Plutone e Caronte

Plutone è forse il più famoso dei corpi celesti che fu per breve tempo un pianeta.
Scoperto nel 1930 dall’astronomo statunitense Clyde Tombaugh, che in realtà cercava un oggetto molto più massiccio per spiegare le anomalie dell’orbita di Nettuno(1)L’anomalia di Nettuno si rivelò in seguito dovuta a errori di misura, e perciò non fu più necessario invocare la presenza di un pianeta esterno., fu chiamato il nono pianeta del sistema solare per molti decenni, finché intorno agli anni ’90 del secolo scorso iniziarono le scoperte di numerosi altri oggetti simili a Plutone. Tra questi, l’oggetto della discordia, che venne appunto chiamato Eris, dal nome della dea Discordia, fu un corpo celeste più lontano da noi di Plutone, ma apparentemente più grande. Doveva essere definito anche questo un pianeta?
La questione fu risolta nel 2006: all’Assemblea Generale dell’Unione Astronomia Internazionale (IAU), il corpo internazionale a cui spettano tutte le decisioni generali, come per esempio la nomenclatura dei corpi celesti, venne portato in discussione un problema apparentemente mai affrontato nell’era moderna: cos’è un pianeta, come lo definiamo? Dopo una delle più accese diatribe della storia di questa assemblea, diatriba in cui tanta parte ebbero gli statunitensi, fu votata a maggioranza la decisione di definire “pianeta del Sistema Solare” un oggetto che fosse “sufficientemente massiccio” da avere una forma quasi sferica ma anche “dominante dal punto di vista dinamico”. La definizione prevede infatti che il pianeta abbia “ripulito la propria orbita” da tutti quegli oggetti simili a lui e che perciò ne possono influenzarne la dinamica.
I pianeti putativi che erano stati portati alla ribalta, primo tra tutti il “nostro” (perché scoperto dall’italiano ) Cerere, il primo e più grande oggetto della fascia principale degli asteroidi, divennero così per decisione della comunità astronomica pianeti nani.
Uno dei motivi dell’accanimento degli astronomi statunitensi era il lancio – appena avvenuto – della missione New Horizons verso “il più lontano pianeta del Sistema Solare”. Il “declassamento” di Plutone a pianeta nano faceva temere che l’opinione pubblica americana non avrebbe apprezzato le spese ulteriori per la missione, una delle più ardite mai pensate all’epoca. Un razzo potentissimo aveva infatti spedito la sonda a una delle velocità maggiori mai raggiunte dai satelliti artificiali: in meno di 10 anni infatti New Horizons ha raggiunto Plutone per scattare alcune delle più belle immagini che abbiamo di questo pianeta e della sua luna principale, Caronte e raccogliere una quantità formidabile di dati. La velocità era tale che la bassa gravità di Plutone non ha potuto arrestare la corsa della sonda che ora sta viaggiando verso la fascia di Kuiper e quindi l’esterno del Sistema Solare. I dati raccolti sono così tanti che ci sono voluti più di due anni per trasmetterli tutti a Terra: e oggi sono ancora analizzati da molti ricercatori che vogliono capire com’è fatto questo mondo ghiacciato.
Plutone (Pluto in inglese) prende il nome dal dio greco degli inferi, che noi associamo di solito al caldo, per le condizioni estreme che si trovano a queste distanze dal Sole: fu proposto da una ragazza inglese di 11 anni, Venetia Burney, e accettato da Tombaugh perché le iniziali della parola erano le stesse di Percivall Lowell che aveva proposto l’esistenza di questo pianeta misterioso che disturbava Nettuno (Planet X). Una curiosità: secondo gli animatori che all’epoca lavoravano per Walt Disney, questi scelse Pluto come nome del cane di Topolino per sfruttare al massimo la scoperta di Tombaugh.
Cosa sappiamo quindi oggi di Plutone? È un corpo fatto per circa 2/3 di roccia e 1/3 di ghiaccio, ha formazioni tettoniche molto simili a quelle della Terra e possiede anche una tenue atmosfera, composta principalmente da azoto, insieme a metano e monossido di carbonio. È molto più piccolo della nostra Luna: un terzo del volume e un sesto della massa.
La sua orbita è molto eccentrica e inclinata rispetto al piano dell’eclittica. Periodicamente, quando è al perielio, Plutone è più vicino al Sole di Nettuno, ma i due oggetti non sono mai fisicamente vicini (cioè non possono scontrarsi).
La sua luna principale, Caronte, scoperta nel 1978, è così grande rispetto a Plutone che è stato persino proposto di definirli un sistema binario. I due oggetti inoltre sono in rotazione sincrona, per effetto delle forze gravitazionali reciproche, e rivolgono perciò sempre la stessa faccia al compagno.
Le lune totali scoperte finora sono 5: oltre a Caronte, Stige, Notte, Cerbero e Idra. Idra e Notte scoperti nel 2005, Cerbero e Stige nel 2011 e 2012. Dalle misure, non ci sono altri satelliti di Plutone più grandi di 20 km di diametro.

Scheda a cura di

Plutone
Pianeta nano
Semiasse maggiore: 5906380000 km = 39,48 UA
Massa: 1,303 × 1022 kg
Diametro medio: (2376,6 ± 3) km
Superficie: 1,779 × 107 m2
Volume: 6,39 × 1018 m3
Densità media: 1,854 × 103 kg/m3
Temperatura superficiale: 40 K (min), 45 K (media), 50 K (max)
Caronte
Satellite
Semiasse maggiore: (19 571 ± 4) km
Massa: (1,52 ± 0,06) × 1021 kg
Densità media: (1,65 ± 0,06) × 103 kg/m3
Temperatura superficiale: 53 K (media)

Note   [ + ]

1. L’anomalia di Nettuno si rivelò in seguito dovuta a errori di misura, e perciò non fu più necessario invocare la presenza di un pianeta esterno.