutto questo si pone con un ruolo prettamente scientifico, non entra nella questione religiosa di inizio del mese sacro, che resta in capo alla comunità islamica. Vero è che essendo chiamato in causa per l’osservazione della Luna, dal punto di vista scientifico, l’INAF può dire se la piccola falce di Luna sia risultata visibile o meno.
Ciò che rende veramente speciale questa iniziativa è il suo spirito di inclusione e interculturalità, che rientra perfettamente nella vision dell’OAE e della International Astronomical Union che rappresenta. Astrofili, scienziati e rappresentanti di diverse comunità islamiche – dalla Grande Moschea di Roma alla COREIS, fino alla Confederazione Islamica Italiana e alla rete pakistana Dawate Islami in Italia – lavorano insieme per coniugare la precisione scientifica con il valore spirituale dell’osservazione lunare.
Un progetto di collaborazione multiculturale
L’osservazione del 2025 fa parte di un progetto più ampio, avviato da INAF nel 2017, che è un unicum a livello europeo e che mira a promuovere la collaborazione tra astronomi e la comunità islamica italiana, creando un modello sostenibile basato su dialogo, cultura e scienza. L’obiettivo principale è quello di diffondere la conoscenza astronomica all’interno della comunità islamica costruendo un ponte tra le nostre culture sviluppando una serie di programmi e attività educative rivolte a tutta la comunità.
Un momento chiave del progetto è stato raggiunto nel 2020, con la firma di un Memorandum of Understanding tra l’INAF e il Centro Culturale Islamico d’Italia, che ha sancito obiettivi condivisi in linea con l’Agenda ONU 2030. Questo accordo, unico in Europa, ha rappresentato un importante passo verso la diffusione dei principi moderni dell’astronomia e dell’astrofisica. Otto anni dopo l’inizio del progetto, la rete si è ulteriormente consolidata con l’organizzazione di attività focalizzate sull’osservazione della Luna in momenti critici, come l’inizio e la fine del mese di Ramadan.
L’osservazione della Luna del 28 febbraio non è dunque solo un supporto scientifico per stabilire l’inizio del Ramadan, ma anche un’occasione di dialogo tra culture e saperi diversi, e per confermare che alzare lo sguardo al cielo diventa un gesto che ci ricorda quanto siamo in realtà davvero molto vicini gli uni agli altri.
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